17 anni dopo
Novembre 12, 2011 on 8:07 pm | In Politica | 39 CommentsDopo 17 anni di dominio nel malaffare, ora il Gran Buffone si dimette, in un paese devastato sotto ogni profilo. Vederlo sloggiare da palazzo Chigi, lui con tutta l’impresentabile masnada, fa piacere, suscita un moto spontaneo di liberazione. Ma se guardiamo al contesto c’è ben poco da festeggiare. Soprattutto da parte di chi come me l’ha avversato frontalmente per motivi riconducibili alla dignità della politica, entro e oltre i limiti delle proprie possibilità, per tutti questi loschissimi anni.
Non lo caccia una sollevazione di popolo o l’affermazione di un progetto politico alternativo, ma la volontà della Bce e del direttorio franco-tedesco che, sotto la pressione dei mercati e in collaborazione con il presidente della repubblica, lo rimpiazzano con un economista caro alla tecnocrazia finanziaria internazionale - la stessa che di fatto ha innescato l’escalation della crisi - per una prevedibile politica di “lacrime e sangue” non preventivamente sottoposta alle elezioni.
Pur non sottovalutando i mutati orientamenti della pubblica opinione registrati negli ultimi tempi (referendum ed elezioni amministrative prima di tutto), occorre ammetterlo: non ci siamo liberati, ci hanno commissariati. L’impotenza della società civile, l’incapacità dell’opposizione e la mediocrità della classe dirigente nazionale trovano in questo passaggio la più evidente conferma.
Quando non si ha il coraggio di fare le rivoluzioni, ci si deve accontentare di discontinuità imposte dall’alto e da fuori: ieri, la guerra e l’intervento anglo-americano; oggi, la crisi del debito e l’intervento della Troika Ue-Bce-Fmi. Ed è una vita che la maggioranza degli italiani si accontenta. Fosse per loro, i Mussolini e i Berlusconi durerebbero al potere vita natural durante.
Il quasi certo governo Monti, il quale forse - come da più parti ci viene detto - non ha realistiche alternative in questa fase di grave instabilità finanziaria e con l’attuale legge elettorale, scompagina gli equilibri e riapre i giochi di palude della politica, ancora una volta sopra la testa della cittadinanza attiva e in barba a quanti si ostinano a credere alla necessità di un modello politico ed economico radicalmente nuovo.
Tuttavia, almeno la data delle elezioni e i precisi contorni programmatici di questo nuovo governo sarebbe interessante conoscerli prima del voto di fiducia. Come pure la formula prescelta per l’eventuale riforma elettorale, a parole da quasi tutti invocata. Sembra una richiesta ragionevole o rischia anch’essa di incrinare la coesione politica indispensabile a fronteggiare l’emergenza?
Intanto la Lega si smarca, in cerca di una rinnovata verginità politica e il Buffone conserva intatte le sue rendite di posizione (nessuna legge su conflitto di interessi e antitrust televisivo e pubblicitario all’orizzonte, c’è da scommetterci) e rimane il principale azionista del governo Monti. Conoscendolo, cercherà di strappare fino all’ultimo garanzie per i propri privati interessi. Difficilmente salirà di nuovo ai vertici delle istituzioni, almeno questa sciagura forse ci sarà risparmiata, ma può essere ancora pericoloso. Non affrettiamoci a darlo per finito.
Di sicuro non finirà con le odierne dimissioni quel sistema culturale, di corruzione morale e intellettuale, di cui è stato negli ultimi decenni il massimo artefice e beneficiario. Per un’autentica azione di bonifica serviranno, anzi servirebbero molti anni di buongoverno e pedagogia di massa. Non se ne vede ancora l’inizio.
Addio Nori
Novembre 7, 2011 on 4:10 pm | In Libertà | 7 Comments
”Eravamo giovani, ci sentivamo belle, allegre. È giusto che venga fuori anche questa nostra normalità. Non eravamo incoscienti, sapevamo di correre dei rischi. Ma volevamo un’Italia diversa, libera, e non c’era altra scelta oltre a quella di resistere e combattere”.
“Bisogna reagire molto di più. Respingere questi attacchi. Tirano ancora fuori questa storia, di mettere sullo stesso piano chi ha lottato per la libertà e chi ci ammazzava. Si vuole falsificare la Resistenza. Lo chiamano revisionismo ma è falsificazione della storia”.
Ieri è volata in cielo Onorina Brambilla, compagna di vita e di lotta partigiana del Comandante Giovanni Pesce, al quale piace pensare che si sia finalmente ricongiunta.
Due indimenticabili combattenti per la libertà, due persone di straordinaria umanità. Noi così li ricorderemo sempre.
Questa opera è pubblicata da Piero Ricca sotto una Licenza Creative Commons
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