Giovani e media
Dicembre 23, 2012 on 3:15 pm | In Informazione | 16 CommentsCome e dove si creano opinione e consenso?
Rimane la domanda fondamentale per comprendere l’evoluzione di questa cosa debole e incerta, sempre più vuota di senso, che per convenzione chiamiamo democrazia.
I giovani guardano sempre meno la tv generalista, preferendo accedere alle informazioni e formarsi un’opinione su internet. Ne ho avuto recente conferma dialogando con gli studenti davanti all’Università di Roma.
Eppure la campagna elettorale 2013 si gioca ancora prevalentemente in tv, perché la maggioranza degli italiani tuttora trova in questo mezzo la principale fonte di informazione.
Con le sue controindicazioni e i suoi limiti, l’accesso a internet sta liberando le persone più curiose ed esigenti dalla dittatura culturale di una tv concentrata in poche mani e controllata da interessi politici, ma coinvolge metà della popolazione e solo in parte è usato per l’informazione politica.
La lettura dei giornali è inoltre, com’è noto, abitudine di una minoranza.
Di questo, più o meno si parla nel vox della settimana. Lo trovate QUI.
Il problema sostanziale tuttavia non è l’informazione. Ma la formazione.
Puoi avere accesso al flusso globale delle notizie e delle opinioni, ma se non senti l’esigenza di sapere e non sai discernere il vero dal falso, l’essenziale dal superfluo, cambia poco.
E l’Italia, sul piano della formazione, della cultura diffusa, dell’istruzione primaria, dell’educazione al senso critico, come abbiamo ripetuto spesso, è messa tutt’altro che bene.
Monti candidato?
Dicembre 15, 2012 on 3:08 pm | In Politica | 8 CommentsLa candidatura di Monti come capo di una coalizione di centro è la vera incognita di questra strana fase di pre-campagna elettorale invernale, con i tempi serrati, uno schieramento di centrodestra inesistente, il rischio di un astensionismo di massa e la vittoria annunciata del Pd.
L’entrata in campo all’ultimo momento del professore potrebbe ancora cambiare gli equilibri elettorali: nonostante la politica di tagli e tasse e il bilancio di un anno di governo assai discutibile, infatti, gode ancora di un ampio consenso nel paese. Vedi l’ultimo VOX sul tema, di questa settimana.
Molti in queste ore gli chiedono di candidarsi, in Italia e all’estero.
In Italia, coloro che intendono evitare o limitare la vittoria della coalizione Pd-Sel.
All’estero, tutti coloro che hanno interesse alla garanzia di una politica di continuità.
Ad oggi non è ancora chiaro se accetterà.
La riserva è destinata a essere sciolta nei prossimi giorni, dopo l’approvazione della legge di stabilità.
In ogni caso, Mario Monti resterà comunque in gioco dopo le elezioni in uno di questi tre ruoli: ministro dell’economia con governo Pd, presidente della repubblica, presidente del consiglio richiamato in servizio su pressing dei mercati e dello spread, i suoi grandi elettori.
Antonio Ingroia
Dicembre 12, 2012 on 10:50 pm | In Politica | 7 Comments1. Ingroia:”Candidarmi in politica? Non ci penso proprio” (27 novembre 2012)
2. Gli ‘arancioni’ a Roma con ‘Cambiare si può’. Ingroia:”Io il leader? Ci ragioneremo” (1 dicembre 2012)
Antonio Ingroia è un valido e coraggioso magistrato. E per questo l’abbiamo sempre difeso.
Può fare bene anche in parlamento.
La sua eventuale scelta di dedicarsi alla politica attiva come leader di un nuovo movimento elettorale è legittima, anche se finirà per rafforzare l’opinione, non sempre in malafede, di chi ha contestato la sovraesposizione politica di alcune inchieste giudiziarie.
Ma deve dire presto una parola chiara e - se decide di candidarsi - annunciarlo in modo definitivo, trarne le conseguenze e dimettersi dalla magistratura.
Primarie per i parlamentari
Dicembre 11, 2012 on 2:44 am | In Politica | 1 CommentParlare con la cosiddetta “gente” è istruttivo e interessante, per comprendere le dinamiche della formazione delle opinioni e del consenso. Per questo mi diverte portare avanti la rubrica sul Fatto on line.
Tantissimi hanno perso ognifiducia nella politica. Ma molti altri desiderano decidere di più, per esempio con l’estensione del metodo delle primarie alla selezione dei candidati al parlamento.
Vero è che il sistema elettorale più idoneo per una primaria parlamentare è il maggioritario uninominale, ma anche in presenza di diverse leggi elettorali, e perfino con il perfido “porcellum”, si potrebbe escogitare un meccanismo per rendere contendibili le candidature, come ad esempio ha provato a fare - sia pure con metodi assai discussi e discutibili - il M5s.
Anche in presenza delle liste bloccate, che certamente devono essere cancellate, è ancora possibile evitare un nuovo parlamento di nominati dalle segreterie di partito.
Nel vox della scorsa settimana si parlava più o meno di questo. Lo trovate QUI.
Ora vedo con piacere che anche il Pd sembra che si sia finalmente svegliato sulla questione, malgrado nel suo statuto primarie o ampie forme di consultazione della base fossero previste da tempo.
Questa opera è pubblicata da Piero Ricca sotto una Licenza Creative Commons
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