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	<title>Piero Ricca</title>
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	<description>Il Blog Di Piero Ricca</description>
	<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 18:18:54 +0000</pubDate>
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		<title>Uno sciopero sbagliato</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Jul 2010 07:53:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Piero Ricca</dc:creator>
		
	<category>Informazione</category>
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		<description><![CDATA[Stare in silenzio contro chi vuole silenziare la cronaca giudiziaria non mi sembra una buona scelta. Sono contrario allo sciopero dei giornalisti indetto oggi. Meglio sarebbe stato inventarsi altre forme di protesta, per esempio uscire tutti con un medesimo editoriale contro il ddl Alfano e/o la pubblicazione di un&#8217;intercettazione o altro documento di indagine che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Stare in silenzio contro chi vuole silenziare la cronaca giudiziaria non mi sembra una buona scelta. Sono contrario allo sciopero dei giornalisti indetto oggi. Meglio sarebbe stato inventarsi altre forme di protesta, per esempio uscire tutti con un medesimo editoriale contro il ddl Alfano e/o la pubblicazione di un&#8217;intercettazione o altro documento di indagine che abbia incastrato pericolosi delinquenti e impedito la prosecuzione di crimini, per esempio intercettazioni e atti di indagine relativi alla vicenda della famigerata clinica Santa Rita. Non ci si auto-imbavaglia per protestare contro una &#8220;legge bavaglio&#8221;, quando si ha la possibilità di alzare la voce e rappresentare con chiarezza le ragioni del proprio dissenso.
</p>
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		<title>Repubblica e Il Fatto</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Jun 2010 11:36:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Piero Ricca</dc:creator>
		
	<category>Informazione</category>
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		<description><![CDATA[Contro il bavaglio qualcosa possiamo fare. Contro l&#8217;auto-bavaglio è più difficile. Ad oggi Repubblica di carta, al di là di un vago cenno in un pastone sulla manifestazione di Roma, NON ha fatto uscire tre righe serie su Milano contro il Bavaglio. Nemmeno nelle cronache milanesi. Dieci infopoint dentro la città, una dozzina di associazioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Contro il bavaglio qualcosa possiamo fare. Contro l&#8217;auto-bavaglio è più difficile. Ad oggi Repubblica di carta, al di là di un vago cenno in un pastone sulla manifestazione di Roma, NON ha fatto uscire tre righe serie su Milano contro il Bavaglio. Nemmeno nelle cronache milanesi. Dieci infopoint dentro la città, una dozzina di associazioni e movimenti coinvolti. Un panel di relatori di prim&#8217;ordine. E il loro silenzio. Vediamo se almeno Il Fatto, più volte sollecitato, farà uscire qualche notizia sulla manifestazione. Nell&#8217;edizione cartacea di oggi, in un box generico, si fa riferimento solo a una conferenza stampa della Fnsi lombarda nella mattinata di domani. In fondo chiediamo solo che i loro lettori siano informati, per poter scegliere se venire o no. Sollecitateli anche voi!
</p>
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		<title>Processo contro Fede / 1</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jun 2010 09:29:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Piero Ricca</dc:creator>
		
	<category>Politica</category>
	<category>Informazione</category>
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		<description><![CDATA[Gita a Roma per il processo contro Emilio Fede. Un quadro di Daumier. La mia querela per diffamazione, ingiurie e minacce, sepolta in un cassetto della procura della repubblica di Milano. La sua, che già produsse a suo tempo un abnorme sequestro preventivo del blog, tre anni  e due mesi dopo il fatto sortisce [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gita a Roma per il processo contro Emilio Fede. Un quadro di Daumier. La mia querela per diffamazione, ingiurie e minacce, sepolta in un cassetto della procura della repubblica di Milano. La sua, che già produsse a suo tempo un abnorme sequestro preventivo del blog, tre anni  e due mesi dopo il fatto sortisce un giudizio. Chi sputa, parte offesa. Chi definisce servo un personaggio di quel tipo, imputato di diffamazione. Ieri prima udienza davanti alla nona sezione del tribunale di Roma. O meglio, seconda. La prima era stata subito aggiornata a quattro mesi per mancata notifica al querelante. Le solite, avvincenti schermaglie procedurali. Respinte le richieste difensive di nullità del capo di imputazione e incompetenza territoriale. Acquisite liste di testimoni e prove, tra le quali l&#8217;edizione di Striscia la notizia con le medesime scene incriminate. Come mai Fede non ha querelato anche Ricci e Canale 5? La nostra linea difensiva è chiara: quel video su youtube ha documentato un fatto, per integrare la rappresentazione parziale del video di canale 5, poi ripreso anche da Blob; non ha inteso cioé amplificare eventuali offese personali, che nel merito tra l&#8217;altro a nostro modo di vedere nemmeno sussistono. Il secondo capo di imputazione riguarda la mia partecipazione a una trasmissione di una tv locale durante la quale commentavo il video esprimendo il mio giudizio sul ruolo di Fede nell&#8217;organigramma del partito azienda, giudizio aspro ma tutto e solo politico. Anche in questo caso la querela è stata rivolta a me, non a chi ha trasmesso il programma e l&#8217;ha poi rilanciato sul web. L&#8217;avvocato Salvatore Pino si costituisce parte civile a nome del querelante. Vedremo come quantificherà in moneta sonante il risarcimento dell&#8217;onore del suo assistito. Prossima udienza pubblica il 18 ottobre: saremo sentiti Fede e io. Intanto non perdiamo la speranza che prima o poi qualcuno mi sappia dire che fine ha fatto la mia querela, se l&#8217;accesso alla giustizia è davvero uguale per tutti, anche per chi non dirige un telegiornale edito dal presidente del consiglio. Mi sembra tanto più utile saperlo in questa fase. Portare avanti processi come questi infatti non ha molto senso. Le procedure consentono di chiuderli anzitempo, se le parti trovano un accordo. Una possibilità c&#8217;è: la remissione reciproca delle querele. Su questa base, come già sanno gli avvocati, sono disponibile a valutare un&#8217;intesa trasparente con la controparte. Altrimenti proseguiamo pure: andremo avanti - apprezzando i risvolti grotteschi dell&#8217;esperienza - in primo, secondo, terzo grado, fino alla corte europea dei diritto dell&#8217;uomo, se necessario.
</p>
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		<title>La privacy dei ladri</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Jun 2010 08:29:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Piero Ricca</dc:creator>
		
	<category>Politica</category>
	<category>Informazione</category>
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		<description><![CDATA[Caro Piero,
ho raccolto in un libro le &#8220;migliori&#8221; intercettazioni dal 1983 a oggi. L&#8217;obbiettivo è quello di far comprendere l&#8217;importanza dello strumento, indispensabile per la ricerca delle prove e dei colpevoli. mentre il governo si appresta a varare una legge pesantemente restrittiva.
Il libro è scaricabile gratuitamente in pdf. In totale sono 474 pagine, ma si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Piero,</p>
<p>ho raccolto in un libro le &#8220;migliori&#8221; intercettazioni dal 1983 a oggi. L&#8217;obbiettivo è quello di far comprendere l&#8217;importanza dello strumento, indispensabile per la ricerca delle prove e dei colpevoli. mentre il governo si appresta a varare una legge pesantemente restrittiva.<br />
Il libro è scaricabile gratuitamente in pdf. In totale sono 474 pagine, ma si può anche scegliere di scaricare i singoli capitoli.</p>
<p><strong>&#8220;Le parole che non vogliono farti sentire&#8221; - a cura di Saverio Tommasi<br />
</strong><br />
Da Berlusconi a Dell&#8217;Utri, passando per Vittorio Mangano e la D&#8217;Addario. Da Craxi alla Clinica Santa Rita. Da Fassino a Consorte, da Moggi ai poliziotti in servizio al G8 di Genova.</p>
<p>Si può scaricare a questo indirizzo:<br />
<a href=" http://www.saveriotommasi.it/blog/intercettazioni/"><br />
http://www.saveriotommasi.it/blog/intercettazioni/</a></p>
<p>Il libro è preceduto da un&#8217;introduzione che ho scritto utilizzando alcune conversazioni avute con Piero Luigi Vigna, già Procuratore nazionale antimafia.</p>
<p>Saluti, Saverio </p>
<p><strong>Post scriptum</strong></p>
<p><a href=" http://www.facebook.com/pages/piero-ricca/122304074464116?ref=mf">QUI</a> la mia pagina pubblica &#8220;ufficiale&#8221; su facebook.
</p>
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		<title>Incontri</title>
		<link>http://www.pieroricca.org/2010/06/03/incontri/</link>
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		<pubDate>Thu, 03 Jun 2010 13:39:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Piero Ricca</dc:creator>
		
	<category>Informazione</category>
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		<description><![CDATA[Venerdì 4 giugno
sarò a Corato (Bari), dalle ore 20
presso il Caffè Modì, piazza Di Vagno, 14  
Sabato 5 giugno
sarò a Palagiano (Taranto), dalle ore 16
presso l&#8217;Auditorium comunale
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Venerdì 4 giugno</strong></p>
<p>sarò a Corato (Bari), dalle ore 20</p>
<p>presso il Caffè Modì, piazza Di Vagno, 14  </p>
<p><strong>Sabato 5 giugno</strong></p>
<p>sarò a Palagiano (Taranto), dalle ore 16</p>
<p>presso l&#8217;Auditorium comunale</p>
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		<title>Niccolò Pollari</title>
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		<pubDate>Fri, 28 May 2010 15:11:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Piero Ricca</dc:creator>
		
	<category>Politica</category>
	<category>Informazione</category>
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Non poteva mancare in quest&#8217;album di figuri italiani. Alla prima occasione utile, lo scorso 12 maggio presso la libreria Mondadori di via Marghera a Milano, siamo andati a interpellare il generale Niccolò Pollari, ex capo del Sismi, a tutt&#8217;oggi stipendiato dall&#8217;erario in qualità di consigliere di Stato, su tre questioni: la vicenda Abu Omar, l&#8217;archivio [...]]]></description>
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<p>Non poteva mancare in quest&#8217;album di figuri italiani. Alla prima occasione utile, lo scorso 12 maggio presso la libreria Mondadori di via Marghera a Milano, siamo andati a interpellare il generale Niccolò Pollari, ex capo del Sismi, a tutt&#8217;oggi stipendiato dall&#8217;erario in qualità di consigliere di Stato, su tre questioni: la vicenda Abu Omar, l&#8217;archivio segreto di via Nazionale, i giornalisti amici, tra i quali Renato Farina. I fatti sono noti alle persone informate e comunque agevolmente reperibili in rete. Ecco un rapido promemoria.</p>
<p>- Il 4 novembre 2009 il giudice di Milano Oscar Magi ha deliberato il non luogo a procedere per l&#8217;ex direttore del Sismi Niccolò Pollari e per il suo vice Marco Mancini, a processo per il sequestro dell&#8217;ex imam di Milano Abu Omar. Decisivo è stato il segreto di Stato apposto dal governo Prodi e poi confermato dal governo Berlusconi. Sono stati invece condannati gli agenti della Cia che parteciparono all&#8217;operazione, in gran parte a cinque anni di reclusione, mentre Robert Seldon Lady, capo della Cia a Milano all&#8217;epoca dei fatti, è stato condannato a otto anni. I funzionari del Sismi Pio Pompa e Luciano Seno, accusati di favoreggiamento, sono stati condannati a tre anni. Il pm Armando Spataro aveva chiesto per Pollari, ritenuto &#8220;il regista del sistema criminale&#8221;,  una condanna a 13 anni. Il rapimento dell&#8217;imam Abu Omar fa parte della strategia, duramente stigmatizzata dal parlamento europeo per la violazione del principio di sovranità nazionale e delle regole dello stato di diritto, delle cosiddette &#8220;extraordinary rendition&#8221;, eseguite dalla Cia dopo l&#8217;undici settembre sul territorio europeo, in collaborazione con governi e servizi segreti nazionali, per la cattura di personaggi ritenuti coinvolti in attività terroristiche.</p>
<p>- Il 5 luglio 2006, su ordine della procura di Milano, la polizia ha scoperto un ufficio segreto del Sismi in un grande appartamento in via Nazionale, a Roma. Lo gestiva un certo Pio Pompa, devoto di Berlusconi, alle dirette dipendenze di Niccolò Pollari, al quale era stato presentato da don Luigi Maria Verzè. Dal 2001 Pompa schedava magistrati, giornalisti, intellettuali, uomini delle forze dell&#8217;ordine e oppositori politici del governo Berlusconi. Tra le carte, un piano d&#8217;azione che postulava l&#8217;esistenza di un &#8220;dispositivo&#8221; politico-giudiziario volto a realizzare &#8220;iniziative di aggressione&#8221; contro il governo e stabiliva una strategia per &#8220;disarticolare&#8221;, &#8220;neutralizzare&#8221;, &#8220;dissuadere&#8221; anche &#8220;con mezzi traumatici&#8221; gli avversari veri o presunti del governo Berlusconi, tra i quali magistrati anti-corruzione e anti-mafia. In merito a questa vicenda Pollari e Pompa sono stati rinviati a giudizio a Perugia per peculato. Anche in questo caso il governo Berlusconi ha apposto il segreto di Stato.</p>
<p>- Sotto la guida di Niccolò Pollari il Sismi si avvaleva dei servigi di vari giornalisti, tra i quali Renato Farina, editorialista del quotidiano Libero. Farina, in arte &#8220;agente Betulla&#8221;, ha patteggiato una pena di sei mesi per favoreggiamento in merito alla vicenda Abu Omar, evitando così le insidie di un pubblico dibattimento. Tra l&#8217;altro, un&#8217;intercettazione telefonica ha rivelato che aveva inscenato un&#8217;intervista con i magistrati Spataro e Pomarici per riferire a Pompa e dunque a Pollari dell&#8217;evoluzione delle indagini sulla vicenda Abu Omar. Nel 2008 è stato eletto deputato nelle liste del Pdl.</p>
<p>- Per capire il clima di lavoro in via Nazionale, basterà ricordare questo passaggio della lettera indirizzata il 21 novembre 2001 da Pio Pompa a Silvio Berlusconi</p>
<p>&#8220;Desidero averLa come riferimento ed esempio ponendomi subito al lavoro. Voglio impegnarmi a fondo per difendere la Sua straordinaria missione che scandisce la Sua esistenza&#8221;.</p>
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		<title>Capaci, diciotto anni dopo</title>
		<link>http://www.pieroricca.org/2010/05/23/capaci-diciotto-anni-dopo/</link>
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		<pubDate>Sun, 23 May 2010 13:35:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Piero Ricca</dc:creator>
		
	<category>Politica</category>
	<category>Informazione</category>
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Sono passati diciotto anni dalla strage di Capaci. Un pezzo di vita, una generazione. Mani Pulite, la Primavera antimafia di Palermo diedero a molti la speranza di un cambiamento. Durò poco e finì male. Sul piano dei fatti, il sacrificio dei nostri martiri non è servito a nulla. L&#8217;occasione di una bonifica morale, di un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="480" height="385"><br />
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<p>Sono passati diciotto anni dalla strage di Capaci. Un pezzo di vita, una generazione. Mani Pulite, la Primavera antimafia di Palermo diedero a molti la speranza di un cambiamento. Durò poco e finì male. Sul piano dei fatti, il sacrificio dei nostri martiri non è servito a nulla. L&#8217;occasione di una bonifica morale, di un esame di coscienza collettivo è andata sprecata. Diciotto anni dopo, la corruzione s&#8217;è fatta sistema, spingendosi fino all&#8217;eversione. Le stragi di mafia e politica sono rimaste senza verità. La Costituzione è stata di fatto smantellata. La giustizia è stata sabotata in ogni modo. Il potere del denaro e dei media ha corrotto ogni processo democratico. In questi diciotto anni la ricerca dell&#8217;impunità è stata la priorità legislativa. La stessa memoria collettiva è stata riprogrammata, con la riabilitazione morale dei corrotti e la criminalizzazione dei magistrati in prima linea contro mafia e corruzione. Duole dirlo, ma in questi diciotto anni ha vinto l&#8217;Italia peggiore. Assassina e complice degli assassini dei martiri del dovere. L&#8217;Italia del malaffare e dell&#8217;indifferenza, del metodo e della cultura mafiosi, che i Falcone e i Borsellino li ha sempre visti come alieni o nemici. Ma non dev&#8217;essere e può non essere sempre così: l&#8217;ottimismo della volontà impone a chi abbia ancora strumenti critici e organi morali di non rassegnarsi, mai. Continuare ognuno come può a lottare, innanzituto per far crescere un grande movimento culturale contro la mafia e la politica mafiosa: questo ci chiedono i nostri morti. In chi non s&#8217;arrende Giovanni vive.
</p>
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		<title>24 maggio</title>
		<link>http://www.pieroricca.org/2010/05/19/24-maggio-2/</link>
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		<pubDate>Wed, 19 May 2010 15:02:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Piero Ricca</dc:creator>
		
	<category>Informazione</category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>La nostra serata del 24 maggio.<a href=" http://www.facebook.com/group.php?gid=42314063432&#038;ref=ts#!/group.php?gid=123326811024424&#038;ref=mf"> L&#8217;evento</a> su facebook.
</p>
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		<title>Be stupid</title>
		<link>http://www.pieroricca.org/2010/05/14/be-stupid/</link>
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		<pubDate>Fri, 14 May 2010 10:23:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Piero Ricca</dc:creator>
		
	<category>Politica</category>
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La corruzione più grave, quella più difficilmente reversibile è la corruzione della mente e dell&#8217;anima. Sono state bruciate due generazioni. Prima che con la precarizzazione del lavoro, attraverso un dominio culturale che intontisce e massifica. Fatto di pubblicità, dittatura dell&#8217;immagine, idolatria del consumo, trionfo della volgarità e del cattivo esempio, svalutazione di ogni forma d&#8217;arte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="560" height="340"><br />
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<p>La corruzione più grave, quella più difficilmente reversibile è la corruzione della mente e dell&#8217;anima. Sono state bruciate due generazioni. Prima che con la precarizzazione del lavoro, attraverso un dominio culturale che intontisce e massifica. Fatto di pubblicità, dittatura dell&#8217;immagine, idolatria del consumo, trionfo della volgarità e del cattivo esempio, svalutazione di ogni forma d&#8217;arte e cultura. Giocare al ribasso ha reso molto, sia in termini economici sia da un punto di vista politico. Dai primi anni ottanta è iniziata o non ha più trovato ostacoli l&#8217;opera di Grande Banalizzazione dell&#8217;immaginario: la trasformazione delle persone in audience di consumatori: abitanti di un eterno presente, di un&#8217;immensa periferia culturale, senza memoria, privi di senso critico. Sudditi. Facili da gestire, da imbonire, da dominare. Dire questo ci consegna all&#8217;accusa di &#8220;moralismo&#8221;, se non di snobismo o superbia intellettuale? E sia: la realtà è sotto gli occhi di chiunque abbia ancora gli strumenti critici per vederla e l&#8217;onestà intellettuale per giudicarla. Sia chiaro: i ventenni di oggi non hanno colpe e certamente non sono tutti uguali. Vedo anch&#8217;io tanti splendidi esempi in controtendenza, ma rappresentano una minoranza. Molto dipende, direi quasi tutto dall&#8217;ambiente culturale in cui ci si forma, dalla qualità dei modelli che vengono proposti. E&#8217; la generazione dei padri che dovrebbe mettere seriamente in discussione le proprie responsabilità. La crisi politica in cui siamo immersi è prima di tutto il prodotto di questa glaciazione culturale. Ma non bisogna farsi risucchiare dal pessimismo, che è sempre un alibi per l&#8217;abulia, anche quando è fondato su buoni argomenti. E continuare, ognuno come può, a seminare consapevolezza, a rappresentare un motivo di speranza, anche non nutrendone. Formazione è la parola chiave di un pensiero politico di lungo respiro, che intenda davvero imprimere un cambiamento radicale. Improbabile, ma non impossibile. Serve un vero &#8220;Piano di Rinascita&#8221;, fondato sull&#8217;ecologia della mente e la dignità della persona. Nel video la scenetta di piazza Mercanti attraversata dal &#8220;flash mob dance&#8221; durante la nostra recente agorà in memoria di Peppino Impastato. Il redattore del Giornale ha visto un altro film, il solito per cui ritengono di guadagnarsi il pane. </p>
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		<title>Draquila</title>
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		<pubDate>Wed, 12 May 2010 12:26:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Piero Ricca</dc:creator>
		
	<category>Politica</category>
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Visto ieri &#8220;Draquila&#8221;, il documentario di Sabina Guzzanti sulla gestione del terremoto all&#8217;Aquila. Merita. Con buon taglio narrativo Sabina spiega lo sfruttamento politico del &#8220;grande evento&#8221; terremoto e la speculazione affaristica sulle &#8220;grandi opere&#8221; e le strumentali emergenze da &#8220;protezione civile spa&#8221;: il contesto in cui operava la Cricca. Un dopo terremoto letto come frammento [...]]]></description>
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<p>Visto ieri &#8220;Draquila&#8221;, il documentario di Sabina Guzzanti sulla gestione del terremoto all&#8217;Aquila. Merita. Con buon taglio narrativo Sabina spiega lo sfruttamento politico del &#8220;grande evento&#8221; terremoto e la speculazione affaristica sulle &#8220;grandi opere&#8221; e le strumentali emergenze da &#8220;protezione civile spa&#8221;: il contesto in cui operava la Cricca. Un dopo terremoto letto come frammento esemplare di un metodo di sgoverno, con alcune costanti: concentrazione del potere, abbattimento dei controlli, liquidazione delle procedure, stregoneria mediatica, marginalità delle opposizioni, repressione del dissenso, fondamentalismo del business. Raccontare queste cose è da antitaliani, come osservano molto offesi alcuni degli attuali governanti, ministra Brambilla in testa? No, significa cercare di aprire gli occhi agli italiani. Un assai arduo programma.<br />
Non scaricatelo gratis. Andate al cinema. Perché produrre opere, anche non grandi, costa.
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