Uso criminoso
Aprile 10, 2008 on 7:07 pm | In Politica, Informazione | 97 CommentsSopra, il famigerato editto bulgaro, aprile 2002.
Sotto, la trascrizione dell’intervento di Berlusconi a Omnibus (La 7), del 10 aprile 2008
Polito la seconda domanda, mi promette che questa volta non farà licenziare nessun giornalista della Rai che la pensa in maniera sgradevole per lei come avvenne l’altra volta con l’editto bulgaro?
Berlusconi allora l’altra volta io non ho fatto licenziare in vita mia nessuno, e non ho fatto licenziare tanto meno qualcuno in Rai dove io non ho mai messo il naso, ho detto una battuta convinto che fosse una battuta diretta solo…
Piroso …e qualcun altro ce l’ha messo il naso Presidente.
B. beh, ma contro la mia volontà perché io non volevo assolutamente che si arrivasse alla decisione poi è stato lo stesso Biagi che ha deciso per una lauta eh… eh… risposta alle sue esigenze di… che… ha preferito di lasciare, ma io ho insistito fino all’ultimo che Biagi restasse in Rai. Cosa avevo detto; avevo detto che certi giornalisti come Biagi e Santoro avevano fatto un uso criminoso della televisione; continuo a sostenerlo anche adesso, soprattutto violando le regole della comunicazione elettorale, qualche volta…con Santoro basta che la gente guardi ancora oggi quello che combina Santoro e che fa combinare a Travaglio nella sua trasmissione per capire che è qualcosa che in una moderna democrazia non si dovrebbe permettere perche che Travaglio possa accusare chiunque di tutto, e di più senza avere un contraddittorio…
Polito quindi licenzia Travaglio allora
B. …è una cosa che non dovrebbe essere possibile in un servizio pubblico pagato coi soldi di tutti…
Polito …che fa, lo licenzia Travaglio?
B. porto a confronto ciò che han fatto le reti che io ho fondato e da cui mi sono distaccato quattordici anni fa, non c’e’ nella storia di Mediaset una sola, non solo un solo ciclo di trasmissioni alla Santoro, ma una sola trasmissione, uno speciale che sia d’attacco alla sinistra o personaggi di interesse della sinistra.
Piroso però Presidente, Tremonti ad Annozero ci è andato tranquillamente e ha esposto le sue ragioni cioè…
B. … scusi, sia oggettivo Direttore lei si vergognerebbe di aver qui una trasmissione come Annozero e non la permetterebbe mai, che poi ogni tanto ci siano degli alibi per cui fanno arrivare Tremonti, e in quella trasmissione lo fanno parlare, questo à l’alibi che non contraddice la regola della trasmissione.
Polito ma Presidente, ma la mia domanda è proprio questa: la chiudete Annozero ?
B. …ma non sarò io, io non ho mai, nemmeno, nemmeno, non ho mai, con…io sono l’editore più liberale che sia mai comparso sulla scena editoriale italiana…
Polito …e allora accetti anche Santoro
B. …lo domandi a tutti i direttori e giornalisti di Mediaset e della Mondadori, si ricordi cosa disse Montanelli, da cui qualche volta mi dividevano le idee, io non ho mai fatto un intervento sulla libertà dei singoli giornalisti, non ho mai imposto nulla al contrario di quello che fa la sinistra gravando di telefonate continuative i poveri direttori dei telegiornali e delle trasmissioni della Rai…
Polito vabbà le telefonate è meglio lasciarle stare
B. …domandi, domandi, scusi… ai direttori, io ho ricevuto una telefonata da Saccà e ne ho approfittato per fare quello che si chiede ad un leader politico di riparare a delle ingiustizie, a delle persone che pur essendo brave si vedevano preferite a chi aveva rapporti di altro tipo con chi decideva in Rai. Quindi quella telefonata che ho ricevuto, l’ho utilizzata per quello, con la mia segretaria che mi mandava le comunicazioni che erano venute da varie fonti, tra l’altro il fratello di una di queste attrici che e’ un nostro consigliere di Rieti e che mi sottoponeva il fatto di una scelta che era stata fatta dal produttore privato e disdetta per una vicinanza amicale da un funzionario della Rai che era, vabe’ mi scusi, io per dire…
Polito vabbè ma quelle sono raccomandazioni, sono raccomandazioni, succede a tutti.
B. …io non ho paura di ricevere nessuna smentita quando dico che io le telefonate non le faccio, che la sinistra ne fa tre o quattro al giorno allo stesso direttore minacciandoli, minacciandoli di antipatia o di rappresaglie future
Polito chi è questo direttore?
B. guardi non sto a fare nomi, domandi ai suoi colleghi direttori, non potranno smentirmi…
Polito glielo chiederemo…
B. guardi, io sono da sempre l’editore ed il politico più liberale della storia della Repubblica Italiana.
Qui Matera Libera
Aprile 6, 2008 on 12:52 pm | In Politica, Informazione | 65 CommentsCaro Piero,
con grande piacere annunciamo la nascita di Qui Matera Libera, un piccolo ma agguerrito gruppo di cittadini di Matera.
Seguiamo da tempo le tue vicende e quelle degli altri amici di Bologna, Lecco, Torino e Roma. Il progetto è partito dal meetup Beppe Grillo Matera 2 (sassi emigranti) con l’intento di accogliere il dissenso e la rabbia di gran parte dei cittadini nei confronti dell’abuso di potere a livello nazionale e locale. Già da tempo avevamo intenzione di fare denuncia e informazione servendoci di una videocamera. Ne abbiamo avuto l’occasione lo scorso venerdì 28 marzo, partecipando a un convegno sulla opportunità
della “termovalorizzazione” nella nostra città, organizzato dal Lions Club. Erano presenti il sindaco, senatore di An, già membro del CSM e presidente del consiglio nazionale forense, l’assessore all’ambiente della città e, tra gli esperti, un docente dell’università di Napoli. Il video prodotto è già on line sul canale “quimateralibera”.
Ti chiediamo di volerlo pubblicare sul tuo “blob”, capirai ben presto il perchè… Nel frattempo stiamo lavorando al nostro sito.
Grazie e a presto.
QuiMateraLibera
p.s.
Info sul nostro caro sindaco
www.buccico.it
Il Caso Barnard
Aprile 3, 2008 on 5:04 pm | In Informazione | 58 Comments
“Chiuso il forum di Report, in risposta alla civile protesta dei censurati. Siamo a questo, siamo alla ‘Birmania’ in casa Gabanelli, Piero. Puoi trovare ogni dettaglio cancellato da Report QUI. Per reagire, per TE STESSO, per la tua libertà, scrivi a Report e ai media. Ancora grazie”. Paolo Barnard.
Post scriptum
ieri ho cercato il giornalista Paolo Barnard per un’intervista sulla sua vicenda di “censura legale”, con annessa vertenza con la Rai e polemica con Milena Gabanelli. Il Caso Barnard, che ha già fatto il giro della Rete, riguarda la residua libertà di inchiesta giornalistica in Italia e merita di essere conosciuto, approfondito e dibattuto, senza censure. Le righe di sopra sono una sua mail, arrivatami oggi pomeriggio. Torneremo sul tema. Intanto al link indicato sono riepilogati i fatti.
Silenzio Antimafia
Marzo 28, 2008 on 5:55 pm | In Politica, Informazione | 38 Comments
Vladimiro Crisafulli, Partito Democratico
In un sussulto di autostima, il sistema dei media dovrebbe imporre una sessione di campagna elettorale interamente dedicata alle priorità anti-mafia. Ma non avverrà. Ha fatto bene l’autorevole sito di informazione economica Lavoce.info a gettare un sasso nella palude coin un editoriale del 25 marzo, che condivido e ripropongo qui.
“Lavoce.info ha preso un’iniziativa perché la politica, senza distinzioni di schieramento, si assuma impegni chiari e trasparenti sulla lotta alla criminalità organizzata. Ai candidati premier chiediamo di dichiarare in modo circostanziato quali provvedimenti adotteranno, qualora vengano eletti, per combattere, con misure d’ordine pubblico, la criminalità organizzata, per sostenere i moti coraggiosi di rivolta alla mafia che provengono dalla società civile e per ridurre l’area di consenso intorno alle organizzazioni criminali. Le loro risposte verranno pubblicate su questo sito. L’iniziativa parte dalla considerazione che qualcosa di unico stia avvenendo nei territori controllati dalla criminalità organizzata, maggior ostacolo allo sviluppo economico e civile del Sud del Paese. Vi è stata a Bari una grande manifestazione con oltre centomila persone che, ricordando le centinaia di vittime della criminalità organizzata, hanno levato il loro grido perché la società coralmente si ribelli alla schiavitù delle mafie. Dopo la Confindustria siciliana, i commercianti di Palermo, si sono ribellati al pizzo e hanno collaborato con le forze di polizia consentendo l’arresto di decine di mafiosi ricattatori. Sembra che si stia sgretolando il muro dell’omertà e che, grazie ai moti della società civile, il mangime di cui la mafia si nutre - paura e soggezione - stia venendo a mancare. Questo risveglio delle coscienze va promosso e supportato, in modo che si traduca in cultura stabile, solidificandosi in norma sociale”.
Paolo Guzzanti
Marzo 26, 2008 on 3:11 pm | In Politica, Informazione | 57 Comments
Ho scoperto il suo blog di recente. E inizio a condividere l’idea di rivedere la legge Basaglia. Già socialista, poi cossighiano, Paolo Guzzanti approdò alcuni anni fa alla corte d’Arcore. Come Pecorella, Ferrara, Meluzzi, Bondi e compagnia brutta si convertì al berlusconismo al costo di tormenti inenarrabili. Tra questi: la vice-direzione del Giornale che fu di Montanelli e un seggio al Senato con tanto di scorta personale e presidenza di commissione parlamentare Mitrokhin, la più inutilmente costosa della storia parlamentare recente. Una volta, nella primavera del 2006, mi capitò di incrociarlo al dellutriano circolo di via Marina a Milano. Mi divertii a interpellarlo sui bambini bolliti in Cina dai comunisti cattivi - argomento clou in quei giorni di campagna elettorale - e lui farfugliò qualcosa, naturalmente per dire che Berlusconi aveva ragione. Non ci fu tempo per la seconda domanda. Fui importunato, strattonato e cacciato dagli agenti di scorta. Ero solo, ma non mi arresi. In strada avvicinai di nuovo il prestigioso senatore berlusconiano e gli riferii il comportamento degli addetti alla sua sicurezza (pagati dai cittadini). Prima d’infilarsi nell’auto blu Guzzanti farfugliò di nuovo qualcosa, questa volta per dire assai coraggiosamente che non sapeva, che non capiva, che non c’entrava, mentre uno dei guardiani che gli avevo indicato, altro cuor di leone, spariva di scena come d’incanto.
Tutto questo per dire che il confronto pubblico sulla questione Scaramella-Mitrokhin fra il prestigiosissimo senatore berlusconiano (riconfermato in lista per la terza volta) e il giornalista Sandro Orlando, verosimilmente non si farà. Ricapitolo la breve vicenda, per evitare che i soliti miserabili sguazzino nel torbido. Io da questo blog ho proposto il confronto con piena garanzia di par condicio (visto che non mi chiamo Fede né Belpietro né Bonaiuti, per me tale garanzia è insita nel concetto di confronto). Orlando era disponibile. Guzzanti ha scritto di essere d’accordo a certe condizioni. Ho scritto una mail a Guzzanti per proporgli formalmente la cosa. Mi ha risposto un giovane di nome Amir, che si è presentato come un suo collaboratore. L’ho ricevuto a Milano in un bar. Abbiamo definito le modalità dell’eventuale dibattito. Gli ho segnalato due date buone invitandolo a sottoporle a Guzzanti. Il mio interlocutore mi ha promesso una risposta entro tre o quattro giorni. Sono passate alcune settimane e non l’ho più sentito. Delle due l’una: o il giovane di nome Amir è un millantatore di credito oppure il senatore Guzzanti non accetta il confronto con Sandro Orlando. Nel secondo caso, visto che da tempo sostiene che nessuno ha il coraggio di confrontarsi con lui, farebbe la figura del guappo di cartone, come si dice a Napoli.
4 aprile
Marzo 19, 2008 on 11:24 pm | In Informazione | 36 CommentsLa festicciola Qml si terrà venerdì 4 aprile allo Spazio Sugus di Milano.
Dalle ore 19 alle 24.
Chi vuol venire stampi questo post e lo presenti all’ingresso.
Lo spazio Sugus è al quartiere Isola, in via Jacopo Dal Verme 4.
Nel corso della serata proietteremo in anteprima il documentario “Vietato Respirare”, girato a Napoli in gennaio.
Portate da bere.
Intervista
Marzo 16, 2008 on 10:05 pm | In Informazione | 65 CommentsQui trovate l’intervista che ho rilasciato a What’s up, mensile free press.
www.wumagazine.com
Marcello Dell’Utri
Marzo 14, 2008 on 12:04 pm | In Politica, Informazione | 246 Comments“Esiste infatti una realtà innegabile: perché la mafia possa amministrare le sue migliaia di miliardi, debbono pur esserci imprese private ed istituti pubblici, uomini d’affari o di politica capaci di garantire l’impiego e la purificazione di quell’ininterrotto fiume di denaro. La nazione ha finalmente il diritto di identificarli!”.
Giuseppe Fava
“Mi si rivolta l’anima quando vedo tanti alzare le spalle mentre avvengono incredibili offese alla legge e alla legalità. No, bisogna gridare perché tutti si rendano conto di quel che accade. E non smettere di gridare finché non ci sentiranno anche coloro che non vogliono sentire”.
Rita Borsellino
Marcello Dell’Utri non ricorda chi fu Giuseppe Fava, il giornalista catanese che pagò con la vita il suo impegno antimafia. “Chi è, un suo amico?”, mi ha detto ieri, quando con gli amici di Qui Milano Libera siamo andati a interpellarlo al Palazzo della Permanente di Milano. Tema: le sue relazioni con mafiosi e la credibilità delle istituzioni. Marcello Dell’Utri non è pentito: dichiara infatti che frequentare personaggi come Mangano, Virga, Cinà “è meglio che frequentare gente come me”. Vale come una confessione. E in pratica mi considera peggio della mafia. Per quale motivo? perché mi son permesso il lusso di guastargli un po’ l’inaugurazione della fiera del libro antico con domande fuori copione e ricordando alcuni fatti: la condanna definitiva per reati finanziari, la condanna in primo grado per mafia, la condanna in appello per estorsione con l’ausilio di apposito boss trapanese (video-intervista a Vincenzo Garraffa). Lui desiderava solo intrattenere gli ospiti, disquisire di tomi antichi, illustrare la mostra su Pinocchio, come ogni mecenate che si rispetti. Con Berlusconi al governo - ha promesso - “faremo tutto”. Una priorità contro la mafia? gli ho chiesto. “Ce ne sono cinquantamila”, ha risposto, non specificandone una. E sempre sostenendo che lui con la mafia non c’entra nulla e che io non dovevo permettermi. Del valutare l’ipotesi di fare un passo indietro in attesa del verdetto finale, per rispetto delle istituzioni e senso dell’opportunità politica, nemmeno a parlarne. Il braccio destro di Berlusconi da quell’orecchio non ci sente. Si considera una vittima sacrificale, un nuovo Socrate. Ma la cicuta preferisce farla bere agli altri. Mentre lo interpellavo una schiera di adulatori, simpatizzanti e servetti vari gli faceva da corona, tutti offesi per conto suo, pronti all’invettiva verso di me. Il selezionatore di stallieri era livido, a un certo punto è diventato paonazzo, non di vergogna: quella non la prova. Ma di fastidio, di rabbia. Il tipico fastidio di chi ha speso una vita per far credere di essere qualcuno e poi si vede rovinare tutto in un attimo. La rabbia disperata di chi s’è mascherato da padrone e viene individuato come un intruso. Anche lo sguardo, in un lampo, è tornato servile. Mentre stava per spiegare a modo suo la sfortuna di essersi imbattuto in un sacco di mafiosi, il coro dei simpatizzanti s’è fatto alto fino a sommergere le nostre parole. E il cuor di leone s’è l’è svignata, dopo essersi congedato con gentilezza da bibliofilo: dandomi dello “stronzo”. Detto da uno così è un complimento e infatti l’ho ringraziato. Ne è seguito il solito parapiglia con guardie pubbliche e private. In strada, mentre venivano sbrigate le pinocchiesche procedure di identificazione (è il cittadino che grida allo scandalo ad essere identificato, non viceversa), ho tenuto l’abituale comizietto a squarciagola, evocando concetti non so quanto familiari a quella corte di appassionati bibliofili: la sanzione reputazionale, la responsabilità politica, il coraggio intellettuale della verità. Soffro di raucedine in questi giorni, ma la voce s’è schiarita di colpo pensando a quanti, per aver contrastato la mafia e la politica mafiosa, non possono più parlare.
Qui trovate il video. Ma dopo averlo visto, se credete, rompete il silenzio anche voi!
Qml party
Marzo 12, 2008 on 6:04 pm | In Informazione | 54 CommentsCari Amici,
il comitato centrale di Qui Milano Libera ha indetto una festa per venerdì 4 aprile, il penultimo fine-settimana prima del ritorno della Banda Bassotti. A Milano. Sarà l’occasione per ritrovare tante persone incrociate per strada o dentro la rete. E valutare se emigrare o darci definitivamente alla guerriglia mediatica. Sempre senza perdere il buon umore.
Ma non sappiamo ancora in quale posto. E siccome ci piace lasciare qualcosa al caso, chiedo a voi. Ci serve uno spazio vuoto, in città, adibito a feste ed eventi. Meglio se con impianto stereo e attrezzatura per proiezione. Inviateci il contatto via mail. Grazie!
Schiavi alla cassa
Marzo 5, 2008 on 1:12 pm | In Economia, Legalità, Informazione | 57 CommentsLa questione sociale non è separabile dalla questione morale. Insieme compongono un quadro infernale, dove l’impunità diventa sistema e il lavoro diventa merce. Con gli amici di Qml ci siamo ripromessi di affrontare con attenzione pari a quella dedicata alla questione morale le varie declinazioni dell’emergenza sociale, a partire da casi concreti. Ecco un primo video, dedicato al pesante maltrattamento denunciato da una cassiera dell’Esselunga di Milano. L’introduzione e le interviste sono di Franz Baraggino.
I diritti di una cassiera valgono meno dei quattrini che deposita in cassa. Meno della fretta dei clienti, quelli che hanno sempre ragione. Valgono così poco che se ti scappa, per farla devi aspettare di finire il turno. Talmente poco da essere considerati indifendibili. E se li difendi, uno zelante collega potrebbe cercare di dissuaderti in nome della politica aziendale.
Qualcosa di simile è accaduto ad una donna di quarantaquattro anni, cassiera in un supermercato Esselunga a Milano. Anni fa mi servivo in quel supermercato!
Nella Repubblica fondata sul lavoro lo sfruttamento dei dipendenti viene ancora considerato uno strumento di profitto. Non si spiegherebbe, altrimenti, il cosiddetto mobbing. Né i tanti soprusi denunciati all’interno di grandi catene commerciali. Questo ignobile aspetto di talune ‘politiche aziendali’ trova terreno fertile nel precariato. Al lavoratore precario si può chiedere di più. Più flessibilità nei turni, più disponibilità di trasferimento, più obbedienza. Se non ti puoi permettere il lusso di rischiare il posto, ti adegui.
Niente a che vedere con la tutela del lavoratore di cui si riempie la bocca anche questa campagna elettorale. I sindacati denunciano la difficoltà crescente nel penetrare certe realtà, la paura di esporsi da parte dei dipendenti. Al Consiglio Comunale di Milano, la maggioranza di centro destra, legata da decennale amicizia e prodiga contribuzione al proprietario di Esselunga, Bernardo Caprotti, non sembra scandalizzarsi più di tanto.
Caprotti ora parla di “complotto”, denuncia l’ “intimidazione” sindacale e minaccia di querelare i giornalisti che, a suo dire, hanno esposto l’azienda a una “bieca luce”. L’arroganza di posizioni così spavaldamente inamovibili la dice lunga sull’attuale condizione di molti lavoratori e sul grado di tutela dei loro contratti.
Franz
Post scriptum
Per l’otto e il nove marzo è stato indetto uno sciopero della spesa presso i centri commerciali dell’Esselunga come forma di protesta per le condizioni dei lavoratori.
Questa opera è pubblicata da Piero Ricca sotto una Licenza Creative Commons
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