Vito Mancuso

Agosto 24, 2010 on 7:49 pm | In Politica |

Undici furono i docenti universitari che si rifiutarono di giurare fedeltà al fascismo. Quanti sono (senza indebiti paragoni) gli intellettuali democratici che hanno lasciato la Mondadori contro l’accertato atto di corruzione che ne trasferì il controllo all’attuale padrone? Di fronte all’ultimo salvacondotto escogitato per far risparmiare alla casa editrice del “premier” centinaia di milioni di euro dovuti al fisco e in attesa che lo studio legale Montecitorio e Associati approvi, come si evince da alcune indiscrezioni di stampa, una nuova leggina per far saltare pure il giudizio civile d’appello nella causa che in primo grado ha visto il Biscione condannato a un risarcimento di 750 milioni di euro (vedi anche il linciaggio mediatico del giudice Mesiano e la nomina in odore di P3 di Alfonso “Fofò” Marra a presidente - guarda caso - della corte d’appello di Milano), ora il teologo Vito Mancuso, consulente e autore Mondadori, mostra uno scrupolo morale e chiede lumi agli altri, Scalfari e Augias in testa. Andarsene per protesta o restare per non apparire bacchettoni: questo è il dilemma. Coraggio ragazzi: non è in gioco la vostra libertà di espressione, lo sappiamo bene, ma non è mai troppo tardi per dare un segnale contro i conflitti di interesse e gli abusi di potere. Son gesti che rimangono e non vi attende l’esilio.

23 Commenti »

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  1. tempo

    Commento di antonello pititto — 24 Agosto 2010 #

  2. Credo che sarebbe un bel segnale se tante firme importanti, e che io stimo, si ritirassero da Mondadori, tuttavia non potrei in alcun modo giudicare la loro scelta di rimanervi, in quanto non credo che subiscano pressioni per scrivere diversamente da come scrivono (potrei anche sbagliarmi, lo so). Sarebbe opportuno, piuttosto, che gli iter che servono per sanarne la posizione - mi riferisco ai 750 milioni - fossero un tantino più celeri, ma soprattutto che si impedisca a B. di esercitare un potere mediatico come quello che ha con una lotta partecipata di tutta la politica seria, se ce n’è. Il conflitto di interessi non è mai stato come ora una cosa letale della quale non si parla. Intanto l’Italia langue.

    Commento di Roberto Bulgarelli — 24 Agosto 2010 #

  3. http://www.voglioscendere.it/2010/08/24/passera_senzaccento.html

    Commento di max — 24 Agosto 2010 #

  4. E’ incontrovertibile che lo scrittore, non a libro paga, è indipendente e non può essere considerato sodale del suo editore.
    Sta a lui scegliere l’editore dei suoi lavori.
    Se sceglie l’editore perchè paga meglio non può criticarlo per le disinvolte operazioni finanziarie o legali, che riguardano esclusivamente l’editore.
    Se, invece, la scelta non è solo mercantile, si affiderà ad editori non maneggioni.

    Commento di Umberto Persegati — 25 Agosto 2010 #

  5. Augias predica bene e razzola male…

    Commento di Nicola — 25 Agosto 2010 #

  6. Caro Piero,
    nell’articolo che hai segnalato c’è un errore.
    I docenti universitari che si rifiutarono di prestare giuramento al fascismo, furono 12,
    non 11 come viene riportato.

    1)Francesco Ruffini

    2)Edoardo Ruffini Avondo

    3)Mario Carrara

    4)Lionello Venturi

    5)Gaetano De Sanctis

    6)Piero Martinetti

    7)Bartolo Nigrisoli

    8)Ernesto Buonaiuti

    9)Giorgio Errera

    10)Vito Volterra

    11)Giorgio Levi Della Vida

    12)Fabio Luzzatto

    I primi 11, sono citati a pagina 5,
    del volume che ha come titolo:
    “Preferirei di no” ,
    scritto da Giorgio Boatti, ed. Einaudi,
    collana gli struzzi.

    Il 12° della lista,
    è riportato a pagina 287 (capitolo 9°)
    dello stesso volume.

    Commento di michele torino — 25 Agosto 2010 #

  7. Scalfari ti ha già risposto caro Piero, ovviamente nei termini che la vigliacca ipocrisia del personaggio lasciava largamente immaginare .http://www.repubblica.it/politica/2010/08/25/news/gli_scrittori_i_libri_e_il_conflitto_d_interesse-6493004/?ref=HREA-1.
    Tra le perle:
    6. Se il gruppo editoriale che guida la Einaudi cambiasse o se i suoi dirigenti si piegassero a richieste politicamente scorrette e per me incompatibili, non esiterei un istante ad andarmene. Finché questo non avverrà, alla Einaudi mi trovo benissimo e ci resto. EVIDENTEMENTE LA CENSURA DI UNO SCITTORUCOLO DI BELLE SPERANZE COME IL COMPIANTO SARAMAGO NON RAPPRESENTA PER LA GRANDE EUGENIA UNA “RICHIESTA POLITICAMENTE SCORRETTA” E QUINDI INCOMPATIBILE CON LA SUA MORALITà.
    7. Ho avuto anche un’altra esperienza che forse è utile raccontare perché riguarda pur sempre il settore della comunicazione. Due anni fa la casa cinematografica Medusa di proprietà della Fininvest mi informò che era interessata a fare un film utilizzando come soggetto un mio romanzo intitolato “La ruga sulla fronte”. In quello stesso giro di mesi la Medusa stava realizzando il film “Baarìa” con Giuseppe Tornatore. Accettai la proposta e si arrivò fino alla stesura del copione ma a quel punto accadde un fatto: il presidente della Medusa, Carlo Rossella, intervenendo alla trasmissione televisiva “Ballarò” e pochi giorni dopo a quella di “Porta a porta”, fece affermazioni molto gravi e a mio avviso faziose in favore di Berlusconi e si lasciò andare a veri e propri insulti contro i partiti di opposizione. Scrissi dunque alla Medusa rescindendo il rapporto che avevo con lei. In campo cinematografico questa società è il solo produttore e distributore esistente sul mercato italiano, a differenza del mercato dei libri. Perciò chi rifiuta di lavorare con Medusa rinuncia a veder realizzato il film che lo interessa.
    ECCO, SCALFARI PER CHI CAPIRE CHI è E PER CHI E COME LAVORA CARLO ROSSELLA DEVE ATTENDERE, DOPO LUSTRI DI KILLERAGGIO MEDIATICO, UNA PUNTATA DI BALLARò DEL 2009.

    Per continuare con le divinità del vomitevole Pantheon dell’intellighenzia di sinistra, causa principe dell’avvento del berlusconismo in Italia, ricorderei l’ignominiosa difesa della corruzione nei premi letterari, in favore of course delle case editrici del nano, perpetrata calorosamente dal barone Asor Rosa su Repubblica il 30 aprile dello scorso anno: un accorato elogio della viltà, mascherata ovviamente da disillusa, e quasi coraggiosa!, presa d’atto dell’irredimibile subordinarietà delle lettere nei confronti mercato (di cui coltiva una curiosa e stravagante concezione, sicuramente maturata più nella amena convivialità dei salotti della sinistra bene che dalla lettura di Adam Smith. Se aggiungiamo l’immensamente sopravvalutato “filosofo” Cacciari, che fonda un’università con quella primula di Don Verzè non credo che non si possa essere d’accordo con questo post di Grillo: http://www.beppegrillo.it/2010/08/odio_la_sinistra/index.html

    Commento di Alessandro Lucchi — 25 Agosto 2010 #

  8. caro Mancuso,
    I soldi che hai percepito dalla mondadori puzzano di mafia, di previti di ladrocinio e di censura
    Poco importa che lei non sia mai stato censurato (d’altronde il mafioso sarebbe un cretino se ti censurasse viste le boiate che scrivi) il solo fatto che la si applichi e’ abominevole.

    Commento di turistadellademocrazia — 25 Agosto 2010 #

  9. prendete esempio da José Saramago!!!

    Commento di alex — 25 Agosto 2010 #

  10. Andate su voglioscendre.it e leggete cosa dice corrias in proposito della mondadori…bella cosa la coerenza!

    Commento di lorenzo — 25 Agosto 2010 #

  11. visto il dilemma sollevato da Mancuso, sollecito lettura di un mio libro da poco edito dal titolo “La lepre col cilindro” da Ilmiolibro.it.
    Pensavo che i dilemmi sollevati da un prete di campagna fossero roba per castratori di passeri, invece scopro che la testimonianza che si incarna nel quotidiano è roba attualissima ed il cristiano autentico la vive tutti i giorni della sua vita. Se vuole mi faccia sapere.

    Commento di guglielmo portarena — 26 Agosto 2010 #

  12. Meglio tardi che mai, caro Prof. Vito Mancuso: S’è svegliato adesso dopo che il gallo ha cantato centinaia di migliaia di volte, però!
    PS: Colgo l’occasione per ribadire la mia visione assai critica nei confronti della stragrande maggioranza degli intellettuali italiani (?) che stanno troppo spesso belli pasciuti in cattedra con le spalle supercoperte, pseudointellettuali provinciali che riempiono le nostre facoltà delle loro masturbazioni personalissime e, di conseguenza, infestano le librerie di libruncoli buoni a nulla perché nella maggior parte dei casi frutto del riciclo di idee altrui masticate e ricagate come variazioni sul tema: Se vi accorgete dello scempio soltanto quando il bubbone è esploso puzzolente e manifesto persino al naso e agli occhi dell’uomo della strada (cioé, del non privilegiato), che razza di intellettuali siete? A che servite, eh???
    Ma fate un po’ i seri una volta tanto… e gnudatevi facendo un sano bagno di umiltà, perdio! dando così dimostrazione di rigorosa autocritica fuor di ipocrisia! voi gente che gioca sempre di rimessa, non vere menti aperte e sensibili ai premovimenti!
    Troppo facile muoversi quando la fisiologia ha fatto il suo corso e tutti iniziano a tirar pietre come per effetto di una moda. Questo è un precipitare, non costruire; ecco il punto.

    Commento di ab — 26 Agosto 2010 #

  13. Vale anche per Saviano???

    Commento di Franz — 26 Agosto 2010 #

  14. Eh. Tanto non saprà nessuno di ’sta cosa!
    Siamo in un circolo vizioso.

    Commento di Mr. Tambourine — 26 Agosto 2010 #

  15. vale per tutti quelli che lavorano con la mondadori.

    Commento di max — 27 Agosto 2010 #

  16. Grazie mille a Michele Torino per aver elencato tutti i nomi e cognomi di egregi che rifiutarono il fascismo.

    Commento di ab — 27 Agosto 2010 #

  17. Ciao Piero, scusami per il disturbo. Vorrei chiederti se per caso c’è qualche video circa l’incontro che hai tenuto nell’aula “Borsellino-Falcone” di Capo d’Orlando.
    Grazie, Ciao!

    Commento di Salvatore L. — 27 Agosto 2010 #

  18. Se gli intellettuali che si opposero al fascismo fossero stati di più e, come dovrebbe essere la loro naturale vocazione, avessero guidato un dignitoso e visibile dissenso, i quattro straccioni iniziali che misero in moto la dittatura sarebbero stati dispersi prima di diventare milioni di plagiati. La stessa cosa sta succedendo ora.

    Commento di giulio raffi — 27 Agosto 2010 #

  19. Bravo Piero,
    condivido perfettamente.

    Commento di Andrea Ballabeni — 28 Agosto 2010 #

  20. Ciao ragazzi…spero vi possa essere utile questo video per ricostruire tutta la vicenda.
    http://youtu.be/vA9eMEEejDM

    Commento di ksocrate26 — 30 Agosto 2010 #

  21. niè, non lo ha fatto. ma che credevi davvero che si dimetteva chiedendo aiuto ai compagni di penna ?
    si era capito che era solo un lieve e pallido e FINTISSIMO articolo di etica professionale.. e meno male che si professa teologo, pensa se avesse fatto il capo di governo..

    Commento di valentina — 31 Agosto 2010 #

  22. …se quello di Giannini corrisponde al vero…Se!
    Caro Mancuso, nostro Signore non ha avuto paura di frequentare ladri e collaborazionisti notori come i pubblicani e un centurione che operava per una potenza che opprimeva e massacrava il suo popolo. Non ha agito pensando che così diventava complice di Roma. Se un crdente vuole vivere solo con i giusti allora nostro Signore è morto invano.

    Commento di Francesco — 8 Novembre 2010 #

  23. non riesco a capire il ritorno di certe parrocchie alla vecchia messa ante concilio vaticano secondo e alla reintroduzione del latino. Domenica scorsa il mio parroco durante l’omelia ha detto che il concilio vaticano secondo ha svuotato le chiese. Pere me e’ stato il contrario, sono tornato alla fede dopo il rinnovamento della chiesa operato da Angelo Roncalli papa Giovanni ventitreesimo!
    Ho appena finito di leggere il libro”io e dio” di Vito Mancuso e lo condivido. Fin dove vuol regredire la Chiesa? Forse al Cardinale Bellardino, alle torture e ai roghi dell’inquisizione?

    Commento di Giacomo moretti — 4 Gennaio 2012 #

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