“Processo lungo”

Luglio 30, 2011 on 8:20 pm | In Politica | 7 Comments

Le peggiori porcate le fanno d’estate. E infatti, con il 48esimo voto di fiducia è stato approvato ieri in Senato il cosiddetto “processo lungo”, sia pure in una forma pasticciata che renderà necessarie modifiche alla Camera e tempi più lunghi del previsto per l’approvazione finale.

Due novità - la possibilità di presentare liste interminabili di testimoni e l’impossibilità di tener buone come prove in procedimenti correlati le sentenze passate in giudicato - metteranno nelle mani delle difese più agguerrite la regia dei tempi del processo e dunque saboteranno ancor di più la già martoriata giustizia penale, con buona pace dei diritti delle vittime di reato.

Legge su misura e legge contro la giustizia. Scrive Luigi Ferrarella in questo articolo sul Corriere: non è solo una legge ad personam, è una legge contro il processo penale. Non farà solo un grande favore a Berlusconi, ma regalerà l’impunità a delinquenti di ogni genere, come scrive il magistrato Adriano Sansa in home page sul sito di Famiglia Cristiana.

Legge votata senza batter ciglio da chi, di fronte all’incalzare degli scandali, non sa far altro che lamentare l’invadenza dell’azione giudiziaria nel campo della politica, quando un fatto è certo: nei quasi vent’anni che ci separano dall’inchiesta Mani Pulite, nessuna legge è stata fatta contro la corruzione, mentre una impressionante sequenza di leggi sono state fatte contro la giustizia. Spesso con maggioranze bipartisan e in un crescendo di spudoratezza. Pur di mandare a monte due o tre processi, ora si arriva a sfasciare quel poco che resta di un sistema.

Ma non è poi detto che quest’ultima porcata, in un quadro politico così fragile e caotico, diventi davvero legge. Se ne riparla a settembre. QUI il giudizio dell’Associazione nazionale magistrati.

Varie

Luglio 29, 2011 on 10:50 am | In Varie | 6 Comments

Cretini!
C’è una gara tra i cortigiani: a chi risulta più disgustoso. La concorrenza è agguerrita, ma Renato Brunetta è ben quotato. Con la sua ultima performance in quel di Viterbo, in cui dà ripetutamente dei cretini a coloro che lo contestano. si attribuisce il consenso dell’intera popolazione nazionale e mescola No tav, Black blok e antagonisti con rendite di posizione, ha sicuramente guadagnato punti. A fargli da spalla il fuori concorso Mario Sechi. Ecco il video.

Trent’anni fa

29 luglio 1981. La famosa intervista di Berlinguer a Scalfari sulla “questione morale” compie trent’anni. Merita una rilettura, anche da parte degli attuali dirigenti del Pd, Bersani in testa, il quale denuncia la “macchina del fango” mentre le inchieste della magistratura continuano a coinvolgere personaggi di spicco del partito, da Tedesco a Penati, disvelando scenari più che imbarazzanti. La trovate QUI. La corruzione, i conflitti di interesse, l’intreccio perverso fra politica e affari, l’incapacità di tenere come unica bussola l’interesse generale non riguardano solo la destra berlusconiana. Questa è una delle ragioni per le quali è diventato così difficile liberarsene.

Processo lungo
Mentre tutto va a rotoli, la corruzione dilaga e il Paese rischia la bancarotta, Iddu pensa solo a iddu, come fa da sempre. Oggi il parlamento è convocato per discutere non provvedimenti economici d’emergenza o misure draconiane anti-corruzione e anti-sprechi. No. La priorità è salvare il solito, vecchio “culo flaccido” (cit. Minetti). Se fosse un film, diremmo che difetta di realismo. L’ultima novità uscita dal cilindro di Ghedini è il cosiddetto “processo lungo”. Cioè un ritocco alla procedura penale, naturalmente infilato in corso d’opera dentro una legge pensata per altro - che consentirà agli avvocati di tirare in lungo fino alla prescrizione innumerevoli processi, con effetto immediato su quelli del capo. Per ridurre ulteriormente i tempi della prescrizione, intanto, è già pronta un’altra legge. Così l’effetto tenaglia è assicurato. Poiché il tempo stringe prima della pausa estiva e della catasfrofe finale, il governo ha imposto l’ennesima fiducia: prendere o lasciare, senza inutili dibattiti. Ai cavalli di Caligola è richiesto l’ultimo sforzo: oggi la porcata verrà approvata al Senato. Dall’alto del suo innato senso di giustizia, il neo-ministro della giustizia su misura si è subito adeguato.

Docenti e Avvocati No Tav
E’ sempre una lieta sorpresa quando l’Accademia rompe il silenzio su questioni scomode. Le ragioni che impongono di rimettere in discussione la “grande opera” del Tav Torino-Lione non sono nè localistiche nè ispirate a un’ideologia “anti-progresso”. Si sono recentemente incaricati di rammentarlo a Giorgio Napolitano 150 docenti e ricercatori, firmatari di QUESTO appello. In precedenza gli avevano scritto gli avvocati che assistono il Movimento. Ecco la LETTERA. Intanto in Valle, in assenza di risposte politiche alle puntuali obiezioni dei manifestanti, proseguono gli scontri e la situazione è sempre più tesa in vista della manifestazione di sabato.

Tremonti
In tutto questo c’è almeno un ministro dell’economia solido, indiscusso, non ricattabile, apprezzato da tutti? Purtroppo no. Il più stretto collaboratore di Tremonti è nei guai fino al collo per gravi imputazioni, che vanno dal traffico di nomine pubbliche alla vendita di informazioni giudiziarie riservate. In pratica, secondo numerosi riscontri, l’on. Milanese avrebbe messo a frutto in modo illecito i suoi incarichi pubblici e il suo stretto “rapporto fiduciario” con Tremonti. Il ministro, che non s’era accorto proprio di nulla e che ha continuato a tenerselo stretto a indagini già in corso, per ora è chiamato solo a giustificare la sua permanenza in un’abitazione (secondo le accuse pagata da un imprenditore del giro di Milanese) senza regolare contratto. Perfino il Corriere della sera ha avuto qualcosa da eccepire al riguardo. E Tremonti ha risposto oggi, ammettendo solo una leggerezza, mentre in un colloquio con Repubblica va oltre e sostiene di aver cercato ospitalità perché nella caserma della Finanza dove alloggiava si sentiva addirittura “spiato, controllato e pedinato”. Un bel quadretto di fine regime, non c’è che dire. Superfluo aggiungere che in un altro Paese d’Europa, per una “stupidata” del genere, il saccente Tremonti - certo responsabile sul piano politico di ben più gravi misfatti - sarebbe già stato costretto alle dimissioni.

Varie di mezza estate

Luglio 28, 2011 on 10:57 am | In Varie | 3 Comments

Discontinuità
Deve essere davvero critica la situazione se industriali, sindacati, commercianti, le più grandi organizzazioni economiche e sociali hanno deciso di firmare un comunicato congiunto per chiedere provvedimenti urgenti anti-crisi, nel segno della “discontinuità”. Un modo diplomatico per sottolineare la necessità di un (nuovo) governo di salute pubblica? Per prudenza, Angeletti della Uil, dopo aver firmato, si è chiamato fuori.

L’appello di Amnesty

Ma allora quella degli abusi di polizia e delle indebite limitazioni ai diritti di libertà individuale non è una fissa di anime belle e antagonisti nostrani? Nel decimo anniversario di Genova, mentre in Val di Susa il governo manda l’esercito a difendere un cantiere fantasma, Amnesty International diffonde un appello per chiedere rigore e trasparenza di comportamenti alle autorità italiane, con alcune proposte operative: “in Italia mancano tuttora importanti strumenti per la prevenzione e la punizione degli abusi, quali organismi di monitoraggio sul rispetto dei diritti umani e sui luoghi di detenzione, misure di identificazione degli agenti impegnati in operazioni di ordine pubblico e la previsione del reato di tortura nel codice penale”. Si può leggere e sottoscrivere QUI.

Ministeri al Nord
L’ennesima pagliacciata leghista, cioè la strombazzata inaugurazione di sedi ministeriali a Monza, escogitata giusto per gettare un poco di fumo negli occhi a militanti ed elettori nordisti, non ha alcun fondamento istituzionale e giuridico e per questo ha avuto lo stop del Quirinale. Sia pure con riflessi leggermente lenti, questa volta Napolitano ha fatto bene. Vedremo a quale trucco ricorrerà per risolvere l’impasse il mago Houdini di palazzo Chigi, costantemente sotto ricatto del partito secessionista di governo.

Francesco Nitto Palma
Francesco Nitto Palma è il nuovo ministro della giustizia al posto di Angelino Alfano, divenuto segretario del Pdl per acclamazione… del padrone del partito. Già magistrato, è parlamentare berlusconiano dal 2001. Nel glorioso governo del 1994 aveva un incarico ministeriale come tecnico. Non tutti i magistrati sono brutti, sporchi e cattivi, dunque. Quelli che militano nella squadra governativa vanno bene. Anche perché il nostro, abile tessitore di relazioni, vanta un curriculum a prova di bomba: perorò in parlamento la pessima riforma dell’ordinamento giudiziario, si distinse per una proposta di legge che intendeva bloccare i procedimenti in corso a carico dei parlamentari, propose una commissione parlamentare sui misfatti di Mani Pulite. Per innato senso di giustizia, s’è fatto trovare in prima fila ogni volta che c’era da estrarre i cavilli giusti per difendere le più spudorate leggi su misura. La sua prima dichiarazione è in linea con cotanto curriculum: “E’ finito il tempo dello scontro tra magistratura e politica”. Ma quale scontro?

Qui Milano
La giunta Pisapia deve rientrare entro poche settimane del ciclopico buco di bilancio gentilmente lasciato in eredità da Lady Moratti. Una delle misure più impopolari in vista è l’aumento dei biglietti Atm. L’altra è l’aumento dell’addizionale Irpef. Se n’è parlato l’altra sera al Circolo Arci Bellezza nell’ambito di un’affollata (e apprezzabile) serata di ripresa di contatto fra Sindaco e comitati Pisapia. Parola chiave: partecipazione. E’ necessario comunicare con grande chiarezza l’entità del buco lasciato dalla precedente giunta e l’obbligo dell’attuale amministrazione di porvi rimedio ai sensi del patto di stabilità: questo è stato uno dei temi dominanti dei vari interventi. Altrimenti, l’effetto “vento nuovo” rischia di dissolversi ai primi di settembre, malgrado le numerose scelte condivisibili di questi primi due mesi di attività. Per quanto riguarda la prima misura: se proprio si deve alzare il costo del biglietto, si devono dare segnali concreti di miglioramento del servizio e colpire con determinazione sprechi e privilegi della dirigenza Atm: anche questo è venuto fuori come intendimento di molti dal dibattito. Non guasterebbe, nel contesto, provvedere al licenziamento dello strapagato Elio Catania, vecchia conoscenza di questo blog.

Legge omofobia - nuovo stop

Luglio 27, 2011 on 4:13 pm | In Politica | 3 Comments

Ieri è stato bocciato per la seconda volta il disegno di legge contro l’omofobia.

La norma intendeva introdurre un’aggravante per i reati di omofobia e transfobia, in caso di delitto o violenza motivati dall’odio nei confronti di un omosessuale o di un transessuale, senza circostanze attenuanti o sconti di pena.

In pratica, i delitti motivati dall’ostilità nei confronti dei gay e dei transessuali sarebbero stati puniti con pena maggiore. Il fine è evidente - e a mio parere condivisibile: irrobustire gli anticorpi, culturali e giuridici, nei confronti delle discriminazioni relative all’orientamento sessuale, di fronte al persistere e anzi all’aggravarsi di atti di intolleranza e violenza nei confronti dei cosiddetti “diversi”.

Lega, Pdl (che votarono una norma, poi caduta, che stabiliva l’aggravante di clandestinità), insieme all’Udc, hanno invece fatto valere la pregiudiziale di incostituzionalità, in quanto il disegno di legge “offre una protezione privilegiata alla persona offesa in ragione del proprio orientamento sessuale e in particolare discrimina fra chi subisce forme di violenza, perché vi è una tutela rafforzata rispetto invece a chi subisce altre forme di violenza”. Altro principio invocato è quello della tassatività.

In pratica, secondo la maggioranza parlamentare, la legge avrebbe trasformato i gay e i trans, benché vittime di reati, in soggetti privilegiati. E non avrebbe consentito di accertare con chiarezza l’orientamento sessuale della vittima e la vera motivazione dell’autore del reato.

Argomentazioni che appaiono pretestuose: Stefano Rodotà le smonta sul piano giuridico in questo articolo.

Di “occasione persa” parla anche Michele Ainis in questo articolo.

Il disegno di legge - che peraltro si ispira a norme già in vigore in Paesi come Germania, Francia, Spagna, Inghilterra - in tal modo è stato di nuovo respinto, tra le proteste della comunità gay e di quanti si battono contro le discriminazioni di carattere sessuale.

QUI il commento di Paola Concia.

Sardegna

Luglio 26, 2011 on 5:49 pm | In Informazione | No Comments

Per gli amici sardi. Sarò il 29 luglio a Carbonia, il 30 luglio a Sassari, il 2 agosto a Cagliari, ad accompagnare l’amico Max Mazzotta nelle presentazioni di Oil secondo tempo e L’oro nero dei Moratti. QUI l’Oil tour completo.

L’Isola dei cassintegrati (un anno dopo)

Luglio 26, 2011 on 5:12 pm | In Politica, Informazione | 2 Comments

Un anno fa due giovani sardi, Michele Azzu e Marco Nurra, si sono inventati L’isola dei cassintegrati, un’idea di comunicazione che ha imposto all’attenzione generale il dramma e le ragioni dei lavoratori della Vinyls. In questa lettera Michele ci racconta com’è proseguita l’esperienza, che ora è diventata anche un libro in uscita da Bompiani.

Caro Piero,

quando pochi giorni fa mi hai chiesto “Come va sull’Isola dei cassintegrati?” non ho saputo cosa rispondere. Da una parte la nostra protesta in rete ha avuto dei risultati mediatici incredibili, dall’altra parte gli operai della Vinyls, quelli che per molti mesi hanno occupato il carcere abbandonato sull’isola Asinara, non sono ancora tornati al lavoro.

È una storia bella e triste allo stesso tempo, la nostra: era il febbraio del 2010 quando gli operai sardi, stanchi di promesse a vuoto e con la fabbrica – il petrolchimico di Porto Torres – che aveva chiuso, decidevano di occupare l’Asinara. Era appena iniziata l’Isola dei famosi della Ventura su Raidue, e così l’idea era di creare un contro-reality di protesta.

Dall’altro lato del mare, a Londra e Madrid dove viviamo rispettivamente io e Marco Nurra, studenti sardi emigrati, decidemmo di aiutare la protesta (mio padre è un cassintegrato Vinyls) aprendo il gruppo facebook L’isola dei cassintegrati. Su cui poco alla volta iniziammo a riportare tutte le notizie e le foto sull’occupazione, e a raccontare i personaggi come in un vero reality, l’unico reale (qui la storia completa dell’Isola).

Si iscrissero in migliaia, così aprimmo il blog, e invitammo tutti i nostri iscritti a partecipare a una strategia di mail bombing: in due settimane 2000 email vennero inviate alle redazioni di principali quotidiani italiani, che finalmente iniziarono a parlare della protesta della Vinyls, fino allora ignorata. Poi c’è stato Annozero… e mesi di notorietà mediatica che si sono risolti in un nulla di fatto per gli operai, e la fabbrica è ancora chiusa, tra tanti misteri italiani.

L’ultima protesta della Vinyls è solo di pochi giorni fa, quando gli operai dello stabilimento Vinyls di Porto Marghera si sono fermati ai semafori a lavare i vetri. Nel frattempo, sul blog, abbiamo iniziato a seguire anche i casi di molti altri lavoratori italiani in lotta: gli operai Fiat di Melfi, la Rockwool, le operaie Omsa di Faenza e quelle della Tacconi di Latina, e altri ancora… il sito è diventato un luogo d’incontro per questi lavoratori di ogni parte d’Italia.

Mi chiedi come va, caro Piero, e anche se il dubbio ce l’ho, fra le due ti rispondo: va bene. Perché in questi mesi abbiamo visto risolversi positivamente pochissimi dei casi da noi seguiti, ma la determinazione e la solidarietà della gente, degli operai e dei nostri sostenitori è una cosa che ci ha lasciato senza parole. La mobilitazione di migliaia di persone significa che c’è ancora voglia di fare in Italia, e di fare bene. Voglia di cambiare le cose.

Ci sono le operaie della Tacconi, ad esempio, da 200 giorni in presidio nella fabbrica a Latina. Ci sono gli operai sardi della Rockwool, che una settimana fa hanno inscenato una protesta artistica fra i tram di Milano. Ci sono i precari che si organizzano per manifestare al matrimonio di Brunetta, ci sono precari come Euristeo, che hanno vissuto in tenda per protestare contro l’impossibilità di pagare l’affitto.

Di queste persone l’Italia è piena, persone che mettono la loro vita in gioco, che ci mettono la faccia e il nome, a differenza di chi cerca di farsi passare per precario nascondendosi dietro l’anonimato (mi riferisco alla vicenda di Spider Truman, che pare essere addirittura un ex parlamentare). Sono queste le persone che cerchiamo di raccontare ogni giorno sul blog L’isola dei cassintegrati.

Con persone come questa l’Italia è di certo un posto migliore, ma ci vorrà tempo affinché la cose cambino. Perché questa voglia di cambiare si scontra contro il muro di gomma di una politica sorda, indifferente. O contro i grandi interessi, come nel nostro caso, da 17 mesi in lotta aperta contro l’ENI, la più potente azienda italiana e la quinta petrolifera al mondo.

Ho letto che in questi giorni, Piero, sarai in Sardegna per promuovere il documentario OIL secondo tempo sugli interessi dei Moratti. Invitiamo noi stessi tutti i sardi a partecipare, perché è parlandone, è informando che si potranno sconfiggere i colossi di potere italiani, la casta, nel lungo periodo. Un lavoro che nel nostro piccolo, cerchiamo di fare ogni giorno, raccontando questo reality italiano della crisi, dalle pagine html de L’isola dei cassintegrati. E abbiamo altre idee in mente, per proseguire questo lavoro.

Un abbraccio isolano, Piero, a te e a tutti quelli che lottano.

Michele Azzu

www.isoladeicassintegrati.com

www.facebook.com/isoladeicassintegrati

Valerio Onida

Luglio 22, 2011 on 9:58 am | In Legalità, Informazione | 2 Comments

Genova, dieci anni dopo / 2.

La ferita non si è rimarginata. I delinquenti in divisa sono ancora tutti in carriera. Quelli condannati se la caveranno probabilmente con la prescrizione. Nessun esponente politico ha pagato o chiesto scusa. Chi ha ordinato e coperto politicamente gli abusi è ancora al governo e al vertice delle istituzioni. Il corso della giustizia è stato sabotato in ogni modo. Uno stato che non sa riconoscere e sanzionare in modo esemplare i misfatti compiuti in suo nome non è degno di essere chiamato democrazia. Tant’è vero che la repressione violenta del dissenso non è certo un capitolo chiuso. Ma le idee e le speranze che dieci anni fa portarono in piazza centinaia di migliaia di persone sono più vive che mai.

Con questi pensieri mi avvio verso Genova.

QUI il resoconto di un recente intervento di Valerio Onida.

Enrico Zucca

Luglio 21, 2011 on 8:20 pm | In Legalità, Informazione | 2 Comments

Genova dieci anni dopo / 1

L’intervista a Enrico Zucca, il pubblico ministero che ha seguito i processi per gli abusi alla scuola Diaz.

Paolo Borsellino

Luglio 19, 2011 on 10:14 am | In Legalità, Informazione | 6 Comments

In memoria di Paolo Borsellino, nel giorno in cui ricorre il diciannovesimo anniversario della strage in cui perse la vita insieme ai membri della sua scorta: Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.

18 mesi nei Cie

Luglio 18, 2011 on 4:33 pm | In Politica, Informazione | 4 Comments

I lager contemporanei (a tempo determinato) si chiamano CIE, i Centri di Identificazione ed Espulsione.

Un’ingiusta detenzione, senza alcuna garanzia di difesa, e spesso con gravi maltrattamenti, vi è riservata a esseri umani come noi, colpevoli solo di essere migranti irregolari o “clandestini”, come vengono chiamati, in attesa di espulsione.

Un recente decreto governativo, approvato lo scorso 14 luglio alla Camera, ha ripristinato la possibilità di espulsioni dirette, senza necessità di “foglio di via”, e addirittura elevato a 18 mesi, dai 6 precedenti, la durata massima del periodo di detenzione in questa assurda galera, in cui si entra senza condanna né processo.

Lo ha voluto la Lega, sempre più complice dei delinquenti in colletto bianco e sempre più prepotente con i deboli, dopo che altri due provvedimenti legislativi volti a stabilire la condizione di “clandestinità” come reato e come aggravante erano falliti per l’intervento della Corte europea e della Corte Costituzionale.

Mentre si attende l’approvazione del decreto anche al Senato, suscita proteste della parte più sensibile ai diritti umani della stampa e della politica pure il persistente divieto ministeriale agli operatori dell’informazione, considerati “un intralcio”, di documentare quel che avviene dentro i Cie (video).

L’indifferenza di molti ai lager contemporanei è anche il frutto di tale black out.
Per esigere trasparenza, il prossimo 25 luglio è annunciata una giornata di mobilitazione.

Correlata al tema dell’immigrazione irregolare, è la questione dei diritto d’asilo. Tra i migranti spesso ci sono persone che fuggono da guerre, torture e ingiusta detenzione. Con i titoli in regola per essere accolti come rifugiati politici, dunque. Non sempre quei titoli vengono esaminati e quel diritto viene effettivamente riconosciuto, com’è avvenuto con i respingimenti indiscriminati degli ultimi anni, per i quali ora il governo italiano dovrà rispondere alla Corte Europea.

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Questa opera è pubblicata da Piero Ricca sotto una Licenza Creative Commons

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