Gianfranco Fini
Luglio 5, 2010 on 2:01 pm | In Politica |
Solo un ceto di mestieranti del sottopotere come il gruppo di comando del Pd avrebbe potuto lasciare la bandiera della legalità e della questione morale a Di Pietro e a Fini. Mentre invitavano i movimenti legalitari a non demonizzare l’avversario, hanno preferito trescare con i furbetti del quartierino per prendersi una banca, facendosi poi sputtanare sotto elezioni a mezzo giornalacci di famiglia da chi ora fa l’alfiere della privacy. E Fini, si accorge solo ora - dopo 15 anni di prebende, devozione e leggi canaglia - con chi ha a che fare? Non ha compreso che l’impunità è la ragione sociale del blocco di potere che gli ha permesso la scalata? O è stupido o in pessima fede. Propendo per la seconda ipotesi.
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15 Commenti »
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Non sei l’unico..
Commento di gabriel garko — 5 Luglio 2010 #
Secondo me Gianfranco Fini, considerato trasversalmente un baluardo della democrazia italiana, quello su cui tutto sembra tenersi (?), ha bevuto una pozione magica e si è convertito anch’egli sulla via di Damasco (come il suo collega d’azienda, il senatore PDL Dell’Utri, illuminatosi di cultura e civiltà moderna nel 1992)… Puf! Eccoli là come nuovi e bravi e puri e caste come bianche verginelle… veri e propri gigli immacolati tanto da mostrarci la strada per uscire dalla merda con cui ci ha sommerso i vari luridi… pessima mossa!
Così vogliono a tal punto rimbambirci, ma a noi non pare proprio che regga la storia dei miracoli, buoni solo per i gonzi rincoglioniti dal Vaticanpower e dal telefascismo dei media nazionali.
Fini ha una biografia incontrovertibile, caratterizzata da dichiarazioni o scelte di campo, leggi a quattro mani e comportamenti opportunistici pensati/promossi/appoggiati/rilasciati nel corso degli ultimi decenni (!) che mi paiono parecchio vecchio stile, vecchio approccio inciucione per capirsi; tutta una Weltanschauung (modo di pensare) da cestinare se vogliamo riappropriarci delle sorti di questo Paese alla deriva.
Insomma: che io sappia dalla letteratura esistente coi criminali non si scende tanto a parlare, o ci stai o no; quelli son prepotenti mica persone decenti, eh.
Se non ti sta a genio il loro modo fascista di pensare un partito lo capisci subito, mica dopo anni di convivenza coatta, o sbaglio?! E se sei davvero schifato da costoro, non li frequenti da subito, e ti opponi con tutte le forze specialmente se sei in politica, perdio. Semplice, no?
Commento di lili — 5 Luglio 2010 #
Gianni e Pinotto
Commento di Stanco_Mavoglio — 5 Luglio 2010 #
se fini fosse una persona seria non sarebbe certo in quel partito infame…
Commento di max — 5 Luglio 2010 #
FA PIACERE SCOPRIRE CHE ANCHE FINI ABBIA UN MINIMO DI DIGNITA’ E SPERO PER IL SUO BENE CHE ABBANDONI ROCCO SILVIO SIFFREDI AL PIU’ PRESTO.
MEGLIO TARDI CHE MAI!
Commento di peppe — 5 Luglio 2010 #
Fini siccome oramai non conta più un cazzo nel PDL cerca di riguadagnare consensi altrove nel caso se ne stacchi. E’ solo in pessima fede (Emilio ?!).
Commento di PaulKersey — 5 Luglio 2010 #
Condivido perfettamente il tuo commento, Piero.
Commento di Andrea — 5 Luglio 2010 #
Caro Piero,
sono d’accordo sul fatto che il principale partito di opposizione, il PD, sia molto latitante sulla questione morale.
Sono elettore ed iscritto al PD e faccio sempre molta fatica a vedere come la classe dirigente tratti certi temi.
Posso assicurare che tantissime persone della base hanno a cuore certe tematiche e certi principi ed e’ importante, da parte di chi sta fuori, fare sponda con questa parte.
Mi impegno da anni per cercare di unire le forze di tutti quelli che, dentro o fuori il partito, si impegnano in certe battaglie. E’ per questo che quando ero in Italia partecipavo a tutte le manifestazioni girotondine e della cosiddetta societa’ civile ed allo stesso tempo sono iscritto al PD. Penso che sia importante lavorare sia dal di dentro che dal di fuori.
Questo un mio commento sulla questione morale del Marzo 2009 sul blog de iMille:
http://www.imille.org/2009/03/la-questione-morale-e-l’anomalia-italiana/
Commento di Andrea Ballabeni — 5 Luglio 2010 #
Sarà quel che sarà (sia in pessima fede o si sia svegliato or ora), fatto sta che se in questo paese l’opposizione viene dalla maggioranza credo che peggio non possiamo andare…
Commento di Safran — 6 Luglio 2010 #
eh già! ci siamo svegliati un po’ tardi, caro Fini! Classico dei classici, si sale sul carro dei vincitori per la poltrona e si cerca di abbandonare la nave non appena inizia ad affondare… a dire il vero, ha aspettato anche troppo. La nave sarebbe già affondata da un pezzo se appunto si fosse svegliato prima.
Condivido la mala fede.
Allucinante il tono di risposte di bondi. Sempre Off Topic e nessuna spiegazione chiara e argomentata. Ci siamo ormai abituati a questo genere di risposte, facili da assimilare e “imparare a memoria” per controbattere qualsiasi discussione seria e più approfondita.
Grazie Piero.
Commento di Stefano — 6 Luglio 2010 #
1) Questione morale
2) Legalità
3) Meritocrazia
4) Interessi pubblici, interessi dei privati
Quando una persona delegata dal popolo ad occuparsi degli interessi del privato cittadino non osserva *contemporaneamente* questi quattro punti non può essere chiamata “politico”, ovvero colui il quale si occupa della Polis (la città) e quindi, per estensione, del proprio Paese.
Il privato cittadino che svolge funzione pubblica diventa uomo pubblico e la trasparenza con cui svolge il proprio mandato elettorale deve esplicarsi anche nel fornire risposta alla domanda del pubblico o privato cittadino che gliela pone poiché suo rappresentante.
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Di Pietro soddisfa i 4 punti di cui sopra, ma non mi piace il suo modo di essere uomo politico perché inserisce un quinto punto (simpatocrazia/baronato/nepotismo) che fa a pugni con gli altri 4 elementi per sviluppo sociale equilibrato.
Per quanto riguarda Fini, mi trovo d’accordo con il punto di vista espresso dalla lettrice del blog che si firma “lili”.
Per queste ragioni condivido totalmente le ragioni del tuo post, Piero. Soprattutto la parte iniziale: “Solo un ceto di mestieranti del sottopotere come il gruppo di comando del Pd avrebbe potuto lasciare la bandiera della legalità e della questione morale a Di Pietro e a Fini.”
Commento di Marco Perego — 6 Luglio 2010 #
E’ quello che mi domando tra una dose di Prozac e l’altra: ma Fini dove cazzo è vissuto in questi anni? In Patagonia? In un monastero di Meteora (Grecia)?Ma come cavolo fai a parlare di legalità dopo anni di alleanza formato zerbino con Mr B.E’ una presa per il culo monumentale! AVESSE IL CORAGGIO DI ANDARSENE ALMENO! E invece le poltrone da quelle parti sono troppo comode.
Commento di datemiunbadile — 7 Luglio 2010 #
Il Pd è latitante sulla questione morale perchè suoi esponenti in passato si sono lasciati incantare dalle sirene dell’inciucio e, di conseguenza, non hanno legiferato a dovere quando erano in grado di farlo, legge sul conflitto di interesse in primis.
Fini è soltanto un opportunista, pronto a dire tutto e l’esatto contrario a seconda delle convenienze contingenti.
Bondi è semplicemente ridicolo quando afferma “avremmo avuto i comunisti al governo!”. Egli rinnega il suo passato di militante del Pci, tanto per non dimostrarsi inferiore al suo interlocutore.
Commento di Paolo Andrea Bacchi Mellini — 7 Luglio 2010 #
il problema della sinistra è questa!
invece di cavalcare l’onda ce la prendiamo con fini xke ci poteva pensar prima eccc.
se sta cosa fosse successa a parti inverse che avrebbero fatto i berlusconiani??? ci avrebbero dato giu pesante! e avrebbero fatto bene.
io dico impariamo da loro!
cavalchiamo questa onda di fini sfruttiamolo a nostro vantaggio senza pensare se è puro o meno!
e cosi con tutto!
Commento di matteo — 7 Luglio 2010 #
@ Matteo,
la tua strategia non è nuova: è quella del PD, che nn a caso ha copiato il PDl in tutto; e guarda un po’ a ragionar pensando d’essere furbi, ad agire cinicamente dove siam finiti noi cittadini. Nel cesso.
No, caro Matteo, non è più il caso di farci prendere il culo con la storiella dell’ideologia; sei fuori se credi ancora che questi partiti rappresentino una dx o una sin: i partiti attuali sono involucri senza senso, etichette buone per gli allocchi, in realtà sono “comitati d’affari” d’intesa trasversale. Stop.
Qua occorre rifondare il modo di ragionare/agire altrimenti verremo spartiti nei prox decenni (dopo un prevedibile stillicidio inaugurabile) fra i vari Paesi europei che, pur patendo oggi una crisi economico-politica, si reggono su un sentimento nazionale di amor proprio e investono in istruzione, ricerca, servizi, nuove tecnologie e, di conseguenza, cavalcheranno decentemente l’onda del futuro immediato e a lungo termine mentre noi, molto probabilmente, ci faremo travolgere dalla merda perché fottuti dal nostro menefreghismo autistico e da una casta criminale di stronzi impuniti ed eterni come piccoli “papi” (inteso sia come epiteto di Berlusconi sia come plurale di Papa).
Scusa, caro Matteo, ma che tu sappia Fini ha messo in relazione questa manovra da 24 miliardi in 2 anni (che toglie servizi ai cittadini) con i 60 miliardi annuali che ci costa all’anno la loro corruzione e i 120 miliardi in attivo delle varie mafie? Ho detto tutto.
Commento di lili — 8 Luglio 2010 #