Gli Arancioni

Agosto 3, 2012 on 12:41 pm | In Politica |

Nell’attuale crisi di consenso e di rappresentanza provano a inserirsi anche i sindaci “arancioni”, in prima fila Luigi de Magistris, che non nasconde ambizioni nazionali.

Gli annunci riempiono le pagine dei giornali, ma non è ancora chiarissima la linea. Questa mattina un giornale dà la Lista Arancione nell’alveo del centrosinistra, cioé dell’alleanza, recentemente annunciata, fra Pd e Sel; un altro giornale la dà fuori. A seconda del sindaco dichiarante.

Ma davvero c’è bisogno di una lista civica nazionale dei sindaci di centrosinistra, capitani non giocatori provenienti da diversi partiti ed esperienze politiche, per proseguire in parlamento la cosiddetta “rivoluzione arancione” insieme al Pd?

In teoria no. E’ evidente che la funzione di una lista simile è di sfruttare la popolarità di sindaci eletti direttamente in una recente e fortunata stagione politica, per arginare il fenomeno Grillo e l’ondata anticasta.

Forse per ora Luigi de Magistris, il più convinto tra gli arancioni, farebbe bene a concentrarsi sui problemi della città di Napoli (che non è un trampolino verso mete nazionali) e della sua amministrazione, che non sono pochi né di modesta entità.

Il vox populi per il Fatto.it dedicato al tema e girato a Napoli, lo trovate QUI

L’altro vox che abbiamo girato a Napoli, dedicato al rischio per l’Italia di “fare la fine della Gracia”, lo trovate QUI

5 Commenti »

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  1. Carissimi,
    personalmente, ritengo che qualsiasi proposta mirante a un maggior pluralismo rappresentativo sia la benvenuta.
    A parte il fatto che non ci sia alcun motivo per considerare il bipolarimo la migliore ricetta, in Italia l’idea è degenerata di fatto nel bipartitismo, dal momento che le liste cosiddette minori non solo escono sfiancate dalla competizione elettorale, quasi paghe di aver superato gli sbarramenti, ma ben lungi dall’essere considerate un positivo contributo di idee e colori vengono considerate dalle liste “maggiori”, da una buona parte degli esponenti delle istituzioni, da numerosi giornalisti e financo imprenditori, niente di meno che uno spiacevole “accidente”.
    Tutto ciò è sininimo di democrazia malata, se non di “posizione indebitamente dominante”.
    Nessuno può convincermi che l’unico “sano” metodo per far evolvere il panorama parlamentare sia dover modificare i partiti dominanti dall’interno.
    Vale, a seconda delle preferenze socio-economiche del singolo cittadino, per il PD come per il PDL.
    Tanto meno sano ragionare esclusivamente di alleanze, come se una torta dovesse essere preparata con determinati ingredienti, potendo studiarne la sola ripartizione.
    No, come la natura offre molti ingredienti, così la rappresentanza parlamentare sia caleidoscopica vetrina di varietà partecipativa.
    Un abbraccio e tantissimi auguri a Piero, i suoi tantissimi amici, financo i suoi “diversamente estimatori”.
    Alberto Ricci

    Commento di Alberto Ricci — 5 Agosto 2012 #

  2. Carissimi,
    personalmente, ritengo che qualsiasi proposta mirante a un maggior pluralismo rappresentativo sia la benvenuta.
    A parte il fatto che non ci sia alcun motivo per considerare il bipolarimo la migliore ricetta, in Italia l’idea è degenerata di fatto nel bipartitismo, dal momento che le liste cosiddette minori non solo escono sfiancate dalla competizione elettorale, quasi paghe di aver superato gli sbarramenti, ma ben lungi dall’essere considerate un positivo contributo di idee e colori vengono considerate dalle liste “maggiori”, da una buona parte degli esponenti delle istituzioni, da numerosi giornalisti e financo imprenditori, niente di meno che uno spiacevole “accidente”.
    Tutto ciò è sininimo di democrazia malata, se non di “posizione indebitamente dominante”.
    Nessuno può convincermi che l’unico “sano” metodo per far evolvere il panorama parlamentare sia dover modificare i partiti dominanti dall’interno.
    Vale, a seconda delle preferenze socio-economiche del singolo cittadino, per il PD come per il PDL.
    Tanto meno sano ragionare esclusivamente di alleanze, come se una torta dovesse essere preparata con determinati ingredienti, potendo studiarne la sola ripartizione.
    No, come la natura offre molti ingredienti, così la rappresentanza parlamentare sia caleidoscopica vetrina di varietà partecipativa.
    Un abbraccio e tantissimi auguri a Piero, i suoi tantissimi amici, financo i suoi “diversamente estimatori”.
    Alberto Ricci

    Commento di Alberto Ricci — 5 Agosto 2012 #

  3. ma la lista sembrava una cosa certa, almeno per quanto i nomi, l’altroieri.. ieri già alcuni sindaci mi pare si siano defilati.
    Sembra facile arrivare alle prossime elezioni sapendo quello che sta succedendo vero? Un saluto

    Commento di paola — 6 Agosto 2012 #

  4. ma la lista sembrava una cosa certa, almeno per quanto i nomi, l’altroieri.. ieri già alcuni sindaci mi pare si siano defilati.
    Sembra facile arrivare alle prossime elezioni sapendo quello che sta succedendo vero? Un saluto

    Commento di paola — 6 Agosto 2012 #

  5. Carissimi,
    i sindaci devono non candidarsi, bensì promuovere una sorta di coalizione di liste civiche che, con le peculiarità delle diverse città, abbiano in comune alcuni elementi distintivi di carattere più propriamente politico.
    Compito dei sindaci potrebbe essere favorire il più possibile la conoscibilità di un siffatto movimento senza dare il minimo appiglio mediatico agli eventuali giornalisti che cercassero in tutti i modi di ottenere risposte volute e in alcuni casi “indotte”.
    Articoli di giornale vanno benissimo, interviste sui blog pure, proposte di eventi pubblici ancora meglio.
    I sindaci hanno numerosi, e giusti, vincoli operativi; ma non hanno certo quello di non poter indurre la cittadinanza a pensare che un’altra rappresentanza è possibile.
    Oltre lo status quo, le sindromi di immortalità di coloro che costituiscono, a loro parere legittimamente, a mio personale no, l’arredo delle stanze “decisionali”.
    Capita spesso di leggere o ascoltare opinioni relative all’inopportunità che i sindaci e i Consigli Comunali affrontino temi di carattere nazionale o addirittura internazionale al di fuori delle loro prerogative.
    Bene, scusandomi della ripetitività, a tutti coloro che tali obiezioni pongono ricordo il semplice episodio di Rose Parks, che nel 1955 contribuì, certto non da sola, alla battaglia finale per il superamento “legale” della discriminazione razziale negli Stati Uniti.
    L’aspetto culturale si sarebbe evoluto in seguito (e in alcuni casi pare ancora non del tutto risolto), ma questo è affare della capacità evolutiva dei pensatori progressisti, e la Legge puà costringere le mani, ma soltanto ispirare le menti.
    Per superare l’attuale vischiosità abbiamo bisogno del cosiddetto “pensiero laterale”; ringraziare per ogni provocazione ricevuta, perché spunto di riflessione; dobbiamo leggere il cartello sul palo mentre guardiamo il tombino; in una parola, svincolarci dai consueti rapporti spazio-tempo, stupire e….stupirci!
    Un rinnovato abbraccio agli amici di Piero.
    Alberto Ricci

    Commento di Alberto Ricci — 7 Agosto 2012 #

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