Nando dalla Chiesa

Marzo 14, 2011 on 3:21 pm | In Politica | 1 Comment

L’intervento di Nando dalla Chiesa alla nostra manifestazione di sabato.

La manifestazione di ieri

Marzo 13, 2011 on 4:47 pm | In Politica | 3 Comments

La manifestazione è riuscita. Tante piazze piene in tutta Italia e anche a Milano. E’ stato un pomeriggio intenso, di partecipazione e di contenuti. Abbiamo dato la parola (cinque minuti a testa, con pochi sforamenti) a trenta persone, in rappresentanza di tanti mondi diversi, dal lavoro precario alla scuola pubblica, dai migranti (il loro rappresentante ha parlato per primo) alla ricerca. Abbiamo letto una lettera di Stefano Rodotà e un messaggio inviatoci da Romano Prodi dalla Cina. Volti noti - Fo, Moni Ovadia, Lella Costa… - si sono alternati a semplici cittadini, ognuno con una storia da raccontare e un diritto costituzionalmente garantito da impugnare come una bandiera. Genchi e Borsellino hanno trasmesso a tutti la loro passione di giustizia. Una nonna di scolari di Adro è intervenuta per denunciare la “strategia della secessione” degli amministratori leghisti. La costituzionalista D’Amico ha dato un quadro d’insieme del disegno anticostituzionale in atto e il suo intervento si è integrato a quello di Nando dalla Chiesa, che si è concentrato in particolare sull’attacco alla cultura delle regole, alla separazione dei poteri e all’idea stessa di giustizia. A partire dall’art. 21, il giornalista Giorgio Meletti ha toccato il tema fondante dell’indipendenza, del pluralismo e della professionalità dell’informazione. Il tentativo di “censura preventiva” per via giudiziaria operato dai fratelli Moratti nei confronti del suo libro è stato stigmatizzato come episodio emblematico. L’avvocato Gilberto Pagani ha parlato degli abusi di polizia, da Genova in avanti. Mimmo Lombezzi, giornalista di Mediaset, ha letto una lettera di solidarietà a Ilda Boccassini. Gli articoli della Costituzione si sono intrecciati alle parole dei Padri della Repubblica, da Calamandrei a Gramsci. Ha concluso l’intervento della nostra giovane amica Roberta. Per una volta le bandiere tricolore, come avevamo chiesto, sono state dominanti. Anche il tempo ci ha graziati, nonostante previsioni che davano pioggia. Abbiamo coperto ampiamente le spese, da noi anticipate, grazie alla generosità delle offerte. Quel che a conti fatti avanzerà, come promesso, lo investiremo in nuove iniziative di analogo tenore. E’ stata una piazza di cittadini autoconvocati, indipendente da partiti e sindacati. Al centro un dissenso pieno di sdegno, razionale e ben argomentato, con linguaggio diretto e una scala chiara di priorità per il futuro del Paese, a cominciare da una legge draconiana sul conflitto di interessi e dalla riforma dell’attuale legge elettorale che ha azzerato la rappresentanza. Anche sul piano numerico, la partecipazione è stata significativa. Almeno sette-ottomila persone hanno preso parte alla manifestazione di Largo Cairoli, nonostante il freddo e il ponte del Carnevale ambrosiano. Il “migliaio” di cui parla il Corriere della Sera sulle pagine nazionali, smentendosi con l’uso del plurale sulle cronache locali, assomiglia a una velina di questura, più che a una cronaca giornalistica. Ma a noi interessano, prima che i numeri, il volto e la storia di ogni persona, per proseguire ad oltranza una lotta di liberazione, di “rivoluzione costituzionale”. Sì, perché il rispetto e l’attuazione piena della Costituzione oggi in Italia sarebbero rivoluzionari, non soltanto rispetto agli abusi e alle forzature dell’attuale governo. Come sarebbe rivoluzionaria la riappropriazione della politica ad opera dei movimenti di cittadinanza attiva, contro le oligarchie d’affari e di partito. Forse è per questo che, con la rara eccezione di qualche trafiletto, l’iniziativa milanese non è stata supportata dai grandi media in fase di lancio. (Abbiamo dovuto lottare al telefono perfino per veder scritto in modo corretto l’ultimo giorno utile orario e indirizzo della nostra manifestazione su quei pochi giornali che in teoria ne sostengono i contenuti, tanto per intenderci). Nè è possibile farsi un’idea della sua originalità dalla lettura dei resoconti giornalistici di ieri e oggi. Chi spara numeri a vanvera; chi attribuisce l’organizzazione a sigle defilate o assenti; chi si sofferma su dettagli insignificanti; chi non va oltre gli slogan; chi, anziché riportare, suppone o giudica. Ma in fondo è naturale che sia così: sciatteria e mediocrità, unite ai riflessi condizionati del servilismo, anche se talora ben mascherato, impediscono di vedere il nuovo, di percepire e ritrasmettere il profumo di libertà. Per questo l’integrazione virtuosa fra piazza e internet è più che mai necessaria. Grazie di cuore a tutti coloro che ci hanno dato una mano!

12 marzo

Marzo 5, 2011 on 3:03 pm | In Politica | 7 Comments

Il punto di riferimento nazionale per la manifestazione del 12 marzo è il seguente:

www.adifesadellacostituzione.it

L’epicentro sarà a Roma.
Manifestazioni analoghe quel giorno sono previste in tante città italiane e non solo italiane.

A Milano l’appuntamento è in Largo Cairoli, con inizio alle ore 15.
QML ci sta lavorando, in collaborazione con altre associazioni e movimenti.
Chi ci vuole dare una mano scriva al seguente indirizzo mail:

milano12marzo@gmail.com

E’ attiva inoltre la pagina facebook:
http://www.facebook.com/pages/A-difesa-della-Costituzione-Milano-12-Marzo/185814838121735

Di seguito il comunicato dell’iniziativa, aggiornato a oggi.

Anche a Milano, sabato 12 marzo, è fissata una manifestazione in difesa della Costituzione e della Scuola Pubblica. L’iniziativa si colloca nell’ambito di una mobilitazione nazionale che avrà come epicentro Roma L’unica bandiera sarà il Tricolore, l’unico simbolo sarà il libro della Costituzione. La manifestazione si svolgerà in Largo Cairoli, con inizio alle ore 15.
Tutti i partiti dell’attuale opposizione sono stati invitati ad aderire. Sul palco saranno chiamati a intervenire esponenti dei movimenti della società civile, del mondo delle professioni, della scuola pubblica, della ricerca, della cultura. Personaggi noti si alterneranno a cittadini attivi. Tra i primi relatori già confermati:

Dario Fo
Vincenzo Consolo
Gioacchino Genchi
Nando dalla Chiesa
Mario Agostinelli
Salvatore Borsellino
Guido Scorza
Jorge Carazas
Daniele Biacchessi
Marilisa D’Amico

Hanno aderito fino a ora:
Qui Milano Libera
Rete Scuole
Movimento delle Agende Rosse
Popolo Viola Milano
Libertà e Giustizia Milano
Arci Milano
Moto spontaneo di indignazione
Le Girandole
Immigrati Autorganizzati
Comitato Provinciale per i SI’ al referendum sull’acqua pubblica
Libera Milano
Rete 29 Aprile
Giuristi Democratici - sezione Milano

Helsinki, Italia

Marzo 5, 2011 on 12:22 pm | In Politica | 6 Comments

Liberare lo sdegno, liberare le parole. Ogni volta che compare in pubblico, il capobanda e la sua corte, occorre gridare che ne devono andare per manifesta indegnità. Nei giorni scorsi mi ha scritto uno dei promotori della contestazione a mister B. di ieri in Finlandia. Non c’erano i suoi questori di fiducia a reggergli la coda di paglia e a sgomberare preventivamente la piazza e quindi il dissenso si è visto. Ecco la sua mail di oggi.

Ciao Piero,

Qui Europa Libera! Ti inoltro un breve resoconto della manifestazione contro B. a Helsinki. Un successo, guarda in particolare questo video del quarto canale della TV finlandese:
http://www.nelonen.fi/uutiset/?vt=video&vid=131129

Siamo su tutti i giornali finlandesi e anche su molti di quelli italiani, ho visto almeno la Repubblica, il Corriere, la Stampa, il Messaggero, l’Unità e un servizio del TG3.

Sul sito di Nelonen c’è un video dell’arrivo di B., si sente forte il nostro grido “mafioso mafioso” e lui fa una smorfia quando capisce che eravamo li per lui e poi si sente che quando lo riconosciamo le urla si intensificano.

Eravamo un centinaio, c’era gente anche da Turku, Tampere e Kuopio.
Ma non finisce qui.

Massimo

Gioacchino Genchi

Marzo 4, 2011 on 12:53 pm | In Politica | 9 Comments

Il nostro amico Gioacchino Genchi è stato cacciato dalla polizia, di fatto per aver parlato male di Berlusconi nel corso di pubblici convegni. La notizia uficiale è di pochi giorni fa. Chi conosce la storia italiana degli ultimi vent’anni sa che Genchi è un servitore dello Stato che ha usato le sue non comuni competenze informatiche per contrastare il crimine, a supporto della magistratura, ottenendo eccellenti risultati in particolare contro la mafia. Ora, si può ammettere che un esponente della polizia debba attenersi a un riserbo e a una continenza verbale maggiori rispetto alla libertà di critica esercitabile da un semplice cittadino (quando ce la lasciano esercitare). Ma una struttura gerarchica che mantiene nei propri ranghi con i massimi onori servi e delinquenti, e tra questi imputati e condannati in primo e secondo grado per gravi reati, in primis gli autori e i complici degli abusi di Genova, non è credibile quando espelle un uomo come Gioacchino Genchi,il quale evidentemente paga per altro. Non è forse diventato, per effetto di una violenta campagna di stampa, il simbolo stesso della violazione della privacy tanto cara agli indagati vip? Non è stato forse l’attuale primo ministro a definire la sua attività “il più grande scandalo della Repubblica”? Come al solito, i disonesti graditi al manovratore, o da lui temuti, vengono premiati; gli onesti che non si piegano vengono puniti con esemplare severità, nonostante un curriculum pieno di meriti. In un Paese che da troppo tempo gira al contrario, tutto questo è normalità. A Giocchino Genchi, per quel che vale, giunga anche da qui la nostra solidarietà. Sabato 12 marzo saremo felici di averlo con noi, per raccontare questa e altre storie, sul palco della manifestazione di Largo Cairoli, a Milano.

50

Marzo 1, 2011 on 6:27 pm | In Politica | 5 Comments

Sabato 5 marzo è fissato un nuovo presidio per le dimissioni del governo. L’appuntamento è in piazza San Babila, dalle ore 15 alle ore 19. Chi vuol partecipare ci trova lì. Mi dicono che è l’Agorà numero 50. Festeggeremo in chiusura con una bicchierata.

Ricordo che è possibile sostenere le nostre iniziative anche da lontano con un contributo economico. QUI trovate le modalità.

Per iniziativa di Matteo, un giovane amico capace e ben motivato, e di un suo gruppo di amici, inizierà anche a Roma una sperimentazione di Agorà nelle piazze del centro. Per unirsi al gruppo e proporre la propria collaborazione scrivere a quiromalibera@yahoo.it.

Per sabato 12 marzo, in collaborazione con altre associazioni, stiamo preparando una nuova e più ampia iniziativa di piazza, in concomitanza con una giornata di mobilitazione nazionale. Preavviso già fatto per piazza Cairoli, Milano.

Seriate

Marzo 1, 2011 on 6:19 pm | In Politica | 1 Comment

Venerdì 4 marzo sarò a Seriate, in provincia di Bergamo, per un incontro presso la libreria Spazio Terzo Mondo, in viale Italia 73. Dalle ore 21.

Ieri

Marzo 1, 2011 on 5:23 pm | In Politica | 21 Comments

Tra ultimi abusi di palazzo e repressione di piazza si consuma la fase terminale del ventennio berlusconiano. La servitù giornalistica è convocata in massa in tv e sui giornali a far quadrato intorno al padrone. Gli avvocati su misura lavorano come schiavi per trovare il cavillo giusto per salvargli il “vecchio culo flaccido” (cit. Minetti) ancora una volta. La psicopolizia, sempre più indegna e servile, sgombera il dissenso dalle piazze. Ieri a Milano ne abbiamo avuta l’ultima conferma. L’imputato-anguilla era atteso per due apparizioni pubbliche (”pubbliche” si fa per dire, visto che gli ingressi erano selezionati ai membri del clan e i cosiddetti rappresentanti della stampa erano confinati in salette a parte). La prima, nientemeno che all’ex palazzo Reale, in piazza Duomo, per un impegno di partito con la Brambilla. La seconda, alla sede della Confcommercio, per un incontro con una rappresentanza di imprenditori e operatori di commercio lombardi. Noi siamo in due. Non faccio in tempo a giungere in piazza Duomo che una pattuglia di undici individui, dieci in divisa e uno in borghese, mi arrivano addosso, mi circondano e dopo aver cercato invano di convincermi ad andar via, mi spingono a forza verso un angolo, con il chiaro intento di trascinarmi fino in piazza Diaz, al riparo da sguardi indiscreti e lontano dall’ingresso dov’è atteso il duce, gran terrore dei questori d’Italia. Senonché, per una volta, si raduna e prende a difenderci una piccola folla di passanti, tra i quali una cronista del Corriere in pensione, che chiama il giornale, e alcune combattive studentesse, che rimarranno con noi tutto il tempo. A quel punto gli sgherri mollano la presa limitandosi a piantonarci a una cinquantina di metri dall’ex palazzo Reale. Da qui, anche se in pochi, facciamo risuonare a viva voce le sovversive ragioni sintetizzate sui cartelli gialli che ci eravamo portati dietro: “Fatti processare e dimettiti!”, “Viva la Costituzione, via Berlusconi”. Ragioni condivise dal 60 per cento degli italiani, secondo gli ultimi sondaggi. Rilascio infine una serie di interviste, tra le quali alla troupe di Ballarò, ma dubito che vengano mai mandate in onda. Sopraggiunge una telecamera amica e chiedo di riprendere uno a uno i volti degli individui che mi avevano bloccato e spinto via. Che almeno ci mettano la faccia. A quel punto uno di loro, quello in borghese, che naturalmente si rifiuterà di presentarsi con nome e cognome, mi dà del “deficiente”. Se lo avessi detto io a uno di loro? Vediamo se c’è ancora un giudice a Milano. Un’ora dopo eccoci in corso Venezia. La scena si ripete. Siamo sempre in due, con gli stessi cartelli gialli. Ci confinano e piantonano in quindici dalla parte opposta della strada. Arriva Duccio a sorpresa. In tre è già manifestazione non autorizzata, secondo il funzionario di questura, dottor De Bartolomeis, che mi dice: noi non ci mettiamo niente a fare un’altra denuncia. Un uomo tutto d’un pezzo. Poi parte un ordine e la truppa esegue: deportano Duccio e me cinquanta metri più in là: i cartelli devono star fuori dalle inquadrature e la voce non deve rischiare di turbare le grandi orecchie del re. Rimaniano fermi per un bel pezzo, con i cartelli alti e la voce che risuona sempre più forte. Poi Duccio ha un guizzo: me ne vado a prendere il treno. Si avvia al metro, scende e rientra dall’altra parte, a pochi metri dall’ingresso, sotto lo sguardo attento di decine di gendarmi e addetti alla sicurezza che non s’accorgono di nulla. Avrà modo di dirgliene quattro a distanza ravvicinata: ecco l’orribile reato di lesa maestà che il questore di Milano o chiunque abbia dato quegli ordini contrari all’art. 21 della Costituzione, voleva a tutti i costi evitare. Verrà rimproverato per così poco da chi telefonava in questura per far liberare una minorenne? Non glielo auguriamo. Mentre si attende l’uscita del sultano, che intanto dentro sta sparlando di magistratura, opposizione e Quirinale, tanto per non perdere l’abitudine, noto che i passanti sono più freddi e impauriti di piazza Duomo. Passano con i paraocchi, indifferenti a tutto. Oppure solidarizzano in fretta con l’occhiolino e un sorriso complice. Quanta paura deve fare vedere tutte quelle divise in un colpo solo. E meno male che, a quel che si legge, c’è una indignazione diffusa. Solo un signore decide di alzare uno dei nostri cartelli e farsi piantonare insieme a me. Parliamo, vengo a sapere che si tratta di un radiologo in pensione che passa diversi mesi all’anno in Africa a fare volantariato negli ospedali e formazione ai medici locali. Lo ringrazio di nuovo da qui. Quando il corteo presidenziale si allontana tra le nostre invettive, Duccio viene identificato, poi la polizia si dilegua e la piazza torna libera. In quel momento iniziano ad avvicinarmi in tanti, come usciti dall’ombra, per farmi i complimenti, per esprimermi solidarietà e condivisione, per chiedermi una foto e incitarmi a non mollare. Spettatori sempre.
Nel video un momento della scena in corso Venezia.

Il Fedele

Marzo 1, 2011 on 4:18 pm | In Politica | 6 Comments

Ieri sera Gad Lerner ha trasmesso all’Infedele su La7 un ampio stralcio di un mio video del 2008 con l’autore Mediaset Antonio Ricci. La cosa curiosa è che Ricci, come un Berlusconi qualsiasi, si è premurato di mandare un comunicato, prontamente letto in studio da Lerner, per difendere il valore del proprio programma, giustificare come motti di spirito le proprie corbellerie e contraddizioni, sostenendo tra l’altro che io avrei “censurato una importante iniziativa antimafia” di Striscia la notizia, storia di cui ovviamente non so nulla. Siamo oltre le comiche finali. Uno che ha il privilegio di parlare da decenni a milioni di persone mediante la tv si dice vittima di censura da parte di un blog. E su una questione di mafia, per giunta, come se Mangano e Dell’Utri ce li avessimo noi in casa. E dire che ci sono ancora molti, anche in ambienti di cosiddetta sinistra, convinti che questo signore e la sua squadra facciano satira d’inchiesta, in grado di accrescere il senso critico del pubblico, scomoda perfino al padrone. Sarà per questo amore per la satira e la tv di qualità che Daniele Luttazzi fu cacciato dalle tv con quel famoso editto?

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Questa opera è pubblicata da Piero Ricca sotto una Licenza Creative Commons

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