Carbonia
Giugno 29, 2012 on 5:26 pm | In Varie | No CommentsPer gli amici sardi.
L’otto luglio sarò a Carbonia per un incontro pubblico con proiezione di video e commenti su temi di attualità, presso il Pitosforo Art Music Bar. Dalle ore 21.
Torino
Giugno 21, 2012 on 11:23 am | In Politica | 1 CommentPer gli amici torinesi.
Venerdì 22 giugno interverrò alla rassegna Estate Resistente Arcipelago, in corso Valdocco 4, con video e commenti su temi di attualità. Dalle ore 22.
Cittadinanza e voto agli stranieri
Giugno 21, 2012 on 10:01 am | In Politica | 4 CommentsIl vox sul diritto di cittadinanza e voto amministrativo agli stranieri lo trovate QUI.
Con oltre cinque milioni di stranieri residenti in Italia, è ormai tempo di riscrivere le regole per la cittadinanza.
In attesa della ripresa dell’iter legislativo (il dibattito generale alla Camera è fissato per il 25 giugno), con la rubrica di vox populi per il fattoquotidiano.it ho fatto tappa in via Padova, a Milano, una delle zone a più alta densità di stranieri, teatro negli anni scorsi anche di episodi di guerriglia urbana. E ho registrato una sorprendente apertura: in linea con i risultati dei più recenti sondaggi statistici, in maggioranza i passanti condividono il principio dello “ius soli“, cioé l’idea che la cittadinanza sia assegnata all’atto della nascita ai figli di genitori stranieri residenti in Italia.
“Perché no? Chi nasce e cresce in Italia ha diritto a essere cittadino italiano”, è la risposta più frequente. Come ho già avuto modo di dire, la penso anch’io in questo modo. C’è chi propone di articolare in modo più stringente le modalità, per esempio sottoponendo la concessione della cittadinanza alla frequenza di un primo ciclo di istruzione in Italia. Ma un dato è certo: la società multietnica è una realtà inarrestabile e la strada maestra per l’integrazione è la cittadinanza.
E il diritto di voto? Non può essere derogata, secondo me, l’antica regola che recita: niente tasse senza partecipazione politica. Non è concepibile escludere dal diritto di voto, al pari di clandestini civili, persone che vivono e lavorano in Italia, perfettamente integrate, da decine d’anni. Anche in questo caso la netta maggioranza delle persone che ho interpellato in strada approva una riforma che consenta di votare alle elezioni amministrative a chi risiede regolarmente in Italia da almeno cinque anni.
Sugli anni di residenza e i filtri culturali richiesti, anche in questo caso, si può discutere, purché sia chiaro il principio. C’è chi propone ad esempio una soglia di almeno dieci anni e l’obbligo del superamento di un test basilare di lingua e cultura italiana. Un test che peraltro non tutti gli elettori italiani passerebbero.
Stanislao
Giugno 20, 2012 on 12:44 am | In Politica | 1 CommentDopo 140 giorni, ieri Stanislao è sceso dalla torre del Binario 21.
Nel frattempo i treni notturni che uniscono Nord e Sud sono stati ripristinati. Ma numerosi lavoratori di quelle linee sono ancora senza certezze. Sicchè il presidio in altre forme continua.
A Stanislao e a chi da dicembre ha tenuto duro sopra e sotto la Torre: grazie.
Il video dell’amico Luca Fuscaldi.
Privatizzare la Rai?
Giugno 18, 2012 on 12:57 pm | In Politica, Informazione | No CommentsIl vox sulla privatizzazione della Rai lo trovate QUI.
Nel 1995 - ora pochi se ne ricordano - fu votato un referendum popolare, poi disatteso, che apriva alla privatizzazione della Rai. Da allora l’espansione di internet e il boom delle tv digitali, unitamente al decadimento della qualità della programmazione d’informazione e intrattenimento, hanno messo in fuga dalla Rai milioni di spettatori e quasi tutti i giovani. Ma il dominio dei partiti sulla tv di Stato, incancrenito nel duopolio collusivo Raiset, è rimasto forte.
Sarà in grado il governo tecnico di proporre una soluzione per una governance rivolta all’indipendenza, all’efficienza e alla qualità? E’ lecito dubitarne, visto il quadro politico-economico orientato ad altre priorità e il legame già complicato del governo con i partiti che gli hanno votato la fiducia in parlamento.
All’indomani del rinnovo dei vertici dell’azienda pubblica e in attesa della designazione del nuovo cda, prevista per il 21 giugno, per la rubrica sul fattoquotidiano.it ho sondato gli umori dei passanti sulla possibilità di privatizzare la Rai. In maggioranza si sentono voci contrarie alla vendita ai privati. “La Rai va mantenuta pubblica, ma liberata dai partiti con la riforma del metodo di nomina dei dirigenti”, è l’opinione prevalente.
Il metodo di nomina del cda e di conseguenza dei direttori di rete e di testata: questo è il nodo. Ma in quale modo riformarlo? Tanti chiedono iniezioni di trasparenza e partecipazione, per esempio dando il potere di scegliere i curricula più meritevoli ad assemblee di lavoratori Rai o in generale a personalità della cultura e operatori della comunicazione. Al riguardo, varie soluzioni operative sono state proposte da associazioni e movimenti, a cominciare dalla creazione di una fondazione. In quel novero di proposte - io credo - bisognerebbe cercare per definire una soluzione che ridia potere di controllo e di scelta ai cittadini.
I favorevoli vedono invece nella vendita l’unica via per sottrarre l’azienda al controllo politico e una garanzia in più di concorrenza editoriale.
Interessante anche l’opinione di chi ritiene che la lottizzazione politica, sia pure non encomiabile in sé, sia una forma di pluralismo reale, il solo consentito dal sistema della rappresentanza. E’ una forma di disincanto democratico di chi non s’illude che fondazioni o assemblee possano essere davvero indipendenti dal sistema politico e prima di tutto più rappresentantive dei cittadini rispetto alle forze politiche.
Poi c’è una posizione intermedia: lasciare al servizio pubblico solo un grande canale di informazione senza pubblicità, sul modello Bbc. Magari da gestire attraverso un modello di “public company”, ad azionariato diffuso.
Dal 1995 a oggi è anche cambiata la percezione del potere televisivo. Diffusa è l’esigenza di una legge antitrust contro le posizioni dominanti e di un’altra sul conflitto d’interessi. Personalmente le reputo imprescindibili per ridisegnare il perimetro dell’agibilità democratica in Italia. Pochi tuttavia si fanno illusioni al riguardo.
I giorni a Sant’Antioco
Giugno 16, 2012 on 1:01 pm | In Varie | No CommentsLa testimonianza video della nostra presenza a Sant’Antioco per i giorni finali della campagna elettorale per le comunali. Omaggio alla “genti noa” di ogni latitudine che si assume la responsabilità del cambiamento.
Genti Noa
Giugno 12, 2012 on 11:22 pm | In Politica | 6 CommentsRieccoci a Milano, dopo giorni intensi a Sant’Antioco. Con quante persone generose, simpatiche e capaci sono entrato in contatto e ho condiviso l’essenziale!
La lista civica Genti Noa, che ho sostenuto in questa campagna elettorale per le amministrative, non è riuscita a fare il miracolo, fermandosi al 18,6 per cento dei voti.
Pochi, rispetto alla dedizione profusa, alle aspettative che si erano create e soprattutto alle ottime ragioni messe in campo. Un grande risultato, tuttavia, e un promettente punto di partenza, se guardiamo al contesto.
Cosa ci dice il contesto?
Era la prima volta che una lista di questo tipo, partita da zero e senza alcuna struttura alle spalle, si proponeva alle elezioni in un ambiente sociale da troppo tempo inerte, demotivato, impermeabile al cambiamento, con pochi clan familiari e politici che da decenni dominano la scena incontrastati, una vasta area di voto di clientela e una popolazione per lo più anziana, culturalmente arretrata, di mentalità conservatrice, e un altissimo numero di giovani emigrati all’estero.
In quanti luoghi d’Italia, specialmente al Sud e nelle Isole, si celebrano i riti democratici in tali condizioni?
Considerata anche la dispersione del voto in varie liste, il 18,6 per cento di voto di opinione in un contesto del genere è un grande successo.
Con circa il trenta per cento (su un numero di votanti equivalente al settanta per cento del corpo elettorale) ha vinto il peggiore, cioé il sindaco in carica, fratello del prete, distintosi per l’assegnazione della cittadinanza onoraria a Sgarbi negli anni scorsi e un’intensa attività di “fumo negli occhi” agli elettori nelle settimane precedenti il voto.
Sono stato insieme ai candidati e agli attivisti di Genti Noa prima, durante e dopo lo scrutinio dei voti. Ne ho condiviso l’impegno, la speranza e la delusione. Ma più intensamente mi ha emozionato condividere con loro il momento finale: nonostante tutto, c’era un’aria di festa, di serena determinazione, propria di chi ha la coscienza a posto perché ha fatto il proprio dovere, e il fermo proposito di continuare dai banchi dell’opposizione una lotta per il cambiamento che è solo all’inizio.
Ora servono tre cose: fare opposizione, fare informazione, fare partecipazione, dialogando con i tanti elettori che hanno preferito astenersi, con le persone che per convinzione hanno sostenuto altre liste e, a distanza, con i tanti giovani che se ne sono andati all’estero.
E non è poi detto che la giunta entrante duri i cinque anni di rito.
Non ho titoli per dare consigli e semmai da voi, amici di Genti Noa, ho molto imparato. Ma una cosa ve la ripeto qui: è necessario rimanere uniti, mantenere alto l’entusiasmo, non perdere di vista l’essenziale.
Nei fatti umani c’è sempre bisogno di qualcuno che apre la pista e precorre i cambiamenti. In giro per l’Italia, tanti gruppi e movimenti come il vostro, di cittadini che hanno mantenuto la schiena dritta e la coscienza integra quando tutto sembrava perduto, stanno provando a entrare nelle istituzioni per cambiare la politica.
A Sant’Antioco gli apripista siete voi.
Ieri è finito solo il primo round. Se avrete la forza di continuare, vedrete i risultati per i quali vi siete messi all’opera. A vantaggio di tutti, a cominciare da chi per ora ha preferito attendere guardando altrove.
Auto-sospendersi da tifosi
Giugno 6, 2012 on 1:50 pm | In Varie | 14 CommentsIl vox populi sul calcio malato lo trovate QUI.
La mia opinione è nota ai frequentatori storici di questo blog.
E’ incredibile che milioni di persone portino ancora consenso e soldi a un sistema che non ha più nulla di sportivo. Il calcio professionale è lo specchio dell’Italia. Un business rancido, una droga sociale.
Prima di tutto è sana passione per un gioco, si dirà. Ma il carrozzone mediatico-affaristico-politico sovrasta la passione per il gioco, la sfrutta e la inquina, è ormai indivisibile da essa.
Sul piano politico-pragmatico è difficile immaginare che sospendere i campionati sia una strada praticabile e utile, per gli argomenti economici che nel vox vengono riportati da alcuni passanti. Il calcio semmai andrebbe riformato, con regole, sanzioni e controlli più severi. Ma per far questo, naturalmente, andrebbe prima ripulita la politica.
Sul piano sociale e culturale, tuttavia, una riflessione seria va fatta - e in questo senso la “provocazione” di Monti è stimolante - su un fenomeno così presente nella psiche e nella vita quotidiana degli italiani e così - da ogni punto di vista - malato di corruzione. Ma prima di tutto caratterizzato da una drammatizzazione mediatica operata per finalità di cassa e di consenso, con l’effetto di portare sempre più avanti l’inebetimento collettivo.
Poi c’è il piano individuale: personalmente non seguo il calcio dall’adolescenza, più o meno dal tempo di quel goal memorabile di Maradona in Messico. Mi danno fastidio da sempre quei vizii che poi negli ultimi anni sono esplosi. Davvero mi riesce difficile capire come una persona assennata e di buon gusto (ne conosco anche tra i tifosi) possa ancora farsi irretire da un baraccone di tal genere.
Non concedere più alcun credito a questo baraccone mi sembra oggi un atto di necessaria protesta civile.
La vergine Maria
Giugno 4, 2012 on 1:11 pm | In Varie | 8 CommentsCi ricorderemo della visita del papa a Milano per l’incontro con Maria, simpatico essere umano scoperto tra la folla, immacolata signorina d’altri tempi, immigrata con otto fratelli dalla Puglia, già maestra alle materne, cattolica d’animo candido e fede solida, che ha scelto di vivere nella mortificazione della carne.
Cosa pensa Maria dello scandalo della pedofilia tra i preti, degli intrighi vaticani, dei diritti dei gay?
In omaggio a lei e in ricordo della nostra spassosa conversazione su questi temi nel frastuono di piazza Duomo, in attesa dell’arrivo di Benedetto XVI, dopo la milleunesima identificazione da parte della polizia, c’è questo video.
Ritorno in Sardegna
Giugno 1, 2012 on 12:08 am | In Politica | No CommentsPer gli amici sardi.
Ho deciso: da giovedì sera in avanti, non questo, il prossimo, sarò di nuovo a Sant’Antioco a dare il mio contributo alla lista civica Genti Noa, per la chiusura della campagna elettorale.
Si vota il 10 e 11 giugno ed è un’occasione da non sprecare per l’isola nell’isola.
Se poi non si comporteranno bene, sarò il primo a tirar loro le orecchie. Perché si è cittadini tutti i giorni: la democrazia funziona - e si rigenera - in questo modo.
Dobbiamo consolidare un network, al di là delle etichette, fra i gruppi di nuova cultura e nuova morale che vogliono entrare nelle istituzioni locali per cambiare la politica.
Chi può, anche da altre parti della Sardegna, venga e partecipi! Sarebbe un gran bel segnale.
Questa opera è pubblicata da Piero Ricca sotto una Licenza Creative Commons
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