La servitù volontaria

Giugno 30, 2010 on 3:05 pm | In Politica | 13 Comments


C’è anche la servitù volontaria. Ed è la più insidiosa. A molti giornalisti, alla gran parte dei cosiddetti giornalisti italiani il bavaglio non serve. Nessuna legge li renderà meno liberi di quel che già sono. Tra questi, sia chiaro, non ci sono soltanto i dipendenti del partito azienda. I quali pure non si risparmiano in questa nobile gara. Guardate l’editoriale del direttore di “Studio Aperto”. Il regime mediatico è visibile nella sua ultima fase: la disperata negazione dell’evidenza. Con buona pace di quegli oppositori di panna montata che non hanno mai considerato lo strapotere mediatico dell’avversario - al pari dei problemi di mafia, corruzione ed eversione del suo gruppo di potere - un problema prioritario per l’agibilità democratica di questo paese.

Repubblica e Il Fatto

Giugno 30, 2010 on 1:36 pm | In Informazione | 4 Comments

Contro il bavaglio qualcosa possiamo fare. Contro l’auto-bavaglio è più difficile. Ad oggi Repubblica di carta, al di là di un vago cenno in un pastone sulla manifestazione di Roma, NON ha fatto uscire tre righe serie su Milano contro il Bavaglio. Nemmeno nelle cronache milanesi. Dieci infopoint dentro la città, una dozzina di associazioni e movimenti coinvolti. Un panel di relatori di prim’ordine. E il loro silenzio. Vediamo se almeno Il Fatto, più volte sollecitato, farà uscire qualche notizia sulla manifestazione. Nell’edizione cartacea di oggi, in un box generico, si fa riferimento solo a una conferenza stampa della Fnsi lombarda nella mattinata di domani. In fondo chiediamo solo che i loro lettori siano informati, per poter scegliere se venire o no. Sollecitateli anche voi!

Giovedì

Giugno 30, 2010 on 12:02 pm | In Politica | No Comments

Giovedì 1 luglio.

Milano contro il Bavaglio.

Piazza Cordusio, dalle ore 18,30.

Prima, dieci punti di informazione in giro per la città.

L’elenco completo è su facebook, alla pagina Milano contro il Bavaglio.

Le adesioni all’iniziativa sono in continuo aggiornamento. Oggi hanno aderito l’ordine dei giornalisti della Lombardia e la Cgil lombarda.

A breve pubblicheremo il comunicato ufficiale, con l’elenco dei relatori, degli infopoint e delle adesioni.

Abbiamo bisogno di volontari per gli infopoint. Chi è disponibile ci faccia sapere.

Fate girare la voce!

Il Tg1 di Minzolini

Giugno 29, 2010 on 4:27 pm | In Politica | 17 Comments


Non si vedono i cannoli siciliani con i quali Salvatore Cuffaro festeggiò la condanna a cinque anni in primo grado, ma poco ci manca. I portavoce governativi cantano vittoria. Il tg1 di Minzolini non riferisce che Marcello Dell’Utri, braccio destro del cosiddetto presidente del consiglio in carica, è stato condannato per concorso esterno in mafia. Quella, in teoria, sarebbe la notizia. Una notizia che in un paese normale costituirebbe uno scandalo di inaudite proporzioni. In Italia, no. Anzi, il tg1 di Minzolini preferisce valorizzare la riduzione della pena di ben due anni rispetto al primo grado. Poi racconta lo sconforto del rappresentante della pubblica accusa. Per servire in tavola ai telesudditi l’assoluzione piena per i fatti successivi al 1992, la pietra tombale - sembrerebbe di capire, ma non è così: lo spiega bene il pm Antonio Ingroia - su qualsiasi “teorema” di trattativa fra mafia e politica dopo le stragi. Il caso è di scuola. Come non dare una notizia, il suo senso, il suo contesto. Come impedire a chi guarda senza già sapere da altre fonti di formarsi un’opinione sui fatti ed eventualmente indignarsi. Come umiliare fino all’ultimo, senza alcun rispetto di sé e degli altri, la funzione giornalistica pur di ritardare il tracollo del padrone.

Marcello Dell’Utri

Giugno 29, 2010 on 10:39 am | In Politica | 14 Comments


Dobbiamo attendere le sentenze di condanna per esigere pulizia, per far valere quella sanzione reputazionale che in un paese civile dovrebbe scattare bel al di qua dei comportamenti penalmente rilevanti? Poco fa Marcello Dell’Utri è stato condannato a sette anni in appello per concorso esterno in mafia fino al 1992, i fatti seguenti - secondo la corte - non sussistono. Capiremo meglio leggendo le motivazioni. Ora non gli resta che sperare nella Cassazione, e magari farà ancora in tempo a spuntarla. Ma quel che sappiamo della sua biografia era ed è già sufficiente a squalificare sul piano morale e politico lui, il suo principale e il gruppo di potere di cui è parte. Un sistema politico e un ceto intellettuale che non hanno avuto il coraggio di fiatare su quarant’anni di relazioni accertate fra l’entourage di mister B. e i boss di Cosa nostra non meritano alcun rispetto.

Volantino 1 luglio

Giugno 29, 2010 on 7:46 am | In Politica | No Comments

Il volantino per il primo luglio.

Piazza Cordusio

Giugno 28, 2010 on 12:55 pm | In Politica | 1 Comment


L’iniziativa del primo luglio sta crescendo in giro per l’Italia. A Roma è previsto l’appuntamento principale in piazza Navona. Ma tante altre città sono coinvolte. A Milano ce ne stiamo occupando noi di MIlano contro il Bavaglio. Si è creata una buona collaborazione fra gruppi e associazioni, in modo indipendente dalle appartenenze di partito. Avremo vari punti di informazione dentro la città durante la giornata. In piazza Cordusio, dalle 18,30, prenderanno la parola personaggi competenti, da Carlo Smuraglia a Guido Scorza. Le premesse per una buona mobilitazione ci sono tutte, nonostante il caldo estivo e la cronica letargia di ampi strati della città. Occorre però collaborare a diffondere la notizia della manifestazione. Su facebook abbiamo creato la pagina e l’evento Milano contro il Bavaglio. Si può diffondere la voce per mail ai propri contatti. Si può scrivere alle redazioni di giornali ed emittenti radiotv per chiedere di dare la notizia. Eccetera eccetera. Ma quel che davvero farebbe la differenza, come diciamo sempre, è l’assunzione di responsabilità da parte di chi fino ad ora ha preferito stare a guardare delegando agli altri. In giornata metteremo a disposizione di tutti on line il volantino ufficiale della manifestazione e alcuni slogan per ralizzare cartelli e locandine. Un’ora (e la buona volontà) per stamparli e diffonderli sotto casa, nel proprio ambiente si possono trovare. Il cambiamento inizia da queste piccole cose, da un gesto di consapevolezza, dalla scelta di metterci la faccia.

QUI il volantino per il primo luglio.

Milano contro il bavaglio

Giugno 24, 2010 on 1:48 pm | In Politica | 5 Comments

Stiamo preparando con tante associazioni presenti a Milano una mobilitazione straordinaria contro la legge bavaglio per giovedì 1 luglio, in concomitanza con la manifestazione di Roma. Durante la giornata ci saranno numerosi punti di informazione nella città, con momenti di animazione e teatro, poi dalle 18,30 il ritrovo sarà a piazza Cordusio per la manifestazione dal palco, con vari oratori che si alterneranno. Su facebook c’è la pagina Milano contro il bavaglio. Chi vuole collaborare e partecipare attivamente all’iniziativa, in particolare proponendo un punto di informazione autogestito o associandosi a uno dei punti già fissati, scriva e chieda informazioni all’indirizzo milano1luglio@gmail.com

Processo contro Fede / 1

Giugno 24, 2010 on 11:29 am | In Politica, Informazione | 18 Comments

Gita a Roma per il processo contro Emilio Fede. Un quadro di Daumier. La mia querela per diffamazione, ingiurie e minacce, sepolta in un cassetto della procura della repubblica di Milano. La sua, che già produsse a suo tempo un abnorme sequestro preventivo del blog, tre anni e due mesi dopo il fatto sortisce un giudizio. Chi sputa, parte offesa. Chi definisce servo un personaggio di quel tipo, imputato di diffamazione. Ieri prima udienza davanti alla nona sezione del tribunale di Roma. O meglio, seconda. La prima era stata subito aggiornata a quattro mesi per mancata notifica al querelante. Le solite, avvincenti schermaglie procedurali. Respinte le richieste difensive di nullità del capo di imputazione e incompetenza territoriale. Acquisite liste di testimoni e prove, tra le quali l’edizione di Striscia la notizia con le medesime scene incriminate. Come mai Fede non ha querelato anche Ricci e Canale 5? La nostra linea difensiva è chiara: quel video su youtube ha documentato un fatto, per integrare la rappresentazione parziale del video di canale 5, poi ripreso anche da Blob; non ha inteso cioé amplificare eventuali offese personali, che nel merito tra l’altro a nostro modo di vedere nemmeno sussistono. Il secondo capo di imputazione riguarda la mia partecipazione a una trasmissione di una tv locale durante la quale commentavo il video esprimendo il mio giudizio sul ruolo di Fede nell’organigramma del partito azienda, giudizio aspro ma tutto e solo politico. Anche in questo caso la querela è stata rivolta a me, non a chi ha trasmesso il programma e l’ha poi rilanciato sul web. L’avvocato Salvatore Pino si costituisce parte civile a nome del querelante. Vedremo come quantificherà in moneta sonante il risarcimento dell’onore del suo assistito. Prossima udienza pubblica il 18 ottobre: saremo sentiti Fede e io. Intanto non perdiamo la speranza che prima o poi qualcuno mi sappia dire che fine ha fatto la mia querela, se l’accesso alla giustizia è davvero uguale per tutti, anche per chi non dirige un telegiornale edito dal presidente del consiglio. Mi sembra tanto più utile saperlo in questa fase. Portare avanti processi come questi infatti non ha molto senso. Le procedure consentono di chiuderli anzitempo, se le parti trovano un accordo. Una possibilità c’è: la remissione reciproca delle querele. Su questa base, come già sanno gli avvocati, sono disponibile a valutare un’intesa trasparente con la controparte. Altrimenti proseguiamo pure: andremo avanti - apprezzando i risvolti grotteschi dell’esperienza - in primo, secondo, terzo grado, fino alla corte europea dei diritto dell’uomo, se necessario.

Forza Lussemburgo

Giugno 21, 2010 on 3:15 pm | In Politica | 19 Comments


Il processo di privatizzazione delle istituzioni (e di sottomissione della politica allo show business) va avanti senza ostacoli, con quel tocco glamour che non guasta. Sabato 19 giugno Palazzo Marino, sede del Municipio di Milano, è stato trasformato in una location di moda, il set offerto in comodato gratuito per gli ospiti vip di Dolce e Gabbana, celebrità del made in Italy con società in Lussemburgo. Il popolo minuto in piazza, dietro una doppia fila di transenne, a godersi l’evento da quattro maxischermi; star e vip dentro il palazzo di città ad omaggiarsi reciprocamente sotto i flash. Nemmeno negli anni della famigerata Milano da bere si era osato tanto: tappeto rosso e selezione all’ingresso per una festa di due privati cittadini, presunti maxi-evasori fiscali. Pende sulla coppia infatti un’indagine penale e tributaria per un’evasione fiscale nell’ordine di centinaia di milioni di euro. Ma per un establishment senza morale e senza vergogna questo non è un problema. Officiava la cerimonia madama Letizia Moratti, col trucco pesante e di rosso vestita. Per lei uno strappo alla regola: di solito non frequenta la sede del consiglio comunale e al sabato se ne va a San Patrignano. “Un evento culturale”: così ha definito il party che ha occupato il suolo pubblico con l’ottanta per cento di sconto, mentre il governo taglia gli emolumenti ai consiglieri comunali e i fondi a prestigiose istituzioni culturali. A guastare la festa c’eravamo solo noi di Qml, transennati e sorvegliati a vista, con sobri volantini, piccoli cartelli e robuste corde vocali. Ecco alcuni slogan scritti nero su giallo: “Chi evade il fisco è un ladro”, “Forza Lussemburgo”, “Made in Italy, ma conti esteri”, “E’ di moda l’evasione”, “Siamo stanchi di pagliacciate”, “Palazzo Marino non è un ristorante”, “Happy Hour a Palazzo Marino”, “Dolce e Gabbana, fuori la grana!”. I turisti stranieri erano allibiti, non credevano alle loro orecchie quando spiegavamo loro la vicenda. Il nostro amico Francesco ha rilasciato una lunga intervista alla Cnn. Una ragazza tedesca mi ha espresso solidarietà con una compassione che mi è sembrata sincera. Tra gli spettatori italiani, alcuni ci intimavano di stare zitti per non rovinare la festa ai novelli mecenati. Un tizio spiegava che evadere un fisco così esoso non è una colpa: da chi avrà imparato? Una signora elegante continuava e ripetere che dicevamo sciocchezze, ma senza spiegare il perché. Un signore di mezz’età ci invitava a “lasciar vivere Milano, che vive anche di moda”. Altri in vero mostravano di condividere le nostre ragioni, con toni pacati e senza dare troppo nell’occhio. Tutt’intorno una potente amplificazione sparava a pieno volume musica classica per elevare gli animi e aggiungere epos all’evento, mentre decine di uomini in nero con auricolare all’orecchio, a metà fra la guardia privata e i ragazzi immagine, presidiavano la piazza. Sul red carpet a un certo punto è comparso pure Claudio Brachino, il noto garante della privacy del giudice Mesiano. L’abbiamo apostrofato come merita, con invettive che hanno risuonato fino in piazza Duomo. “Io vi denuncio, il caso è chiuso, vi denuncio!”, ha minacciato mentre si allontanava a passo spedito. Si sbaglia: il maccartismo mediatico non è un caso chiuso e noi abbiamo il vizio della memoria. Alla fine siamo stati tutti identificati dalla solita squadretta della digos, che pure - contrariamente a quanto avevamo richiesto - non ha identificato un esaltato che, davanti a loro, ci aveva minacciati.

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Questa opera è pubblicata da Piero Ricca sotto una Licenza Creative Commons

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