Maroni e il referendum No Euro

Agosto 18, 2012 on 5:50 pm | In Politica |

Una faccia di bronzo doc, per non dire peggio, è Roberto Maroni.

Da ministro dell’Interno - perché quest’uomo fu ministro dell’Interno - impedì l’accorpamento fra elezioni amministrative e referendum (che in tal modo tentò, invano, di mandare a monte) su acqua pubblica, giustizia e nucleare, con uno spreco di centinaia di milioni di quella che lui e il suo degno principale iniziarono a chiamare “Roma ladrona”.

Ora, da segretario della Lega Nord, o meglio di quel che ne resta dopo le ruberie acclarate dei suoi esponenti di punta, per far dimenticare gli scandali e trovare un argomento da campagna elettorale, propone l’accorpamento fra le prossime elezioni politiche e un improbabile, del tutto propagandistico “referendum consultivo” per uscire dall’euro.

A differenza dei referendum abrogativi della primavera 2011, nel perimetro delle norme costituzionali vigenti, un referendum del genere - che pure, secondo una legittima opinione, potrebbe avere un senso dal punto di vista politico - non trova alcuno spazio giuridico. E’ semplicemente irrealizzabile, a meno di non cambiare la Costituzione, obiettivo che di qui al termine della legislatura sembra difficile perfino per Maroni. E questo un ex ministro dell’Interno, sia pure un ex ministro per caso, non può non saperlo.

12 Commenti »

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  1. “Una faccia di bronzo doc” difficile dissentire. Riguardo al referendum, immagino ti riferisci al fatto che l’Euro e in generale i trattati europei sono tutti trattati internazionali e quindi non sottoponibili a referendum.

    Eppure Maroni, apre un problema, non più eludibile. E’ ormai abbastanza chiaro che l’euro tecnicamente non funziona, e in ogni caso l’idea originaria era quello di uno strumento per “disciplinare” i lavoratori. Vedi ad esempio http://www.guardian.co.uk/commentisfree/2012/jun/26/robert-mundell-evil-genius-euro

    Disgraziatamente la sinistra è stata tra i maggiori promotori dell’euro e ancora oggi rimane un argomento tabù.

    L’uscita dall’Euro ormai non è nemmeno più un problema di “se”, ma di “quando” secondo molti economisti, illustri come Roubini
    http://www.project-syndicate.org/commentary/early-retirement-for-the-eurozone-by-nouriel-roubini

    o meno illustri come Bagnai, ma non per questo meno validi
    http://goofynomics.blogspot.com.es/2011/11/luscita-delleuro-redux-la-realpolitik.html

    Non sarebbe ora di iniziare a parlarne, o invece si vuole lasciare questo argomento in mano ai vari Maroni e Borghezio.

    Commento di Paolo — 19 Agosto 2012 #

  2. Pienamente d’accordo rispetto al giudizio su Maroni.

    E sul fatto che è giuridicamente improponibile un referendum abrogativo ( l’unico tipo di referendum ammesso dalle leggi italiane) sull’ euro, visto che si tratta comunque di una “legge finanziaria” e comunque su un trattato internazionale, per le quali non è appunto prevista la possibile abrogazione per via referendaria ….

    Faccio però notare che pressochè ovunque in Europa dei referendum consultivi sull’euro e su questo tipo di Europa ci sono stati.

    E’ pure vero che quando questi referendum hanno bocciato a vario titolo ( Francia, Danimarca e mi sembra pure Irlanda) una certa idea di Europa, sono poi stati, a distanza di tempo, ripetuti e, dopo un terroristico tam tam dei media sulle immani disgrazie che sarebbero avvenute se non si faceva questa Europa qui, hanno poi avuto esito opposto …

    Ma in Italia nemmeno questa formale finzione democratica …. e non è mica solo colpa di Maroni ….

    Commento di keoma — 19 Agosto 2012 #

  3. Pienamente d’accordo rispetto al giudizio su Maroni.

    E sul fatto che è giuridicamente improponibile un referendum abrogativo ( l’unico tipo di referendum ammesso dalle leggi italiane) sull’ euro, visto che si tratta comunque di una “legge finanziaria” e comunque su un trattato internazionale, per le quali non è appunto prevista la possibile abrogazione per via referendaria ….

    Faccio però notare che pressochè ovunque in Europa dei referendum consultivi sull’euro e su questo tipo di Europa ci sono stati.

    E’ pure vero che quando questi referendum hanno bocciato a vario titolo ( Francia, Danimarca e mi sembra pure Irlanda) una certa idea di Europa, sono poi stati, a distanza di tempo, ripetuti e, dopo un terroristico tam tam dei media sulle immani disgrazie che sarebbero avvenute se non si faceva questa Europa qui, hanno poi avuto esito opposto …

    Ma in Italia nemmeno questa formale finzione democratica …. e non è mica solo colpa di Maroni ….

    Commento di keoma — 19 Agosto 2012 #

  4. Pensavo che qui si facesse informazione anzichè raccontar balle!

    Il mancato accorpamento di referendum e amministrative è stato causato da assenze di PD e Idv

    Alla Camera il voto sull’accorpamento del voto amministrativo e dei referendum del 16 marzo è terminato con 276 contrari e 275 a favore grazie all’assenza di 10 deputati del PD e 2 di IDV. Dov’erano questi signori pagati dagli italiani? Loro, insieme a chi ha votato a favore, sono responsabili di fronte alla Nazione dell’eventuale mancato quorum. Della costruzione di centrali nucleari in Piemonte, Sardegna, Campania. Del futuro dei nostri figli. Non esiste giustificazione per la loro assenza. (fonte: beppegrillo.it)

    Non nomini il nome di Maroni invano … bestemmiatore!

    Commento di IL NON PUBBLICABILE — 19 Agosto 2012 #

  5. Sono d’accordo.
    E’ semplicemente straordinaria questa faziosità a intermittenza, questo perenne salto della quaglia in nome di valori repentinamente “da difendere” che, esaurita la funzione transeunte di specchietto per le allodole, tornano a essere sistematicamente violentati.

    Un’altra cosa, caro Piero. Mi permetto, per questa breve parentesi, di parlare al plurale:

    non permettete che ci chiamino “idealisti”; “idealista” è chi permette allo scopo, dogmaticamente individuato, di sopravanzare ogni ragione di fattibilità e concretezza. L’ “idealista”, per l’etimo della parola, antepone “l’idea” al posto che deve occupare nella realtà esteriore. Ma non c’è nessuno più razionale e con i piedi per terra della società civile, matura e consapevole, a cui fai appello: essa è un modello limite di riferimento a cui la società attuale deve tendere, ma non necessariamente coincidere. Se poi la perfetta coincidenza arriva, tanto di guadagnato. Ne ho fin sopra i capelli di sedicenti uomini evoluti, consapevoli di come va il mondo (un esempio perfetto è il prode Giuseppe Cruciani), che si tengono in disparte da queste dispute per pseudo-motivazioni “a monte” quali “La ragion di Stato”, “La complessità delle dinamiche politiche”, “La natura dell’uomo” etc.. Avete rotto le scatole, non avete un minimo di spina dorsale!

    Grazie per l’attenzione e scusa lo sfogo.

    Marco

    Commento di Marco — 22 Agosto 2012 #

  6. Credo che ormai sia palese a tutti che la lega è il vero partito del qualunquismo, del chiacchiericcio da bar che lascia il tempo che trova…proposte irrealizzabili che sfiorano l’infantile e a tratti demenziale pensiero di quattro gatti ormai.
    È un partito bollito!
    Uno zombie che non si da pace del suo nuovo stato di defunto.

    Commento di Gabriele — 23 Agosto 2012 #

  7. Sono d’accordo con Paolo. Purtroppo, la scelta di avere un regime di cambio fisso (stringi, stringi, l’euro questo è)è targata, in Italia, centrosinistra, e quindi Bersani si trova nella situazione in cui dovrebbe rinnegare 12 anni di campagna pro-Euro. Ma ormai molti si stanno accorgendo che un discussione sull’ Euro e sui Trattati è fondamentale. Maroni cavalca la tigre mentre la sinistra (sinistra ?) sta a guardare. Ne vedremo delle belle. Piero, mi dispiace dirlo, ma il disastro economico Italiano non è targato Berlusconi e ti assicuro che io non ho nessuna simpatia per il centrodestra.
    Uno che non ha un partito per cui votare: si accettano proposte.

    Commento di Ros — 30 Agosto 2012 #

  8. Maroni è stato uomo di potere. Ha ingannato i suoi elettori insieme a tutti gli altri capi-banda. Un giorno andò a Bruxelles e pontificò sui minareti, ricordate? Non disse agli italioti che era andato a consegnare i conti bancari degli italioti agli Usa, intendo dire la possibilita’ di spulciare le informazioni: sto parlando del trattato Swift. Non si diventa ministro dell’interno se non ti sei asservito ai poteri forti. saluti

    Commento di luca martinelli — 2 Settembre 2012 #

  9. maroni….fora di ball….

    Commento di claudio — 4 Settembre 2012 #

  10. Maroni purtroppo è un semianalfabeta che si è subito venduto ai poteri forti. D’altra parte solo gli ingenui credono che si possa diventare ministro dell’Interno e fare quello che si vuole. No, si deve gestire il ministero secondo quello che ogni mattina i padroni ti dicono. Ecco perchè il semianalfabeta, dopo avere promesso in campagna elettorale che avrebbe aperto i cassetti delle stragi una volta al governo, si affrettò a dimenticare la promessa. Quando qualcuno gliela ricordò disse che aveva si aperto i cassetti, ma di averli trovati vuoti. Povero cretino. Inoltre, ricordate quando da Bruxelles pontificò contro i minareti? Bene, ma non disse ai padani beceri e semianalfabeti come lui che era a Bruxelles a firmare il trattato Swift, quello che permetteva agli yankee di mettere il becco nei nostri conti correnti, nel nome della lotta al terrorismo. Pazienza, in fondo gli italioti hanno sopportato di peggio, anche personaggi che si sono macchiati di crimini contro l’umanità e che siedono tutt’ora in parlamento. Saluti a tutti.

    Commento di luca martinelli — 11 Settembre 2012 #

  11. Adesso che hanno finito di rubare gli Euro, vogliono la lira!!!

    Commento di Gianpi — 15 Settembre 2012 #

  12. […] Il punto di partenza di una riflessione attorno all’euro è naturalmente il referendum. L’ipotesi -paventata sia da Grillo che da Maroni- è quella di un referendum consultivo, che nel caso del M5S non dovrebbe essere vincolato da quorum. Non di uscita dall’euro si parlerebbe -e questo il Movimento l’ha più volte precisato- ma di consultazione dell’elettorato. Come spiega giustamente Enzo Cannizzaro -ordinario di Diritto dell’Unione Europea alla Sapienza- però l’uso di tale strumento è categoricamente escluso dalla Costituzione, all’articolo 75: “Non è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratifica dei trattati“. Più difficile da individuare è invece dove Cannizzaro veda all’interno della Costituzione il divieto esplicito di referendum consultivi (atti cioè esclusivamente ad indagare la volontà degli elettori), anche se va segnalato come esso rimanga marginale e relegato all’ambito regionale e degli enti locali. Centrale è invece una questione di opportunità, sia perché la frequente richiesta di intervento tende a stancare presto i cittadini, sia perché comporterebbe dei costi non irrilevanti. […]

    Pingback di Uscire dall’Euro: vademecum per ingenui europeisti e fondamentalisti anti-Merkel « MENS ANTITHETICA — 22 Febbraio 2013 #

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