Priorità

Settembre 28, 2012 on 6:15 pm | In Politica, Informazione | 9 Comments

Il vox sul conflitto di interessi - tema ritornato in auge per qualche ora a margine della trattativa per la cessione di La7 - lo trovate QUI.

Nemmeno questa volta - c’è da scommetterci - le forze politiche attualmente presenti in parlamento si presenteranno agli elettori con una proposta di legge seria e articolata contro i conflitti di interesse tra le priorità del proprio programma di governo.

Ed è superfluo sottolineare - come abbiamo ripetuto per anni - quanto il problema nelle sue varie declinazioni sia centrale in questo nostro paese: per quel che attiene al sistema della comunicazione, ma non solo.

All’ombra del maxi-conflitto di interessi berlusconiano è cresciuta infatti una miriade di funghi velenosi, grumi opachi di potere che riguardano i partiti, le aziende pubbliche, le banche, i grandi concessionari di beni statali, il mondo delle professioni, i sindacati: l’intero, perverso intreccio di poteri economici e pubbliche funzioni, di controllati e controllori.

Questa è la ragione per la quale un’autentica legge contro i conflitti di interesse non è mai stata fatta. La normativa in vigore dal 2004, che prende il nome del solerte ex ministro Franco Frattini, ritagliata su misura degli interessi del padrone, non è altro che una caricatura.

E certamente non la metteranno in cantiere i tecnici attualmente al governo, che sono anch’essi un’espressione di conflitto di interessi (di chi difendono davvero l’interesse? del sistema finanziario internazionale, delle banche o della collettività?) e che sicuramente ritengono imprudente scontentare i gruppi politici ai quali comunque devono la fiducia in parlamento.

Per limitarci al sistema della comunicazione, il problema del conflitto di interessi, o per meglio dell’abnorme concentrazione di potere economico, mediatico e politico, che ha recato gravissimi danni alla collettivià e continua a recarne, è legato ad altre due questioni: la subordinazione della Rai ai partiti e le posizioni dominanti in campo editoriale e pubblicitario.

In questo breve spunto di riflessione pubblicato dal Blog di Grillo, ho indicato tre linee di riforma. Dubito che i gruppi parlamentari che usciranno dalle prossime elezioni - con la possibile eccezione di qualche “new comer” - possano mai osare metterle all’ordine del giorno.

Nei secoli fedele - Il caso Uva

Settembre 19, 2012 on 12:01 am | In Legalità, Informazione | 2 Comments

Finalmente è pronto il documentario dell’amico Adriano Chiarelli - già autore del libro Malapolizia (Newton Compton) - sul caso Uva. A Roma lo presenteranno il 27 settembre. A Milano lo presenteremo a ottobre.

Qui sopra c’è il trailer.

La tragica storia di Giuseppe Uva, morto dopo un fermo di polizia a Varese, la trovate QUI. E’ forte il sospetto che si tratti di un altro abuso, ancora impunito, delle forze dell’ordine. Un primo processo si è chiuso con un nulla di fatto. Ma prima o poi chi ne ha causato la morte dovrà pagare.

Intanto a Milano l’indagine sul caso Ferrulli si è chiusa con il rinvio a giudizio davanti alla corte d’Assise dei poliziotti sotto inchiesta.

Troppi criminali negli apparati di polizia, protetti dai superiori.

Segnalo un nuovo sito dedicato agli abusi di polizia: abusodipolizia.it.

Matteo Renzi

Settembre 15, 2012 on 11:40 am | In Politica | 13 Comments

Fra Bersani e Renzi alle primarie sarà una bella gara.

Per chi andrà a votare, e al momento non si sa ancora con quali regole e in quale data, si tratterà di scegliere fra il garante di un gruppo dirigente bollito (Bersani) e un uomo nuovo che assomiglia a un prodotto di laboratorio berlusconiano (Renzi).

Il sindaco di Firenze ha bucato il video, occorre ammetterlo, il suo messaggio di rinnovamento generazionale sta facendo breccia e parla a tutti, non solo (e forse non tanto) ai tradizionali elettori di centrosinistra.

Lo dicono i sondaggi, l’ho constatato in strada, per la puntata di “Uomo da marciapiede” a lui dedicata, che trovate QUI.

Ce la farà a vincere le primarie? Difficile contro il candidato ufficiale del partito, ma non impossibile se riuscirà a portare al voto anche cittadini non politicizzati ed ex elettori berlusconiani, oltre che simpatizzanti di area democratica che non ne possono più dei vecchi mandarini.

Matteo Renzi non mi piace per nulla: è un piacione opportunista, un furbetto che ci prova, un demagogo nuovista, un tipo che non stonerebbe tra le fila dello schieramento avverso, l’ultimo alfiere imbellettato di un modello economico fallito.

Ma nel suo genere ci sa fare, si è messo in gioco senza rete sfidando il quartier generale, con una buona dose di coraggio oltre che di astuzia, e la stagnazione della palude politica italiana (oltre che il livellamento del senso critico dell’elettore medio) gioca a suo favore. Non è poco, di questi tempi.

Questa opera è pubblicata da Piero Ricca sotto una Licenza Creative Commons

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