Il tunnel della paura

Marzo 4, 2012 on 11:39 am | In Politica |

Mandare l’esercito in Val Susa - suggerisce Roberto Maroni. L’unica via è un referendum - propone Michele Ainis.

Tra queste due opzioni - la repressione brutale e la democrazia diretta - c’è o dovrebbe esserci la politica, quale funzione di mediazione che non può prescindere dalla valutazione dell’opportunità economica e dell’impatto sociale di una pur legittima scelta.

Si può imporre un cantiere per vent’anni con l’esercito? Si può decidere sopra la testa e contro il futuro degli abitanti della Valle? Ai minimi storici di credibilità politica, il sistema dei partiti che occupa le istituzioni democratiche, dietro la strategia della fermezza, più che mai appare ostaggio delle lobby d’affari e degli interessi economici, spesso anche di matrice criminale.

La novità è che ora molti - anche grazie alla lotta storica dei No Tav - lo stanno capendo in tutta Italia. Ecco perché quel tunnel fa paura. Ecco perchè la tensione e gli scontri vengono usati per offuscare lo spazio del ragionamento e la credibilità degli argomenti.

Superava i limiti consentiti di ingenuità civile attendersi l’unico atto possibile di ragionevolezza politica, cioé la sospensione del progetto e il rilancio del confronto, da un governo “tecnico”, non uscito dalle elezioni e sostenuto dagli stessi partiti che ci hanno trascinato in questa condizione.

8 Commenti »

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  1. Ben detto Piero. Questo articolo mi ha fatto pensare su questa cosa dell’esercito contro il popolo. Ho raccolto i miei pensieri qui: E’ la democrazia, bellezza!

    Commento di Luigi R. Viggiano — 4 Marzo 2012 #

  2. Tra cio’ che si legge dall’informazione (???), uno degli argomenti spesso gettati al cuore della narrativa, c’e’ questo fantomatico IMPEGNO che il Paese ha verso l’Europa per la LIONE-TORINO e traforo oggetto di robusta e legittima opposizione

    Da un semplice consultare Wikipedia, alcuni dettagli curiosi saltano fuori, tra i quali:

    L’Europa e i corridoi transeuropei TEN-T…

    Va anzitutto specificato che l’Europa **NON PREVEDE** la realizzazione fra Torino e Lione di una linea completamente nuova e ad alta velocità[4] né pertanto VINCOLA i finanziamenti a queste caratteristiche.

    Infatti, la linea Torino-Lione si inserisce originariamente come “ferrovia ordinaria” nel cosiddetto “corridoio 5″, definito dall’Unione europea insieme a molti altri sul territorio del continente.

    È cioè un’opera che, come altre di tipo sia autostradale che ferroviario presenti nella medesima zona, può entrare a far parte della rete Trans-European Network - Trasporti (TEN-T) definita negli anni ‘90.

    In generale, tali corridoi non devono necessariamente essere ferrovie, né tanto meno ferrovie ad alta capacità/velocità: si tratta infatti, secondo l’Unione europea, di AMMODERNARE o realizzare infrastrutture di trasporto che permettano un transito fluido e privo di impedimenti tecnici per merci e passeggeri.

    Per quanto riguarda le ferrovie, questo significa che esse devono soprattutto avere, lungo tutto il “corridoio”, le stesse “sagome standard” in uso internazionalmente e la stessa tipologia di binari (scartamento).

    È inoltre preferibile che vi siano gli stessi sistemi di segnalazione ed emergenza e la medesima alimentazione elettrica in modo da garantire che i treni di un paese possano transitare sulle linee di un altro; oggi in realtà questo problema può essere superato anche utilizzando treni più evoluti (ad esempio politensione) anziché intervenendo a modificare le linee ferroviarie.

    Le caratteristiche di “ordinarietà” dell’asse Torino-Lione sono state chiaramente ribadite dall’Unione Europea anche quando NEL 2004 IL CORRIDOIO # 5, **LISBONA KIEV** E’ STATO SOPPRESSO e SOSTITUITO, ACCORCIANDOLO, dalla NUOVA DICITURA: PROGETTO PRIORITATIO # 6, LIONE-BUDAPEST [5].

    La decisione di realizzare una nuova linea ferroviaria ad alta velocità/capacità è dunque ESTRANEA ALL’EUROPA, e si tratta di una scelta politica compiuta dell’Italia e SOLO IN PARTE DALLA FRANCIA…!!!!

    In effetti la stessa Francia pare intenzionata a realizzare una eventuale LINEA TGV (TRAIN A GRANDE VITESSE-ALTA VELOCITA’) SOLO FINO A CHAMBERY, e non fino all’Italia; viceversa, è prevista una linea separata per il trasporto merci che raggiunge il tunnel di base e l’Italia.

    http://it.wikipedia.org/wiki/Ferrovia_Torino-Lione

    Pertanto..di SPARABALLISMI sono saturati i CIELI (e le redazioni) sopratutto di chi ha un profondo interesse agli appalti..pochi esclusi..troppo pochi

    Solidarieta’ ai Valsusin

    Commento di Edededed — 5 Marzo 2012 #

  3. ORAMAI è chiaro che le istituzioni non rappresentano i cittadini , persino il Partito Democratico ha gettato la maschera .
    I cittadini sono semplicemente sudditi senza diritto di rappresentanza , sovrani sono le lobbies dei costruttori , le banche , ed il codazzo di servi della politica e dell’informazione , su questo non ci sono dubbi.
    Cosa possiamo fare come popolo? Loro controllano polizia ed esercito , i poliziotti non si ribellano perchè “tengono famiglia” , mentre i cittadini , per ora non si danno alla lotta violenta perchè forse non sono ancora alla disperazione , ma quanto durerà???
    x me C’è davvero il pericolo di una guerra civile, non dimentichiamoci che negli anni 70 il terrorismo ha trovato terreno fertile nella crisi di rappresentanza tutta italiana .

    Commento di ANDREA BERTI — 5 Marzo 2012 #

  4. Telefonata Silvio Berlusconi di ieri guardate il servilismo di Biscardi

    http://www.youtube.com/watch?v=HdfLUAQpdqs

    Commento di marco da Napoli — 6 Marzo 2012 #

  5. @ ANDREA BERTI
    Scusa, ma te ne sei accorto ora che è così ?!!
    Sono 70 anni che siamo in questa condizione. Sino a ieri abbiamo mangiato solo tramite la dilatazione del debito pubblico ed oggi l’€uro ha fatto giungere i nodi al pettine ed io aggiungo: per fortuna. In caso contrario saremmo stati fuori rotta all’infinito. Era ora che i pecoroni italiani se ne accorgessero.
    Cosa possiamo fare ? Una cosa molto semplice: smetterla di parlare di Destra&Sinistra, che non vuol dire un caxxo e finalmente UNIRCI tra gli sfruttati. E’ il primo e decisivo passo per arrivare a qualcosa. Le divisioni del passato, alimentate ad arte, non contano.

    Commento di Paul Kersey — 6 Marzo 2012 #

  6. “a causa della crisi, la luce in fondo al tunnel è temporaneamente spenta…”

    (detto popolare russo)

    Commento di mir — 8 Marzo 2012 #

  7. @Paul Kersey
    Io me ne sono accorto da molti anni ….
    infatti non ho quasi mai votato: non mi sentivo rappresentato da nessuno.

    tu dici che in italia si è mangiato solo grazie all’aumento del debito pubblico , bè non è che fino ad ora abbiano gozzovigliato proprio tutti !

    il sistema è sempre stato iniquo e sarebbe bene incominciare a far piazza pulita e ridimensionare alcune categorie , penso ai molti privilegi di casta che riguardano i medici gli avvocati i notai fino agli alti funzionari dello Stato, per non parlare della classe politica che andrebbe completamente sostituita , tolti vitalizi penzioni e rendite con effetto retroattivo.

    Poi dovremmo creare delle leggi che veramente introducono dei principi fondamentali sul conflitto di interesse in tutti settori ….

    liberare l’informazione , toglire le sovvenzioni a giornali e partiti polititici .
    Sai cosa significa questo ?? sono provvedimenti da guerra civile !!!

    e tu dici di unirci ???
    Certo come nò , facile a dirsi , vai a toccare i privilegi di casta dei giornalisti pennivendoli oppure quelli dei medici che possono lavorare nel pubblico e da lì portarsi i pazienti nello studio privato .
    In Italia perchè cambi qualche cosa dobbiamo arrivare alla canna del gas altrimenti ognuno continua a coltivare il suo orticello , siamo un NON POPOLO

    Commento di ANDREA BERTI — 9 Marzo 2012 #

  8. Non ha senso prendersela con le forze dell’ordine, loro eseguono degli ordini, è così purtroppo, non hanno libero arbitrio, sono soldati, se un suo superiore dice di fare determinate cose lo fanno, anche a discapito della loro vita, ho una domanda da porre, secondo voi a loro fa piacere beccare uno stipendio da fame e fare un lavoro così rischioso, semplicemente perché amano il loro lavoro, eseguono e basta, io me la prenderei con roma non con le forze dell’ordine, è ora di fare una scelta popolo contro esercito per ridare il parlamento al popolo un po’ come è successo in siria o in libia, ma l’italiano non ha le p**le per fare una cosa del genera e allora mi dispiace siamo destinati a soccombere….. finquando ci sarà il pane a tavola.

    Commento di alfonso — 10 Marzo 2012 #

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