L’Isola dei cassintegrati (un anno dopo)

Luglio 26, 2011 on 5:12 pm | In Politica, Informazione | 2 Comments

Un anno fa due giovani sardi, Michele Azzu e Marco Nurra, si sono inventati L’isola dei cassintegrati, un’idea di comunicazione che ha imposto all’attenzione generale il dramma e le ragioni dei lavoratori della Vinyls. In questa lettera Michele ci racconta com’è proseguita l’esperienza, che ora è diventata anche un libro in uscita da Bompiani.

Caro Piero,

quando pochi giorni fa mi hai chiesto “Come va sull’Isola dei cassintegrati?” non ho saputo cosa rispondere. Da una parte la nostra protesta in rete ha avuto dei risultati mediatici incredibili, dall’altra parte gli operai della Vinyls, quelli che per molti mesi hanno occupato il carcere abbandonato sull’isola Asinara, non sono ancora tornati al lavoro.

È una storia bella e triste allo stesso tempo, la nostra: era il febbraio del 2010 quando gli operai sardi, stanchi di promesse a vuoto e con la fabbrica – il petrolchimico di Porto Torres – che aveva chiuso, decidevano di occupare l’Asinara. Era appena iniziata l’Isola dei famosi della Ventura su Raidue, e così l’idea era di creare un contro-reality di protesta.

Dall’altro lato del mare, a Londra e Madrid dove viviamo rispettivamente io e Marco Nurra, studenti sardi emigrati, decidemmo di aiutare la protesta (mio padre è un cassintegrato Vinyls) aprendo il gruppo facebook L’isola dei cassintegrati. Su cui poco alla volta iniziammo a riportare tutte le notizie e le foto sull’occupazione, e a raccontare i personaggi come in un vero reality, l’unico reale (qui la storia completa dell’Isola).

Si iscrissero in migliaia, così aprimmo il blog, e invitammo tutti i nostri iscritti a partecipare a una strategia di mail bombing: in due settimane 2000 email vennero inviate alle redazioni di principali quotidiani italiani, che finalmente iniziarono a parlare della protesta della Vinyls, fino allora ignorata. Poi c’è stato Annozero… e mesi di notorietà mediatica che si sono risolti in un nulla di fatto per gli operai, e la fabbrica è ancora chiusa, tra tanti misteri italiani.

L’ultima protesta della Vinyls è solo di pochi giorni fa, quando gli operai dello stabilimento Vinyls di Porto Marghera si sono fermati ai semafori a lavare i vetri. Nel frattempo, sul blog, abbiamo iniziato a seguire anche i casi di molti altri lavoratori italiani in lotta: gli operai Fiat di Melfi, la Rockwool, le operaie Omsa di Faenza e quelle della Tacconi di Latina, e altri ancora… il sito è diventato un luogo d’incontro per questi lavoratori di ogni parte d’Italia.

Mi chiedi come va, caro Piero, e anche se il dubbio ce l’ho, fra le due ti rispondo: va bene. Perché in questi mesi abbiamo visto risolversi positivamente pochissimi dei casi da noi seguiti, ma la determinazione e la solidarietà della gente, degli operai e dei nostri sostenitori è una cosa che ci ha lasciato senza parole. La mobilitazione di migliaia di persone significa che c’è ancora voglia di fare in Italia, e di fare bene. Voglia di cambiare le cose.

Ci sono le operaie della Tacconi, ad esempio, da 200 giorni in presidio nella fabbrica a Latina. Ci sono gli operai sardi della Rockwool, che una settimana fa hanno inscenato una protesta artistica fra i tram di Milano. Ci sono i precari che si organizzano per manifestare al matrimonio di Brunetta, ci sono precari come Euristeo, che hanno vissuto in tenda per protestare contro l’impossibilità di pagare l’affitto.

Di queste persone l’Italia è piena, persone che mettono la loro vita in gioco, che ci mettono la faccia e il nome, a differenza di chi cerca di farsi passare per precario nascondendosi dietro l’anonimato (mi riferisco alla vicenda di Spider Truman, che pare essere addirittura un ex parlamentare). Sono queste le persone che cerchiamo di raccontare ogni giorno sul blog L’isola dei cassintegrati.

Con persone come questa l’Italia è di certo un posto migliore, ma ci vorrà tempo affinché la cose cambino. Perché questa voglia di cambiare si scontra contro il muro di gomma di una politica sorda, indifferente. O contro i grandi interessi, come nel nostro caso, da 17 mesi in lotta aperta contro l’ENI, la più potente azienda italiana e la quinta petrolifera al mondo.

Ho letto che in questi giorni, Piero, sarai in Sardegna per promuovere il documentario OIL secondo tempo sugli interessi dei Moratti. Invitiamo noi stessi tutti i sardi a partecipare, perché è parlandone, è informando che si potranno sconfiggere i colossi di potere italiani, la casta, nel lungo periodo. Un lavoro che nel nostro piccolo, cerchiamo di fare ogni giorno, raccontando questo reality italiano della crisi, dalle pagine html de L’isola dei cassintegrati. E abbiamo altre idee in mente, per proseguire questo lavoro.

Un abbraccio isolano, Piero, a te e a tutti quelli che lottano.

Michele Azzu

www.isoladeicassintegrati.com

www.facebook.com/isoladeicassintegrati

Valerio Onida

Luglio 22, 2011 on 9:58 am | In Legalità, Informazione | 2 Comments

Genova, dieci anni dopo / 2.

La ferita non si è rimarginata. I delinquenti in divisa sono ancora tutti in carriera. Quelli condannati se la caveranno probabilmente con la prescrizione. Nessun esponente politico ha pagato o chiesto scusa. Chi ha ordinato e coperto politicamente gli abusi è ancora al governo e al vertice delle istituzioni. Il corso della giustizia è stato sabotato in ogni modo. Uno stato che non sa riconoscere e sanzionare in modo esemplare i misfatti compiuti in suo nome non è degno di essere chiamato democrazia. Tant’è vero che la repressione violenta del dissenso non è certo un capitolo chiuso. Ma le idee e le speranze che dieci anni fa portarono in piazza centinaia di migliaia di persone sono più vive che mai.

Con questi pensieri mi avvio verso Genova.

QUI il resoconto di un recente intervento di Valerio Onida.

Enrico Zucca

Luglio 21, 2011 on 8:20 pm | In Legalità, Informazione | 2 Comments

Genova dieci anni dopo / 1

L’intervista a Enrico Zucca, il pubblico ministero che ha seguito i processi per gli abusi alla scuola Diaz.

Paolo Borsellino

Luglio 19, 2011 on 10:14 am | In Legalità, Informazione | 6 Comments

In memoria di Paolo Borsellino, nel giorno in cui ricorre il diciannovesimo anniversario della strage in cui perse la vita insieme ai membri della sua scorta: Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.

18 mesi nei Cie

Luglio 18, 2011 on 4:33 pm | In Politica, Informazione | 4 Comments

I lager contemporanei (a tempo determinato) si chiamano CIE, i Centri di Identificazione ed Espulsione.

Un’ingiusta detenzione, senza alcuna garanzia di difesa, e spesso con gravi maltrattamenti, vi è riservata a esseri umani come noi, colpevoli solo di essere migranti irregolari o “clandestini”, come vengono chiamati, in attesa di espulsione.

Un recente decreto governativo, approvato lo scorso 14 luglio alla Camera, ha ripristinato la possibilità di espulsioni dirette, senza necessità di “foglio di via”, e addirittura elevato a 18 mesi, dai 6 precedenti, la durata massima del periodo di detenzione in questa assurda galera, in cui si entra senza condanna né processo.

Lo ha voluto la Lega, sempre più complice dei delinquenti in colletto bianco e sempre più prepotente con i deboli, dopo che altri due provvedimenti legislativi volti a stabilire la condizione di “clandestinità” come reato e come aggravante erano falliti per l’intervento della Corte europea e della Corte Costituzionale.

Mentre si attende l’approvazione del decreto anche al Senato, suscita proteste della parte più sensibile ai diritti umani della stampa e della politica pure il persistente divieto ministeriale agli operatori dell’informazione, considerati “un intralcio”, di documentare quel che avviene dentro i Cie (video).

L’indifferenza di molti ai lager contemporanei è anche il frutto di tale black out.
Per esigere trasparenza, il prossimo 25 luglio è annunciata una giornata di mobilitazione.

Correlata al tema dell’immigrazione irregolare, è la questione dei diritto d’asilo. Tra i migranti spesso ci sono persone che fuggono da guerre, torture e ingiusta detenzione. Con i titoli in regola per essere accolti come rifugiati politici, dunque. Non sempre quei titoli vengono esaminati e quel diritto viene effettivamente riconosciuto, com’è avvenuto con i respingimenti indiscriminati degli ultimi anni, per i quali ora il governo italiano dovrà rispondere alla Corte Europea.

L’agorà del Teatro Valle

Luglio 17, 2011 on 8:31 pm | In Politica, Informazione | 1 Comment

Dal 14 giugno al Teatro Valle di Roma un gruppo di artisti, tecnici e lavoratori dello spettacolo sta dando vita a una straordinaria esperienza di occupazione a oltranza, con spettacoli, concerti, assemblee, grandi nomi che si alternano ai precari. Un’autogestione che cresce e si evolve di giorno in giorno, una presa di parola collettiva che intende salvare il Teatro Valle dal rischio di chiusura, ma più in generale rimettere al centro del discorso pubblico - contro i tagli e l’ottusità governativi - la cultura, il teatro e lo spettacolo come beni comuni.

Da seguire e, se possibile, imitare in altre città.

teatrovalle.it

la pagina facebook

i video su youtube

Genova, dieci anni dopo

Luglio 16, 2011 on 5:00 pm | In Politica, Informazione | 3 Comments

La storia ha dato ragione al movimento “No Global”. A dieci anni di distanza dal G8 di Genova, l’agenda politica ripropone molti dei temi che quel Movimento portava avanti, alla ricerca di percorsi alternativi a un sistema economico profondamente ingiusto. A cominciare dalla difesa dei beni comuni. Riprende ora il filo del discorso, nella città dove quel Movimento fu spazzato via con la violenza e la criminalizzazione, un ricco appuntamento di conferenze e di eventi che andrà avanti fino al 24 luglio.

QUI il sito del comitato organizzatore con il programma dettagliato.

La dieta mediatica degli italiani

Luglio 13, 2011 on 5:13 pm | In Politica, Informazione | 5 Comments

Non più teledipendenti. Sta finalmente cambiando la dieta mediatica degli italiani.

Lo conferma l’ultimo report del Censis, il cui dato più significativo è questo: metà della popolazione usa il web. Un dato ancora basso rispetto a società tecnologicamente più avanzate della nostra, ma non secondario in un paese a lungo dominato dalla tv generalista, che pure a tutt’oggi resta il mezzo di informazione prevalente.

I giornali sono in calo. I cosiddetti professionisti dell’informazione appaiono sempre meno credibili. L’offerta tv raggiunge un’audience più bassa e frammentata. Le nuove generazioni accedono alle notizie soprattutto attraverso il web, che propone un modello basato sulla disintermediazione e sulla condivisione.

Da questa evoluzione culturale - se l’Italia non fallisce prima - muoverà, anzi sta già muovendo il cambiamento politico. Un cambiamento incentrato su una rinnovata esigenza di partecipazione e di trasparenza.

L’attuale oligarchia partitica non ha scampo, se perde il controllo dell’informazione.

In tale contesto evolutivo si spiegano i tanti tentativi di sabotaggio governativo alla libera cittadinanza digitale che abbiamo registrato negli ultimi anni, come pure i ritardi e le omissioni negli investimenti per lo sviluppo della banda larga e nelle strategie di contrasto al digital divide.

QUI il report Censis.

QUI notizie sul report su google news.

Una legge contro il testamento biologico

Luglio 12, 2011 on 12:49 am | In Politica, Informazione | 15 Comments

Una legge contraria alla Costituzione, alla Deontologia medica, alla Convenzione di Oviedo (art. 9, vedi link), a ogni principio di libertà individuale e dignità umana, una legge che snatura il senso del testamento biologico e vanifica la testimonianza di Piergiorgio e Mina Welby ed Eluana e Beppino Englaro: tale è la legge sul fine vita e la dichiarazione anticipata di trattamento che domani, martedì 12 luglio, riprenderà il suo iter in parlamento.

Il punto chiave è l’articolo 3: un emendamento approvato la scorsa settimana gentilmente concede di dichiarare a quali trattamenti si desira essere sottoposti, ma non quelli che si rifiutano. Così, autodeterminazione e libertà di cura vanno a farsi benedire.

Un secondo emendamento, in discussione domani, riguarderà alimentazione e idratazione del malato terminale: la linea prevalente sembra essere quella di stabilire che debbano proseguire a oltranza. Saremmo al cosiddetto “sondino di Stato”.

Vengono i brividi al pensiero che la stessa maggioranza pronta a giurare sul fatto che Ruby sia la nipote di Mubarak, in piena estate, senza adeguato dibattito pubblico, infischiandosene delle tante e autorevoli opinioni critiche e del diffuso dissenso sociale, possa decidere sul modo in cui si debba morire: tutti, non solo chi considera che lo stato vegetativo permanente sia una forma di vita degna, sacra e intangibile. Sotto la guida di Gasparri e Cicchitto, con il contributo decisivo dell’ottima Binetti e del neo-craxiano Barani, senza dimenticare l’apposito Casini, il centrodestra segue la linea della Cei. Il Pd, ovviamente, è diviso. Domani l’associazione Luca Coscioni farà l’ennesimo, meritorio sit in di protesta davanti alla Camera. Ma la voce dell’Italia laica deve farsi sentire con più forza.

QUI l’appello di medici e operatori sanitari.

QUI un’intervista a Luigi Manconi.

QUI l’analisi di Stefano Rodotà.

QUI un intervento di Furio Colombo.

QUI i pareri di Umberto Veronesi, Emma Bonino e Ignazio Marino.

L’esproprio

Luglio 9, 2011 on 3:11 pm | In Politica, Informazione | 5 Comments

560 milioni di euro: questa è la somma che Fininvest è stata condannata a pagare dalla corte di appello di Milano per il furto della Mondadori.

Ora la famiglia e i cortigiani gridano al complotto politico, all’aggressione giudiziaria, all’esproprio proletario, al clima da piazza Loreto. In prima fila la dolce Marina, che qualcuno vorrebbe come erede politica. Proprio non ce la fanno ad accettare l’idea che esistano tribunali che possano anche darti torto e giudici che non siano disposti a farsi comprare e fatti provati che configurano reati e nulla hanno a che fare con la vicenda politica. Nulla di nuovo, rispetto all’abituale spudoratezza. Com’è pure ovvio che il capo farà di tutto per non pagare il dovuto.

A tacere delle altre malefatte, per vent’anni il presidente del consiglio in carica ha fatto utili, controllato una parte dell’informazione e condizionato il mercato editoriale con un’azienda tolta ad altri con la frode: questo è solo questo è il punto politico della questione. Moralmente incompatibile con l’assunzione o la permanenza in qualsiasi carica pubblica del “corresponsabile di corruzione”, come abbiamo cercato più volte di spiegare a terzisti, neutralisti, sedicenti liberali e osservatori moderati, a cominciare da Ferruccio de Bortoli.

La loro viltà ha contribuito a trascinarci così in basso.

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Questa opera è pubblicata da Piero Ricca sotto una Licenza Creative Commons

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