La rottura dell’incantesimo
Settembre 30, 2010 on 2:36 pm | In Politica |Ci vuol poi tanto a trattarlo come merita? Anche ieri nel dibattito alla Camera Antonio Di Pietro si è rivelato l’unico leader parlamentare capace di cantarle chiare al ducetto di Arcore.
Lo fa per galvanizzare gli elettori antiberlusconiani che guardano da casa, personalizzando lo scontro con quel suo ruspante istinto insieme teatrale e questurino, certo. Presenta anche lui i suoi punti deboli e le sue zone d’ombra da padre-padrone di un partito personale e populista, certo.
Ma almeno lo fa. E per questo, solo per questo molti lo votano, nonostante l’accolita di impresentabili che ha portato nelle istituzioni: riciclati, faccendieri e mestieranti di ogni ordine e grado.
Se i cicisbei del centrosinistra “moderato” e “riformista”, in particolare i superstiti dirigenti del Pd che tante arie di cultura di governo e professionalità politica ancora si danno, si fossero comportati come lui da sedici anni a questa parte, invece di invitarci ad abbassare i toni, a superare l’antiberlusconismo e a non demonizzare l’avversario (che al contrario ha sempre criminalizzato e diffamato chiunque gli desse fastidio), oggi Antonio Di Pietro con tutta probabilità coltiverebbe il suo campo a Montenero di Bisaccia mentre Berlusconi si godrebbe la vecchiaia ad Hammamet o in qualche altro paradiso fiscale e penale.
Degne di nota, visibili in altri video di youtube, anche le reazioni del ducetto e dei dignitari di regime alle parole di Di Pietro. Le deputatesse bionde, in attesa della festa delle favorite prevista in serata a Palazzo Grazioli, lasciano l’aula in segno di disprezzo; Angelino Alfano, prima di andare a rapporto de Mavalà Ghedini per gli ultimi ritocchi alle vergogne di giornata, tamburella nervoso con volto più bronzeo del solito; Giulio Tremonti cerca di tener calmo il principe sussurandogli paroline sottovoce; altri sugli scranni governativi scrutano il capo per sondarne gli umori e altri ancora, rigidi, tengono il volto chino e fingono di leggere in attesa che i minuti scorrano veloci. Su tutti incombe un’aria di risentito imbarazzo, come da rottura di incantesimo, la stessa che spesso leggo sui volti dei misirizzi che andiamo a contestare. Intanto dal lato destro dell’emiciclo i manipoli parlamentari, novelli cavalli di Caligola, figli di una legge elettorale infame e di un criterio selettivo che premia i mascalzoni pronti a qualsiasi bassezza - insultano e rumoreggiano per buttarla in vacca, per coprire le parole indicibili, in un ultimo, disperato tentativo di difesa del padrone cui devono tutto. Il padrone abituato alle adulazioni dei servi e agli ossequi degli oppositori ben educati, che maschera la livida insofferenza con gesti e mimica irridenti - proprio non sopporta che qualcuno, sotto i riflettori che pretende di controllare, lo chiami per nome e ricordi i suoi misfatti - e poi si gira verso l’uomo da cui si sente tradito e che sta cercando di distruggere per chiedere, ma per lui chiedere vuol dire ordinare, di interrompere la lesa maestà. Invano.
Fa bene Di Pietro: a un personaggio del genere non si deve alcun rispetto. Perché lui non rispetta, anzi cerca di distruggere chiunque risulti d’intralcio ai suoi interessi privati e illeciti. Non è un self made man, nè un uomo di Stato. Ma un avido e prepotente tipetto, un individuo amorale terrorizzato dalla verità, con velleità da monarca, che sfrutta le istituzioni per evitare la galera, che deve tutto alla corruzione della politica e al potere manipolatorio dei media: così andava e va trattato.
Ha un passato talmente inconfessabile, ha costruito un ambiente a tal punto ipocrita e asfittico, che basta un accenno alla verità, a una parte della verità dei fatti documentati, per denudarlo.
Pochi, troppo pochi - nella politica, nel giornalismo, nella cosiddetta classe dirigente - hanno osato farlo in pubblico in tutti questi anni. In questa viltà sta il nucleo del caso Italia.
35 Commenti »
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Ineccepibile valutazione, condivido in todos.
Con stima e affetto, felicissimo di averti stretto la mano al woodstock.
grazie Piero.
Commento di procchio — 30 Settembre 2010 #
GRAAAAAAANDE DISCORSO. Sì.
Commento di paola — 30 Settembre 2010 #
Analisi eccellente, dal mio modesto punto di vista, come spesso accade su questo blog. Ma come possiamo cambiare questo Paese? Ho 20 anni, vivo di filosofia eppure ogni giorno che passa ci credo meno.
Commento di Lorenzo — 30 Settembre 2010 #
l’unica cosa triste …in tutto il parter del pd non appludiva nessuno….si sentivano solo i pdlini contestare… CHE SCHIFO!! Sono proprio senza dignita’…
Commento di paolo — 30 Settembre 2010 #
Bersani è stato incisivo tanto quanto Di Pietro, ma senza usare un insulto.
Stavolta l’atteggiamento di Di Pietro è stato sbagliato, fuori luogo, e totalmente nonsense.
Commento di Mattia — 30 Settembre 2010 #
Stimo Antonio Di Pietro.
Commento di Massimo — 30 Settembre 2010 #
Bene, dopo molto tempo condivido il bel discorso di Piero Ricca che dimostra serietà giornalistica senza lasciarsi troppo andare in interpretazioni personali. Già, perchè nella seconda parte del suo bel discorsetto da dilettante della politica e appassionato delle sentenze dei giudici, sfodera le armi tirate a lucido del girotondismo più estremo che tanto piace ai grillini, al popolo viola e ai finti movimenti culturali che si nascondono dietro le etichette di chi sta sempre dalla parte della ragione e al di sopra di tutto e tutti. Davvero un bel discorso, molto più “bello” di quello cheha fatto il rozzo e agreste Tonino. Ma che differenza c’è tra un discorso “grammaticato” ed uno sgrammaticato se il contenuto e se i pensiero sono gli stessi? C’è davvero bisogno di fare sempre gli altezzosi quando parla un rozzo parlamentare a cui si è chiesto il voto a cui ci si ispira per tutte quelle finte battaglie che tanto danno fastidio al PD? Nella vita, caro Ricca, o si è o non si è. Lei dove si colloca? Saluti vivissimi
Vincenzo Caldarola
Commento di Vincenzo Caldarola — 30 Settembre 2010 #
bravo tonino, unico leader decente in un parlamento marcio.
Commento di max — 30 Settembre 2010 #
A Lorenzo,
“No, no! E’ intollerabile insegnare filosofia quando è in corso una guerra!” sostenne provocando un certo scandalo fra i colleghi un professore di Cambridge e così, nel 1941, lavorò come barelliere al Guy’s Hospital durante il bombardamento di Londra. In seguito andò a Newcastle dove collaborò come tecnico alle ricerche sugli choc da trauma a cui diede un importante contributo.
Costui pensava a ragione che la filosofia fosse un’attività, non una professione (!) e, di conseguenza, era convinto che le sue riflessioni sulla logica non potessero essere scisse dal suo impegno a vivere in modo giusto: solo in tal modo, sosteneva, è possibile dirsi esseri umani decenti.
Quell’uomo integro si chiamava Ludwig Wittgenstein.
Commento di ab — 30 Settembre 2010 #
Grande Piero, non so se e quando le cose cambieranno, ma almeno certe cose che andavano dette le hai dette!
Commento di Lino — 30 Settembre 2010 #
e fini si conferma un politico indecente.
Commento di max — 30 Settembre 2010 #
L’accusa: Mr. B. è uno stupratore della democrazia!
La difesa: Quella se l’andava cercando!
(Andreotti e cialtroni simili docent)
Commento di lili brik — 1 Ottobre 2010 #
Ci si entusiasma dei deliri violenti ed eversivi di DI Pietro, e poi magari si arriva a questo…
http://tinyurl/36llzp3
Vi dispiace eh, che sia andato male!
VIVA SILVIO! VIVA BELPIETRO! VIVA LA LIBERTA’!
Commento di Io Leggo Solo Feltri — 1 Ottobre 2010 #
COME NON CONDIVIDERE QUELLE PAROLE.
SUBITO DOPO MI CHIEDO:
Commento di peppe — 1 Ottobre 2010 #
grazie Piero la limpidezza della tua visione è un faro di luce che sfora la notte della repubblica…se sono stata troppo enfatica chiedo scusa ma non mi è venuto di meglio.
Commento di Marzia — 1 Ottobre 2010 #
DiPietro rimane l’unica e vera opposizione del nanetto!
Commento di Franco — 1 Ottobre 2010 #
Fino ad oggi l’unica opposizione è stata quella di Di Pietro… Si se aspetti che facciano opposizione quelli del Pd.
Commento di Giovanni Greco — 1 Ottobre 2010 #
Però Piero, non si fa così! Hai detto tutto tu! A che vale commentare, allora? Un grande abbraccio.
Commento di bob — 1 Ottobre 2010 #
Tinino o’ statista.
Commento di Giggi — 1 Ottobre 2010 #
E Ricca “la mente”. Stiamo freschissimi.
Commento di Giggi — 1 Ottobre 2010 #
Non capisco l’acredine verso IdV. Nel peggiore dei casi, è il meglio che si riesce a raccattare nella politica italiana, inquinata da 16 di Berlusconi, 15 di Craxi e 40 di DC. Per il resto, non c’é persona più dura e tosta di Di Pietro, e ancora non capisco come mai vi sia tanta ostilità nei suoi confronti da parte di molti a cui non piace il suo stile ‘manettarono’. Sembra che il cicisbeismo paludato di Weltroni, Lettino e D’Alemix sia più gradito. Beh, si vede che questa è la ‘fase 3′ luttazziana. Senza Di Pietro e i suoi il Parlamento avrebbe il PUI, Partito Unico dell’Incicio. Senza il Grillo parlante, Pinocchio sarebbe ancora un burattino. Di Pietro è il loro guastafeste e tanto basta. Sembra poco? Forse anche Matteotti aveva qualche punto debole, ma dobbiamo aspettare che ammazzino AdP per capire quanto siamo caduti in basso? Schifani e Alfano non ci bastano?
Commento di S.m. — 1 Ottobre 2010 #
è talmente tutto truccato che personalmente potrei anche credere ad una messinscena sull’attentato al sig. belpietro
Commento di Rocco — 1 Ottobre 2010 #
Trovo assurdo che in un paese democratico,nel 2010,non si possano esprimere opinioni positive,verso il presidente del consiglio Silvio Berlusconi,senza rischiare come minimo di essere insultati,nella peggiore delle ipotesi rischiare la propria incolumità fisica.
Commento di fabio — 2 Ottobre 2010 #
@fabio
Trovo assurdo che in un paese democratico,nel 2010,non si possano esprimere opinioni critiche verso il presidente del consiglio Silvio Berlusconi, senza rischiare come minimo di essere epurati in perfetto stile maccartista.
Commento di Dario — 2 Ottobre 2010 #
Penso che sia molto interessante leggere questo post….
http://interessati.blogspot.com/2010/10/io-mi-prendo-bin-laden.html
Commento di Gianfranco — 2 Ottobre 2010 #
Bellissimo questo pezzo ma proprio bello bello bello: pienamente d’accordo in tutto e per tutto. Grande Piero
Commento di Claudia — 2 Ottobre 2010 #
e purtroppo c’è ancora gente italiota che difende il ducetto infame impunito.
Commento di max — 2 Ottobre 2010 #
Condivido. Bravo.
Commento di Andrea — 3 Ottobre 2010 #
Caro Piero, sono d’accordo con te nel criticare fortemente lo psico-nano, ma quando dici che “a un personaggio del genere non si deve alcun rispetto” non sono d’accordo, non voglio avere niente a che fare con B, non voglio assomigliare in niente a B, ed è per questo che il rispetto è una cosa da riconoscere a tutti, questo differenzia me da lui, e da loro.Altra cosa è la critica, forte, fortissima che purtoppo manca all’opposizione(quale?).Capisco che sentire Di Pietro parlare in quei toni a B,non è una cosa da tutti giorni. Speriamo che di questi giorni ce ne siano tanti altri.
Commento di Lorenzo — 3 Ottobre 2010 #
anche i discorsi di Finocchiaro e Bersani non sono stati affatto male
Commento di ubi minor — 4 Ottobre 2010 #
Grazie Antonio, grazie a te che sei l’unico fuoco di sbarramanento contro il DELINQUENTE ITALIANO.
Commento di Marino — 5 Ottobre 2010 #
Crede di stare ancora in Tribunale. Invece è dura quando non dipende “solo da te”. Non dispone più del giudizio e marchiatura dell’insindacabilità “buono/cattivo”. E’ dura, ma questa è la democrazia.
Commento di Luca81 — 5 Ottobre 2010 #
in caso di nuoeve elezioni,le rivince per l’ennesima volta berlusconi
Commento di fabio — 6 Ottobre 2010 #
Semmai l’Italia avesse la sfortuna, un giorno, di avere questo personaggio Ministro dell’Interno o peggio del Consiglio, ne vedrete delle belle. Questo rappresenta la demagogia fatta persona e l’opportunismo allo stato puro. Io lo ritengo pericolosissimo perchè l’ignoranza lo limita perfino nella capacità di farsi intendere.
Commento di Luca81 — 6 Ottobre 2010 #
[…] 1) Questo passaggio è tratto dal blog di Piero Ricca, dall’articolo La rottura dell’incantesimo […]
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