Legiferare per decreto
Luglio 10, 2010 on 11:06 am | In Politica |Ormai il governo fa le leggi. Non il parlamento, già ridotto ad assemblea di commessi di partito da una legge elettorale infame la quale, com’è noto, consente a pochi capibastone di nominare i rappresentanti del “popolo sovrano”. Sulla manovra finanziaria è stato imposto il trentacinquesimo voto di fiducia in due anni. Praticamente tutte le leggi che contano negli ultimi due anni sono passate su impulso del governo e con l’applicazione di una norma prevista in casi di necessità e urgenza. Nel disprezzo del parlamento, con l’imposizione di un ricatto. Di fronte a un disegno di legge o a un maxi-emendamento blindati dal voto di fiducia, il commesso parlamentare di partito ha questa libertà: o vota senza discutere (e spesso senza nemmeno leggere) o torna a casa senza essere più ricandidato. E dire che la Costituzione, fino a prova contraria ancora vigente, stabilisce i connotati di una repubblica parlamentare e affida alla massima assemblea rappresentativa il ruolo non solo di legiferare, ma anche di dare la fiducia ai governi e di controllarne l’operato. Oggi il parlamento di fatto è stato esautorato. Se a questa stortura aggiungiamo la concentrazione in mani governative del potere economico e mediatico, l’affermazione di un modello di partito di massa leaderistico e padronale, privo di democrazia interna, e l’attacco costante alle autorità di garanzia e all’indipendenza della giustizia, capiamo bene che, al di qua della questione morale e penale, che pure è un macigno, e dei contenuti stessi delle politiche governative e delle leggi, che concorrono a disegnare una società sempre più iniqua, l’attuale involuzione autoritaria - un’eversione da svuotamento costituzionale - riguarda prima di tutto la struttura del potere formale e sostanziale, la sua abnorme e illiberale concentrazione. Che è tutt’uno con il suo uso amorale.
16 Commenti »
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soluzione: tutti i voti a scrutinio segreto per garantire la liberta’ di voto ai parlamentari
Commento di raffaele stano — 10 Luglio 2010 #
… purtroppo …
è quello che accade ogni giorno in tutti i comuni e in modo bipartisan, i consiglieri hanno l’alternativa di votare quello che passa in convento oppure di andarsene..
è errato addebitare questo colpo di stato a berlusca, esso è figlio della riforma del titolo v della Costituzione, ovvero di quel ….o che si chiama bassanini
berlusca ha solo eliminato l’ipocrisia del teatrino e ovviamente il pd non può fiatare, se lo facesse le tv e i giornali del berlusca semplicemente raccontanto mille piccole verità lo cancellerebbero per sempre,
così si limitano a … come dicono ora a limitare il danno
!!!
Commento di Luciano — 10 Luglio 2010 #
Ma va!!! Non ce ne eravamo accorti!
Oramai le storture dei Governi all’italiana operano secondo consuetudini preater legem.
Ma sono appunto Consuetudini all’italiana.
Descritte oramai da decenni anche nei libri di Diritto Costituzionale.
Il malgoverno è diventato un fatto culturale in Italia.
Troppo radicato e impossibile da sradicare da un giorno all’altro.
Commento di Antonio Silvestro — 10 Luglio 2010 #
Come sempre la STORIA si ripete:
anche nella restaurazione Augustea, seguita alla fine di 100 anni di guerre civili a Roma,
l’assetto politico che ne seguì salvò la forma, ma non la sostanza.
Si era passati dalla Repubblica all’ Impero, in modo indolore, senza che la gente se ne accorgesse.
Il metodo fu lo stesso: svuotare gli organi repubblicani dei loro reali poteri, trasferendoli al Princeps/Ottaviano Augusto.
Mi chiedo a cosa serva che la gente vada a scuola se poi tutto ciò che si impara non serva ad imparare le vecchie lezioni ?!
Per concludere, Berlusconi non è Ottaviano e l’epoca che viviamo noi non è l’ Alto Impero, ma un periodo di decadenza materiale&morale, senza pari.
Sta a NOI cambiare la Storia.
Commento di PaulKersey — 10 Luglio 2010 #
Perfettamente d’accordo
Commento di Andrea Ballabeni — 10 Luglio 2010 #
Facciamo per assurdo-ma non troppo- un’ipotesi: un capo mafioso, un nome a caso, Totò Riina, riesce ad organizzare -con mezzi più illeciti che leciti- un partito, il quale, attraverso personaggi potenti e dotati di infiniti mezzi nel campo della cattura del consenso, riesce -giusto per fortuna- a conquistare la mnaggioranza relativa e con la complicità di altre cialtronesche compagini politiche una maggioranza parlamentare, che gli consente di fare una legge elettorale in grado di nominare propri rappresentanti. Ebbene, con un pugno di picciotti fedeli e senza sparare un colpo di lupara, ha il paese al suo servizio. Altro che 41 bis, può vivere tranquillo fino alla fine dei suoi giorni. Per fortuna però questa è solo fantasia(sic)ed in ITALIA NON POTRà MAI ACCADERE!
Commento di giulio raffi — 10 Luglio 2010 #
Ottima analisi aggiungerei che al di la del potere economico, mediatico e politico la serpe si serve anche del potere criminale,
Gli intrecci tra mafia e massoneria determinano gli equilibri politici.
Non ho dimenticato il vaticano: quando parlo di porere criminale includo anche il vaticano
Commento di turistadellademocrazia — 10 Luglio 2010 #
Ma se la Costituzione vuole i tre poteri separati ed indipendenti per garantire la democrazia e salvaguardare la sovranità, come può essere che poi si contraddica consentendo ai partiti di applicare ed esercitare nei fatti “IL CONFLITTO DI INTERESSE” tra Legislativo ed Esecutivo.
È un errore della Costituzione o un abuso dei partiti che si sono appropriati illecitamente delle istituzioni ???
Eppure la Costituzione parla chiaro…chi desidera conoscere la ragione della domanda la può trovare nelle riflessioni che si leggono alle seguenti pagine :
http://marcoturco.jimdo.com/il-conflitto/
e
http://marcoturco.jimdo.com/la-sovranit%C3%A0/
Commento di marco turco — 11 Luglio 2010 #
“I commenti sono soggetti ad approvazione, quindi è inutile che insistete se non vedete pubblicato immediatamente il vostro commento.”
Ecco, io più volte non vedo pubblicato il mio commento, soggetto a chissà quale giudizio preapprovazione.
Sarebbe gradita una spiegazione da parte di chi non pubblica il commento mandato via mail.
Grazie
Commento di Antonio Silvestro — 11 Luglio 2010 #
Quoto in pieno, punto e basta.
Commento di Tsunami — 11 Luglio 2010 #
sono veramente stufo di vivere in questo paese di merda…
Commento di max — 11 Luglio 2010 #
Per fortuna che abbiamo l’IDV:
http://www.jusprimaenoctis.net/?x=entry:entry100712-001217
Commento di Altero — 12 Luglio 2010 #
A proposito dei commenti non pubblicati, io ho notato che talvolta i post che scrivo non appaiono in anteprima e, guarda un po’, sono proprio quelli che generalmente non ce la fanno ad essere pubblicati.
Ho pensato allora che ci sia qualche intoppo tecnico che li blocca prima ancora di poter giungere a destinazione.
Commento di ab — 12 Luglio 2010 #
Sono perfettamente d’accordo con l’ analisi .
La Carta costituzionale adottata nel 48 ha introdotto in quesato paese un regime formalmente democratico ma di fatto in Italia un sistema pienamente e concretamente democratico non si è mai instaurato.
Le cause vanno ricercate in difetti originali quali ad esempio le limitazioni della sovranità nazionale ad opera dei governi americani e dello Stato Pontificio il quale, non ci dimentichiamo, che è insediato addirittura a Roma, nella capitale ,dove peraltro ci sono le sedi degli organi costituzionali della Repubblica .
Il popolo Italiano poi non ha mai , mai assimilato e iscritto nel proprio codice genetico i principi dello stato di diritto laico liberale democratico .
Gli Italiani sono sempre stati succubi delle potenze straniere , raggirati e inebetiti dal cosiddetto spaghetti power un misto di mafia , massoneria e chiesa cattolica .
Adesso siamo arrivati al paradosso al grottesco: più vengono calpestate le regole , più vengono a galla le porcherie criminali di cui la classe dirigente è responsabile, più pare che gli italiani restino indifferenti allo scempio , al disastro di una società che oramai non esiste più .
Chi ha gli strumenti per capire , chi si pone delle domande che conclusioni può trarre da tutto ciò?
Fino a quando reggerà il sistema ?
Quale sorte riserverà il futuro a questo disgraziato popolo?
Commento di andrea — 13 Luglio 2010 #
appoggio la proposta di Antonio silvestro
Anche io ogni tanto non vedo pubblicati i miei post eppure stò attento a non offendere o diffamare o ad andare fuori tema , certo desidererei spiegazioni via mail
Commento di andrea — 14 Luglio 2010 #
Che cos’è il “cesarismo”?
Secondo la felice definizione di Antonio GRAMSCI ne “I Quaderni del carcere”, il cesarismo esprime una situazione in cui le forze in lotta si equilibrano in modo catastrofico, cioé in modo che la continuazione della lotta non può concludersi che con la distruzione reciproca.
Commento di ab — 15 Luglio 2010 #