I Moratti e la libertà di critica
Dicembre 30, 2010 on 7:02 pm | In Informazione |I fratelli Moratti non dissimulano il fastidio per le critiche. Dapprima si sono impegnati tramite il proprio ufficio legale per impedire l’uscita di un documentario, “Oil” di Massimiliano Mazzotta, che racconta dell’inquinamento prodotto dalla Saras, la raffineria di famiglia, in Sardegna. L’autore fu querelato per diffamazione con richiesta di sequestro del film. Perfino i festival di documentari (ne ho avuto testimonianza in Liguria) ricevettero lettere dagli avvocati che ne sconsigliavano la proiezione. Oggi quel documentario, dopo essere stato trasmesso da Current Tv, è visibile su YouTube. Poi, a metà dicembre i fratelli petrolieri hanno emesso un comunicato stampa per diffidare “i media” (presi così, indistintamente) dal dare spazio a un libro che li critica: “Nel Paese dei Moratti” di Giorgio Meletti (Chiarelettere), che tratta il tema della sicurezza sul lavoro nella Saras e altre storie. QUI il riassunto della vicenda. Ora, avviare iniziative giudiziarie è un diritto di chiunque si senta diffamato, e nessuno lo vuol negare proprio ai Moratti, anche se chi occupa una posizione di potere economico o politico potrebbe forse dimostrare un grado maggiore di tolleranza verso le critiche, proprio perché - se sente di avere ragione - ha tutti i mezzi per rispondere pubblicamente alle accuse. Nell’intimare ai media di non parlare di un libro sgradito, tuttavia, i fratelli Moratti fanno registrare un salto di qualità nella censura, manifestando la volontà di condizionare, addirittura in modo preventivo, la libertà del dissenso e la circolazione delle opinioni. Lo scrive con chiarezza, oltre all’autore del libro, l’editore Lorenzo Fazio in QUESTO articolo. La pretesa di censura preventiva attraverso la minaccia di querele (e annessi risarcimenti per danni) colpisce perché è una dimostrazione di pura arroganza, tipica della cultura berlusconiana. E’ pur vero che la reazione che la notizia ha suscitato, almeno sul web, fa pensare, anche in questo caso, a un effetto boomerang. Quasi una indesiderata spinta promozionale per il libro. Ma la questione culturale rimane. In democrazia non ci sono santuari inviolabili dalle inchieste giornalistiche e alle critiche non si risponde con le minacce. Un contributo in direzione contraria e alla portata di tutti sarà parlare del libro in ogni sede. Qui a Milano proveremo a organizzare una presentazione con l’autore. Se nel frattempo capiterà di incrociare uno dei fratelli Moratti, naturalmente, gli chiederemo un chiarimento. E lo inviteremo alla presentazione.
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Ma che bella scoperta. Non si finisce mai di imparare come alcuni Italiani si dileggino nel depredare la nazione, e gli altri italiani, per proprio tornaconto.
Azioni a delinquere perpetrate per decenni; camuffate da “lunghe tradizioni imprenditoriali”.
Buon anno Italia.
Adriano
Commento di Adriano — 31 Dicembre 2010 #
Non so se questo messaggio sarà pubblicato, ma io lo scrivo lo stesso.
Gente come i Moratti, gli Agnelli, Benetton, non ha niente di differente rispetto a persone come Provenzano, i Casalesi o qualsiasi altro malavitoso di questo livello.
Le AUTOSTRADE anche quest’anno aumenteranno. Mi chiedo fino a quando. Per arrivare dal centro Italia a Torino ci voglio (circa) 40€; per arrivare a Milano ci vogliono (circa) 30€.
Per arrivare da Taranto a Genova sono necessari 67,50€; da Taranto a Torino addirittura 68,30€. Questa è pura FOLLIA, visto che per andare da Roma a Londra in aereo (andata&ritorno) servono attorno ai 40€ !!
Contate che queste cifre sono decisamente più alte per il trasporto delle merci, tramite camion.
Mi chiedo quando la gente si renderà conto che questa è solo una generale presa per il culo ed un furto alla luce del sole.
Che differenza c’è tra chi ruba contro la Legge e chi lo fa seguendo delle leggi fatte su misura da politici corrotti ed al servizio di questi finti imprenditori, in regime di monopolio ?!
Prendete BENETTON: le Autostrade, costruite con i soldi delle tasse di generazioni di Italiani, gli sono state date in gestione, si, ma come ?
Questo aveva le proprie aziende in rosso, cioè con debiti, in altre parole non sapeva nemmeno fare il suo lavoro e cioè fare abbigliamento, fare maglioni.
Ha chiesto un prestito alle Banche. Ora ditemi voi quale banca darebbe un prestito a qualcuno con ingenti debiti ?! Nonostante ciò lo ha ottenuto, una cifra da capogiro.
I politici hanno dato la concessione e questo si è ritrovato con la gallina dalle uova d’oro in mano.
Non pago, con i soldi dei pedaggi, ha sovvenzionato campagne elettorali dei suddetti politici.
Ricapitolando: BENETTON ha le Autostrade e guadagna tramite i pedaggi; le BANCHE hanno guadagnato tramite ingenti interessi pagati a loro da Benetton tramite i pedaggi; i POLITICI hanno incassato i soldi per le loro campagne elettorali pagati da Benetton tramite i pedaggi.
I cittadini, in special modo i pendolari, pagano i pedaggi…e sono gli unici a rimetterci.
Pseudo-imprenditori/Banche/politici, ecco chi ci sta uccidendo, se già non l’hanno fatto.
Io mi sono rotto i coglioni.
Non so cosa ne pensate voi, ma sono totalmente convinto che oramai non c’è più nessun’altra speranza se non un’azione decisa e VIOLENTA, decisamente violenta.
Mi assumo la responsabilità di quello che scrivo, ma io la penso in tal modo.
Ce un unico ostacolo a detta azione, l’unione di tutti gli sfruttati, ora divisi e tenuti volontariamente in tal situazione, contro questi assassini dell’anima della gente.
Ripeto che il Mondo non si divide in rossi&neri, ma in chi sfrutta e in chi è sfruttato: loro contro di NOI.
Sino a quando non diventeremo NOI, non arriveremo mai a risolvere la situazione attuale che, come ho poc’anzi scritto, potrà avere soluzione unicamente tramite un gruppo compatto di persone ed un’azione violenta, rischiando la NOSTRA incolumità fisica.
Sono 65 anni che ci prendono per il culo, ora basta!
Commento di PaulKersey — 31 Dicembre 2010 #