ARCHIVIATA la querela di Pecorella
Aprile 29, 2011 on 6:13 pm | In Politica | 3 CommentsUna buona notizia: la querela sporta dall’avvocato-deputato Pdl Gaetano Pecorella nei confronti dei nostri amici Dario Parazzoli e Alessandro Didoni è stata ARCHIVIATA dal Tribunale di Milano.
Qualcuno forse ricorderà la storia, di quasi due anni fa. I due malcapitati furono querelati per “violazione della privacy” per aver chiesto in strada un chiarimento a Pecorella sulla figura di don Peppe Diana, dopo che il deputato, in una pausa pubblicitaria di una trasmissione di Telelombardia appena conclusasi, in risposta a una domanda di Didoni, aveva manifestato i suoi dubbi sull’integrità del sacerdote ucciso dai clan di camorra, addirittura indicandolo come uno che deteneva le armi dei malviventi.
La dichiarazione di Pecorella suscitò una forte polemica giornalistica e politica che tenne banco per diversi giorni e alla fine costrinse il deputato, isolato perfino dal suo partito, a chiedere pubblicamente scusa ai genitori di don Diana.
Forse nel tentativo di evitare un esito così inglorioso, Pecorella aveva sporto querela e chiesto e ottenuto in un paio di giorni il sequestro della cassetta della telecamera dietro la quale era stato interpellato. A firmare l’ordine di sequestro (eseguito all’alba a casa di Parazzoli) uno zelante sostituto procuratore di Milano, Sergio Raimondi, lo stesso magistrato che poi ha chiesto l’archiviazione della pratica.
Da non dimenticare il fatto che - mentre era presidente della Commissione Giustizia della Camera - l’avvocato Pecorella sostenne la difesa del camorrista Nunzio De Falco, poi condannato come mandante dell’omicidio di don Diana.
Prima o poi ricapiterà di incontrarlo e di rinnovargli quella richiesta di chiarimenti che tentò invano di zittire con una querela.
La “clandestinità” non è reato
Aprile 28, 2011 on 5:14 pm | In Politica | 3 CommentsDiventeranno “toghe rosse” anche i giudici della Corte Europea. Di oggi la notizia che il reato di “clandestinità” introdotto da uno dei “pacchetti sicurezza” del governo Lega-Pdl è contrario alle direttive europee. L’ha stabilito la Corte Europea giudicando la questione su ricorso proveniente dalla Corte di Appello di Trento.
In precedenza la Corte Costituzionale italiana, pur salvando il reato, aveva dichiarato l’illegittimità di un’altra trovata legislativa di Maroni: l’aggravante con aumento della pena per ogni imputato “clandestino”, cioé privo di permesso di soggiorno.
Così due pezzi significativi di quel “razzismo di Stato” imposto dalla Lega sono stati smantellati Norme inapplicabili, dall’evidente stampo discriminatorio, contrarie ai diritti umani e ai principi costituzionali, sbocco governativo di quell’imprenditoria politica della paura che sfrutta la criminalizzazione dei migranti come leva di consenso.
Per un approfondimento teorico del tema, utile la lettura del libro Razzismo di Stato, a cura di Pietro Basso, edito da Franco Angeli, in particolare - per quanto attiene al “laboratorio Italia” - la seonda parte e il capitolo firmato da Luigi Ferrajoli.
“Testamento biologico”
Aprile 27, 2011 on 8:19 pm | In Politica | 1 Comment“Io non costringo, curo”. Così si chiama la condivisibile iniziativa del personale medico di area Cgil in difesa di quel principio di autodeterminazione che verrebbe compromesso dall’approvazione, nella forma in cui è stata presentata, della pessima legge sul fine vita di cui si discute da anni e che oggi è ritornata d’urgenza all’esame della Camera dei Deputati. QUI una sintesi. Da segnalare sul tema anche le iniziative dell’associazione Luca Coscioni.
La confessione
Aprile 26, 2011 on 8:32 pm | In Politica | 9 Comments“L’atomo è il futuro, ma dopo Fukushima il governo ha deciso una moratoria. Se fossimo andati al referendum, il nucleare non sarebbe stato più possibile per anni”. Ora c’è anche la confessione: come non era difficile intuire, il provvedimento di governo per lo stop al nucleare era solo un espediente per impedire il referendum. L’ennesimo scippo di partecipazione e di democrazia, a poche settimane da una consultazione popolare già boicottata in ogni modo. Il Presidente della Repubblica, se vuol dimostrare che la fiducia di cui gode è ben riposta, batta un colpo. Quel referendum s’ha da fare: sul nucleare, sull’acqua e sul legittimo impedimento. E con piena garanzia di informazione.
Oggi 26 aprile 2011 ricorre anche il venticinquesimo anniversario di Cernobyl. Nel video sopra l’iniziativa odierna di Greenpeace al Circo Massimo.
25 aprile
Aprile 25, 2011 on 2:06 pm | In Politica | 2 Comments“No, non è il paese che volevano quanti si sono battuti contro il fascismo e contro il nazismo, non è il paese che attraverso la sua carta costituzionale si garantiva un futuro di libertà, lasciandosi alle spalle le macerie dell’oppressione”.
Dall’intervista a Carlo Smuraglia, neo-presidente nazionale dell’Anpi, Associazione Nazionale Partigiani Italiani, che da qualche anno è aperta alle iscrizioni delle nuove generazioni. Buon 25 aprile a tutti!
Vittorio Arrigoni
Aprile 24, 2011 on 1:11 pm | In Politica | 2 CommentsA Bulciago, questo pomeriggio si svolgerà la cerimonia per dare addio a Vittorio Arrigoni. Saremo in tanti, immagino, a voler celebrare in questo modo la speranza di Resurrezione del giorno di Pasqua. Addio Vittorio.
Vittorio Agnoletto
Aprile 23, 2011 on 12:02 pm | In Politica | 1 Comment“Invertire la rotta, a partire da MIlano”. L’intervento di Vittorio Agnoletto alla nostra ultima Agorà.
Via le BR grazie alle procure
Aprile 22, 2011 on 7:29 pm | In Politica | 1 Comment
Il caso dei famigerati manifesti con la scritta “Via le BR dalle procure”, dei quali si è per ora assunto la responsabilità l’oscuro candidato Pdl al consiglio comunale di Milano Roberto Lassini, testimonia il disprezzo verso la verità dei fatti, i sentimenti delle persone e la cultura istituzionale di quel partito e bene ha fatto ieri il nostro amico Dario Parazzoli, candidato al consiglio comunale di Milano per Idv, a rovesciare quel vergognoso slogan con una mini-campagna di affissioni che di quella frase ha modificato solo una parola: “Via le BR grazie alle procure”. L’intera città sarebbe da tappezzare con manifesti come questo. Nel contempo il “caso Lassini” ripropone gli schemi della solita, codarda ipocrisia del sistema politico-istituzionale.
Tutti sanno che quel manifesto è parte di una imponente (e costosa) campagna di affissioni che in ogni via di Milano da un mese sostiene l’aggressione alla magistratura milanese con slogan attinti al più trito campionario della demagogia berlusconiana, in contemporanea con le udienze dei processi a B. Tutti sanno che il Pdl lombardo ha sostenuto quella campagna di aggressione con un gazebo fisso e manifestazioni organizzate davanti al tribunale.Tutti sanno che il capo e padrone assoluto del Pdl ha dichiarato in pubblico “Contro di me è in atto un brigatismo giudiziario” poco prima dell’affissione di quel manifesto. Tutti sanno che da quasi vent’anni quell’individuo esprime il suo totale disprezzo con la propaganda più violenta e gli insulti più offensivi nei confronti dei magistrati che osano indagare e giudicare sul suo conto.
Tutti sono in grado di sapere queste cose. Ma soltanto Roberto Lassini, un signor Nessuno con il profilo del più classico capro espiatorio, subisce la pubblica reprimenda del sindaco di Milano e delle alte cariche dello Stato, Napolitano in testa, viene indagato insieme ad altri due pesci piccoli per vilipendio della magistratura e obbligato a fare un passo indietro (se mai lo farà davvero, visto che la sua campagna elettorale è più lanciata che mai e gode del pubblico sostegno dei propagandisti più zelanti del partito-azienda, Sallusti in testa) formalmente autoescludendosi dalla lista elettorale, di cui Silvio Berlusconi, il vero e unico ispiratore della campagna di odio che arriva a paragonare i magistrati ai terroristi (coerentemente lui non si dissocia dal manifesto, anzi esprime solidarietà a Lassini), resta il numero uno. Ingiudicabile e insindacabile da parte di un establishment che ne ha paura. Mica si chiama Lassini, lui.
Tocca all’Acqua
Aprile 22, 2011 on 5:55 pm | In Politica | No CommentsLa novità delle ultime ore è che, dopo quello sul nucleare, sul quale spetta la parola definitiva alla Cassazione, vogliono far fuori pure i referendum per l’acqua pubblica (sottoscritti dalla firma di ben 1 milione e 400 mila cittadini) attraverso un’iniziativa legislativa escogitata in extremis dal governo per svuotare i due quesiti sull’acqua e demotivare al voto sul quesito superstite. Un’iniziativa per decreto, che cambia quel tanto che basta l’attuale normativa, in modo facilmente revocabile non appena scampato il pericolo di una bocciatura popolare. Pesa evidentemente la preoccupazione di salvaguardare un’enorme area di business, qual è quella che si è aperta con la privatizzazione dei servizi idrici, ma anche l’esigenza di impedire a tutti i costi il quorum sull’ultimo referendum, quello contro il cosiddetto “legittimo impedimento”, per impedire un no secco a questa legge su misura e, sul piano simbolico, alla pratica del legiferare per interessi privati e illeciti. Sarebbe un colpo duro pure per una macchina di potere estranea a ogni dialettica democratica, ora che i vari yes men di corte hanno ricevuto il mandato di dichiarare apertamente (significativo salto in avanti nella spudoratezza) che l’uso personale del potere legislativo, prima negato con sdegno, è una reazione giusta e necessaria alla “persecuzione giudiziaria”. La data dei referendum è il 12 giugno. Il tempo disponibile per farli saltare non è molto. Vedremo se gli antireferendari riusciranno nel proprio intento senza intoppi. Intanto oppositori parlamentari e movimenti devono far sentire la propria voce in ogni sede, confidando che il presidente della repubblica (l’unica autorità a questo punto in grado di fissare un limite all’eversione di governo) sappia e voglia ascoltarla. QUI il commento odierno di Stefano Rodotà. QUI il comunicato del Comitato promotore del referendum.
Loris Mazzetti
Aprile 21, 2011 on 4:55 pm | In Politica | 3 CommentsL’intervento di Loris Mazzetti, giornalista e dirigente della Rai, alla nostra ultima Agorà di piazza Mercanti, contro la “prescrizione breve”, in difesa della Giustizia. Un aggiornamento sullo stato di decadenza e asservimento in cui versa l’azienda del cosiddetto “servizio pubblico”.
(Grazie a Michele Anfuso per riprese e montaggio)
Questa opera è pubblicata da Piero Ricca sotto una Licenza Creative Commons
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