Matrimonio gay anche in Italia?

Marzo 24, 2012 on 1:00 pm | In Politica | 12 Comments

Il livello di consapevolezza sui diritti civili dei gay sta crescendo.

Lo dicono i sondaggi di rilievo statistico, lo dice il senso comune, ne abbiamo avuto riscontro anche in strada, l’altro giorno, mentre registravamo le interviste per la videorubrica di vox populi “Uomo da marciapiede”.

All’indomani della sentenza della Cassazione e del testo approvato dal parlamento europeo, entrambi di apertura verso le famiglie gay, mentre il premier britannico annuncia i matrimoni gay entro il 2015 e in tutta Europa si riapre il confronto, abbiamo proposto la questione a un centinaio di passanti di Milano. Un’ottantina ha voluto rilasciare una dichiarazione. La proporzione delle diverse opinioni in campo è rigorosamente riportata nel video di sintesi pubblicato sul fattoquotidiano.it. Qui sopra la versione di quel video caricata su youtube. (Il sito del Fatto usa ora una sua specifica piattaforma video).

Le posizioni prevalenti sono queste.

La netta maggioranza delle persone intervistate è favorevole a una legge che consenta ai gay di sposarsi, per una questione di uguaglianza nei diritti. Ed è un’opinione condivisa anche da molti cattolici. Maggiori perplessità, anche tra i favorevoli, tuttavia le suscita l’idea che una coppia gay sia messa in grado di adottare figli.

Altri pensano che la famiglia sia una sola: quella finalizzata alla procreazione. E’ l’impostazione dei cattolici più tradizionalisti e di tutti coloro che temono un pericoloso salto in avanti nell’organizzazione sociale.

C’è poi chi ritiene che non c’è necessità del matrimonio, poiché una legge che estenda ai gay le unioni civili sarebbe più che sufficiente.

Tutt’altro che estinta è l’omofobia: in strada ti accorgi che il pregiudizio ostile nei confronti dell’omosessualità è ancora un dato significativo, anche tra molti giovani.

La sensazione che rimane è che una fascia cospicua e crescente dell’opinione pubblica sia ormai disponibile al cambiamento: almeno in questo caso la società è più avanti rispetto a un ceto politico distante dall’evoluzione dei costumi e ancora molto condizionato dal Vaticano.

QUI è possibile votare la risposta più convincente.

Oltre le mura

Marzo 21, 2012 on 10:31 am | In Varie | 2 Comments

Giuliano Capozzi, il regista del corto di satira “Trenitaglia ti salva la vita”, mi segnala quest’altro suo lavoro, più impegnato, che ha realizzato con i detenuti del carcere di Sant’Angelo dei Lombardi (AV). Un film documentario che apre uno squarcio di attenzione e umanità sulla vita che si consuma oltre le mura del carcere. Volentieri lo rilancio qui, perché fa riflettere e mi sembra ben fatto.

Oltre le mura - un altro mondo from Giuliano Capozzi on Vimeo.

Giuseppe Uva

Marzo 20, 2012 on 5:54 pm | In Varie | 3 Comments

Nel catalogo, purtroppo assai nutrito, delle morti violente di persone fermate dalle forze dell’ordine, spicca per brutalità la storia di Giuseppe Uva, trovato morto a Varese nel giugno del 2008, cui l’amico Adriano Chiarelli - già autore del libro Malapolizia (Newton Compton) - ha deciso di dedicare un documentario, in fase di lavorazione.

A processo per ora sono andati soltanto i medici. Ma la questione delle responsabilità degli uomini in divisa non è affatto chiarita.

Le sentenza di primo grado è prevista entro fine aprile, mentre l’uscita del documentario è prevista per settembre.

Nel video, il trailer del progetto. QUI l’intervista ad Adriano Chiarelli, pubblicata oggi da E, il mensile di Emergency..

Nella sua lotta per la verità la famiglia Uva non deve essere lasciata sola.

Grazie ad Adriano Chiarelli per il suo contributo a tale lotta.

La rete fognaria

Marzo 20, 2012 on 12:17 pm | In Politica | 1 Comment

Da Napoli a Milano, dal sud al nord, in ogni angolo d’istituzioni, partiti e pubblici uffici in cui per avventura si scoperchia un tombino la rete fognaria della corruzione rimane a cielo aperto. E riempie le cronache quotidiane. Non solo classe politica, c’è una borghesia e un diffuso ceto medio, forse anche un proletariato del malaffare organizzato.

Come vent’anni fa, con ancor meno pudore, e procura il medesimo senso di schifo.

Quei ghigni, quelle facce, quelle recite autoassolutorie.

Vent’anni di convivenza con la nausea ci hanno comminato per la colpa di essere italiani, e pretendono di essere rispettati.

Sperare ancora in qualcosa di sano da questa politica è da illusi. Ma creare qualcosa di alternativo a questa politica, di elettoralmente competitivo, senza attendere gli effetti di un grande trauma collettivo, per esempio gli effetti devastanti dell’incombente crisi economica, non mi sembra agevole, perché le forze della melma hanno bloccato i meccanismi del ricambio democratico.

Spinoza e le ragioni degli altri

Marzo 19, 2012 on 6:47 pm | In Varie | 5 Comments

Oltre che (e prima di) prendere posizione, scelta che in certi momenti è necessaria, in particolare quando regnano attorno l’indifferenza, il conformismo e la viltà, è sempre utile provare a capire. Anche le cose che non ci piacciono. Per esempio le ragioni degli altri. Perché la realtà è sempre più complessa del nostro punto di vista.

Ma questo, quanto è difficile da capire!

Non è facile raggiungere la vetta di razionalismo di uno Spinoza (non il sito di satira, il filosofo), ma si può tenere come punto di riferimento la sua nota massima: “Ho assiduamente cercato di imparare a non ridere delle azioni degli uomini, a non piangerne, a non odiarle, ma a comprenderle”.

Folgaria

Marzo 19, 2012 on 1:22 pm | In Varie | No Comments

Il 20 aprile sera sarò a Folgaria, in provincia di Trento, per un incontro pubblico, con proiezioni di video e commenti sull’attualità politica. Un’occasione per ritornare in Trentino, terra bellissima, che mi ha dato e tolto molto. Ma non dirò qui il motivo.

L’italiano reale

Marzo 17, 2012 on 6:07 am | In Varie | 11 Comments

Risposta notturna, al ritorno da Carrù, all’ennesimo commento sprezzante o incredulo sui social network verso l’italiano reale in cui ci si imbatte sul marciapiede e che magari ci capita di intervistare nei vox populi.

Per la rubrica “Uomo da marciapiede”, Franz e io andiamo in strada per qualche ora e chiediamo un’opinione alle persone che incontriamo su un tema specifico, racchiuso in una domanda inevitabilmente semplice e provocatoria; poi - salvando onestamente l’equilibrio complessivo tra le varie risposte ricevute, e conservando l’intero girato per eventuali proiezioni-fiume ad inviti in serate autunnali di pioggia e ricerca socio-antropologica (scherzo, ma non troppo) - realizziamo un video di sintesi, che non è un sondaggio statistico né intende dimostrare alcunché, semmai mostrare il volto e il livello di consapevolezza di alcuni italiani reali, giovani e anziani, istruiti e meno istruiti, donne e uomini, informati e non informati, presi per strada, senza filtro o selezione all’ingresso, non al manicomio né tra gli amici di facebook né all’uscita di un convegno di partito.

Non ci piace quel che dicono molti? Possibile, ma il nostro disgusto non li rende irreali. Non ci capita mai di incontrarli o parlare con tipi come loro nella vita quotidiana, al bar o sul tram? Può darsi, ma esistono eccome, e con la loro presenza e la loro opinione, giusta o sbagliata che sia, finchè vivremo in Italia, dovremo fare i conti.

Qualunquismo, ignoranza, indifferenza, sudditanza, incapacità di discernimento indignano anche me perché costituiscono i piloni sui quali il sistema si regge. Ma è meglio rendersene conto e ragionarci su piuttosto che far finta di nulla e magari illudersi che il peggio sia passato grazie al vento nuovo del web e dei movimenti e che Berlusconi e la cultura che rappresenta siano finiti per effetto del bunga bunga o dello spread.

Non è di alcun giovamento questo senso di altezzosità che spesso sento in giro ed è stato e in parte è anche mio, verso l’opinione altrui e l’italiano reale. (Sorvolo sul fatto che alcuni dei commenti sprezzanti sono anche sgrammaticati, questo è un altro discorso). Cercare di capire di più le sue ragioni e i suoi criteri, come si informa, cosa chiede alla politica, come reagisce agli stimoli, come elabora informazione e propaganda, non è esercizio disutile, anzi lo ritengo perfino più interessante che recarsi all’ennesima iniziativa del gruppo di società civile giusto, con l’intellettuale o l’artista giusto, che presenta il libro giusto con le parole giuste strappandoci pure la risata giusta. Coloro che affollano quei ritrovi sono tanti, ma a confronto con la popolazione totale della nostra benamata e malvissuta Penisola rappresentano un’esigua minoranza. E non mi sembrano un’avanguardia intellettuale.

La maggioranza dei nostri connazionali - se uno si guarda in giro con un filo di curiosità non può non vederlo - è più simile alle persone che intervisto in strada. Che ci piaccia o no, dovrebbe interessarci. E forse un’ipotetica avanguardia democratica dovrebbe attrezzarsi a parlare anche con loro. O almeno cercare di capirli meglio.

La fine di Silvio

Marzo 16, 2012 on 5:39 pm | In Politica | 10 Comments

Alle idi di marzo abbiamo auscultato gli umori del popolo della strada sul destino del piccolo cesare del nostro tempo. E’ finito? Detterà la linea dietro le quinte? Si curerà come sempre dei suoi affari? Più volte in passato lo si è dato per spacciato, senza fare i conti con le tv, il pd e gli italiani.

Le opinioni divergono, ma la certezza che la sua stagione sia finita perché ha perso il consenso e la credibilità con le dimissioni del suo ultimo governo, per molti più che altro è una speranza.

Difficile immaginare una legge sul conflitto di interessi finché il nostro avrà voce in capitolo. Non pochi al contrario ritengono che fin quando conserverà il suo forte potere economico e mediatico è destinato a esercitare una decisiva influenza nella vita pubblica. Un potere di pressione che sta già esercitando nei confronti del governo Monti, in tema di frequenze tv, giustizia, Rai.

Pure la mancanza di alternativa politica è segnalata come un’assicurazione sulla vita. Più d’uno ci ha detto che l’ex presidente del consiglio rimarrà protagonista finché non cambieranno i rapporti di forza fra pdl e pd. E un giovane indica il nome di Matteo Renzi come leader politico alternativo.

I sostenitori sono forse meno baldanzosi che in passato ma ancora numerosi: alcuni lo vedono competitivo per la corsa al Quirinale; altri lo considerano, nonostante gli scandali, leader incontrastato dello schieramento di centrodestra e sarebbero pronti a rivotarlo; altri ancora prevedono che si ritaglierà, per età e strategia, il ruolo del dominus dietro le quinte, mettendo in campo qualche portavoce.

La videorubrica e il “sondaggio” per ilfattoquotidiano.it.

Ieri mattina

Marzo 13, 2012 on 3:00 pm | In Varie | 13 Comments

Trovarsi a spiegare ancora, a distanza di anni, in quello stesso commissariato dove fui sequestrato per un pomeriggio, davanti al sovrintendente di polizia di turno, sgrammaticato come da copione, incaricato di condurre le indagini a seguito dell’ennesima, assurda querela, che dare del servo e tutto il resto a uno dei direttori di giornale al servizio di quel gran farabutto non è reato di diffamazione ma verità conclamata dai fatti e dalla coscienza dei fatti, dettando a verbale l’interpretazione esatta del senso delle parole e del contesto di ogni parola, pur gridata nel vento, in strada, a dare voce a un momento di sanissimo sdegno, sicuro di essere nel giusto, incerto di trovare per sbaglio qualcuno che mi darà ragione, sopportando il fastidio di esser lì con uno sforzo di compassione e un certo grado di buonumore.

Ecco, la giornata di ieri, di buon mattino, se ben ricordo, era iniziata così.

Poi mi sono imbattuto per strada in Pierluigi Bersani, reduce da una visita alla sede italiana di Google, in corso Europa 2. Circondato da una dozzina di agenti e digottini che mi marcavano stretto, sono riuscito a infilare una sola, innocente domanda: “farete le primarie per la scelta dei candidati al parlamento?”. Dopo una lunga e inutile tiritera sulla necessità di cambiare la legge elettorale, sollecitato a stringere, è arrivato a dire che non le esclude. Ma non le faranno, soprattutto se nessuno le pretende, perché farebbero perdere il controllo di quel che più conta: i posti sicuri e i lauti stipendi - mentre il gruppo dirigente del partito si ricandiderà compatto, nonostante il noto limite dei tre mandati previsto dallo statuto. Gli avrei chiesto conto anche di questo, senza quell’odiosa cintura di guardie dell’ego alle calcagna.

Davvero uno ci si deve trovare lì in mezzo per capire di cosa parlo. Sanno che non farò altro che una domanda, sanno che in dieci anni non ho commesso mai un gesto inconsulto, e semmai ne ho subìti. Ma hanno l’ordine e ormai anche il riflesso condizionato di controllarti a vista, di chiuderti in un angolo, di farti sentire sul collo il fiato pesante e ottuso dell’intimidazione. In tanti armati contro uno innocente, da autentici vigliacchi, solo perché riconoscono il volto di uno che ogni tanto ha detto la sua senza chiedere il permesso.

No, è un paese che non conosce il valore della parola libertà, non ce l’ha nel suo dna.
In questo vuoto affonda la principale ragione dei nostri guai.

La Cassazione salva Dell’Utri

Marzo 10, 2012 on 4:27 pm | In Politica | 14 Comments

“Tre gradi di latitudine sovvertono tutta la giurisprudenza”, scriveva Pascal. E non aveva conosciuto certe sentenze della suprema corte.

Dopo due condanne nel merito, ieri Marcello Dell’Utri ha strappato in Cassazione l’annullamento con rinvio della sentenza d’appello.

Il Pg Iacoviello - lo stesso dei processi ad Andreotti, Squillante, Mannino e de Gennaro, tutti salvi - durante la requisitoria si è aggiunto agli avvocati della difesa, smontando l’impianto probatorio - che in questo caso sembrava davvero solidamente fondato - e facendo a pezzi il concetto stesso di concorso esterno, la fattispecie di reato introdotta per colpire la cosiddetta borghesia mafiosa. “Ormai non ci crede più nessuno” - ha detto in aula.

E a questa macchina della giustizia cavillosa e inconcludente, quasi sempre reverente verso i dominanti, prima di tutto per mentalità di molti che l’amministrano, chi mai può credere?

Vedremo ora come la corte, presieduta da un giudice in ottimi rapporti con il celebre “ammazza-sentenze” Carnevale, motiverà la decisione. E poi come andrà avanti l’iter del processo, prescrizione permettendo.

Ma una cosa si può ribadire con certezza: dopo la sentenza di ieri, per chi ragiona in modo lucido e onesto sui fatti, non cambia il giudizio storico sul sistema di potere imprenditoriale e politico di cui Dell’Utri era ed è parte.

Rimane uno scandalo enorme, che merita di essere indagato a fondo nei suoi più segreti e decisivi risvolti, il fatto che il maggior gruppo di comunicazione del paese e il partito politico che ha dominato la scena negli ultimi vent’anni siano stati co-fondati da un personaggio, a tutt’oggi in parlamento, con quelle accertate e pluridecennali frequentazioni mafiose.

Ed è uno scandalo che nessun garbuglio giuridico o schiena flessibile di giudice potrà mai cassare.

Poi, si sa, applicare la legge in modo eguale per tutti in Italia sarebbe rivoluzionario.
Il problema è che non si può fare la rivoluzione con la carta bollata.

Pagina Successiva »

Questa opera è pubblicata da Piero Ricca sotto una Licenza Creative Commons

Powered by WordPress with design based on Pool theme customized by NewInstance.
Entries and comments feeds. Valid XHTML and CSS. ^Top^