No, tu no!
Settembre 28, 2010 on 11:23 pm | In Politica |Ormai non ci si può più nemmeno avvicinare a un esponente del principale partito di governo. Quel governo che include secessionisti e mafiosi, piduisti, corruttori e qualche troia di regime. I gerarchi pretendono di cantarsela fra di loro, in favore di telecamera amica, senza intrusi fra i piedi. Hanno paura. Alle loro feste chiamano l’esercito per proteggersi da una pernacchia o da una domanda. Se ti sei macchiato di questi reati in passato la polizia ti riconosce come un disturbatore della quiete pubblica. Ti piantona. Ti impedisce di entrare a un dibattito aperto al pubblico. Ti identifica. Ti spedisce all’uscita. Fino a quando potrà durare uno schifo del genere?
Ecco il racconto di Roberta, in forma di lettera aperta al ministro Maroni, di quel che è accaduto ieri al Castello Sforzesco di Milano, dove da giorni è in corso la blindatissima festa del Pdl.
5 Commenti »
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“la polizia ti riconosce come un disturbatore della quiete pubblica. Ti piantona”
Ancora la Polizia..La Polizia è di Stato o è di Governo? A me pare che si chiami Polizia di Stato ma si comporti da polizia di governo.
E’ di ieri l’episodio della giornalista di SKY che per aver tentato di porre 2 domande ad un reticente Maroni, è stata sollevata di peso e le sono state rotte due costole da un poliziotto.
E’ giusto avere rispetto di una Polizia così?
Commento di Massimiliano — 29 Settembre 2010 #
Ma pensare che sbagli tu, no?
Commento di zed — 29 Settembre 2010 #
regime di merda!
Commento di max — 29 Settembre 2010 #
dove andremo a finire?
Commento di salvo tgweb — 29 Settembre 2010 #
@zed
Cosa significa sbagliare per te?
Esprimere il dissenso significa sbagliare?
Non in una democrazia.
Se poi i fans di questo governo auspicano a qualcos’altro, qualcosa di simile a quello che accade dalle parti dei loro migliori amici Putin e Gheddafi, allora sì.
Mi risulta che in Italia ci sia ancora la democrazia, dove esiste la libertà di espressione( ovviamente civile e non violenta)
Allora, chi è che sbaglia in democrazia? Un cittadino che vuole dire la sua, oppure chi glielo impedisce anche con l’uso della intimidazione o della forza?
Commento di Massimiliano — 30 Settembre 2010 #