4 aprile

Marzo 19, 2008 on 11:24 pm | In Informazione | 36 Comments

La festicciola Qml si terrà venerdì 4 aprile allo Spazio Sugus di Milano.

Dalle ore 19 alle 24.

Chi vuol venire stampi questo post e lo presenti all’ingresso.

Lo spazio Sugus è al quartiere Isola, in via Jacopo Dal Verme 4.

Nel corso della serata proietteremo in anteprima il documentario “Vietato Respirare”, girato a Napoli in gennaio.

Portate da bere.

Intervista

Marzo 16, 2008 on 10:05 pm | In Informazione | 65 Comments

Qui trovate l’intervista che ho rilasciato a What’s up, mensile free press.

www.wumagazine.com

Marcello Dell’Utri

Marzo 14, 2008 on 12:04 pm | In Politica, Informazione | 251 Comments


“Esiste infatti una realtà innegabile: perché la mafia possa amministrare le sue migliaia di miliardi, debbono pur esserci imprese private ed istituti pubblici, uomini d’affari o di politica capaci di garantire l’impiego e la purificazione di quell’ininterrotto fiume di denaro. La nazione ha finalmente il diritto di identificarli!”.
Giuseppe Fava

“Mi si rivolta l’anima quando vedo tanti alzare le spalle mentre avvengono incredibili offese alla legge e alla legalità. No, bisogna gridare perché tutti si rendano conto di quel che accade. E non smettere di gridare finché non ci sentiranno anche coloro che non vogliono sentire”.
Rita Borsellino

Marcello Dell’Utri non ricorda chi fu Giuseppe Fava, il giornalista catanese che pagò con la vita il suo impegno antimafia. “Chi è, un suo amico?”, mi ha detto ieri, quando con gli amici di Qui Milano Libera siamo andati a interpellarlo al Palazzo della Permanente di Milano. Tema: le sue relazioni con mafiosi e la credibilità delle istituzioni. Marcello Dell’Utri non è pentito: dichiara infatti che frequentare personaggi come Mangano, Virga, Cinà “è meglio che frequentare gente come me”. Vale come una confessione. E in pratica mi considera peggio della mafia. Per quale motivo? perché mi son permesso il lusso di guastargli un po’ l’inaugurazione della fiera del libro antico con domande fuori copione e ricordando alcuni fatti: la condanna definitiva per reati finanziari, la condanna in primo grado per mafia, la condanna in appello per estorsione con l’ausilio di apposito boss trapanese (video-intervista a Vincenzo Garraffa). Lui desiderava solo intrattenere gli ospiti, disquisire di tomi antichi, illustrare la mostra su Pinocchio, come ogni mecenate che si rispetti. Con Berlusconi al governo - ha promesso - “faremo tutto”. Una priorità contro la mafia? gli ho chiesto. “Ce ne sono cinquantamila”, ha risposto, non specificandone una. E sempre sostenendo che lui con la mafia non c’entra nulla e che io non dovevo permettermi. Del valutare l’ipotesi di fare un passo indietro in attesa del verdetto finale, per rispetto delle istituzioni e senso dell’opportunità politica, nemmeno a parlarne. Il braccio destro di Berlusconi da quell’orecchio non ci sente. Si considera una vittima sacrificale, un nuovo Socrate. Ma la cicuta preferisce farla bere agli altri. Mentre lo interpellavo una schiera di adulatori, simpatizzanti e servetti vari gli faceva da corona, tutti offesi per conto suo, pronti all’invettiva verso di me. Il selezionatore di stallieri era livido, a un certo punto è diventato paonazzo, non di vergogna: quella non la prova. Ma di fastidio, di rabbia. Il tipico fastidio di chi ha speso una vita per far credere di essere qualcuno e poi si vede rovinare tutto in un attimo. La rabbia disperata di chi s’è mascherato da padrone e viene individuato come un intruso. Anche lo sguardo, in un lampo, è tornato servile. Mentre stava per spiegare a modo suo la sfortuna di essersi imbattuto in un sacco di mafiosi, il coro dei simpatizzanti s’è fatto alto fino a sommergere le nostre parole. E il cuor di leone s’è l’è svignata, dopo essersi congedato con gentilezza da bibliofilo: dandomi dello “stronzo”. Detto da uno così è un complimento e infatti l’ho ringraziato. Ne è seguito il solito parapiglia con guardie pubbliche e private. In strada, mentre venivano sbrigate le pinocchiesche procedure di identificazione (è il cittadino che grida allo scandalo ad essere identificato, non viceversa), ho tenuto l’abituale comizietto a squarciagola, evocando concetti non so quanto familiari a quella corte di appassionati bibliofili: la sanzione reputazionale, la responsabilità politica, il coraggio intellettuale della verità. Soffro di raucedine in questi giorni, ma la voce s’è schiarita di colpo pensando a quanti, per aver contrastato la mafia e la politica mafiosa, non possono più parlare.

Qui trovate il video. Ma dopo averlo visto, se credete, rompete il silenzio anche voi!

Qml party

Marzo 12, 2008 on 6:04 pm | In Informazione | 54 Comments

Cari Amici,

il comitato centrale di Qui Milano Libera ha indetto una festa per venerdì 4 aprile, il penultimo fine-settimana prima del ritorno della Banda Bassotti. A Milano. Sarà l’occasione per ritrovare tante persone incrociate per strada o dentro la rete. E valutare se emigrare o darci definitivamente alla guerriglia mediatica. Sempre senza perdere il buon umore.
Ma non sappiamo ancora in quale posto. E siccome ci piace lasciare qualcosa al caso, chiedo a voi. Ci serve uno spazio vuoto, in città, adibito a feste ed eventi. Meglio se con impianto stereo e attrezzatura per proiezione. Inviateci il contatto via mail. Grazie!

Schiavi alla cassa

Marzo 5, 2008 on 1:12 pm | In Economia, Legalità, Informazione | 58 Comments

La questione sociale non è separabile dalla questione morale. Insieme compongono un quadro infernale, dove l’impunità diventa sistema e il lavoro diventa merce. Con gli amici di Qml ci siamo ripromessi di affrontare con attenzione pari a quella dedicata alla questione morale le varie declinazioni dell’emergenza sociale, a partire da casi concreti. Ecco un primo video, dedicato al pesante maltrattamento denunciato da una cassiera dell’Esselunga di Milano. L’introduzione e le interviste sono di Franz Baraggino.


I diritti di una cassiera valgono meno dei quattrini che deposita in cassa. Meno della fretta dei clienti, quelli che hanno sempre ragione. Valgono così poco che se ti scappa, per farla devi aspettare di finire il turno. Talmente poco da essere considerati indifendibili. E se li difendi, uno zelante collega potrebbe cercare di dissuaderti in nome della politica aziendale.
Qualcosa di simile è accaduto ad una donna di quarantaquattro anni, cassiera in un supermercato Esselunga a Milano. Anni fa mi servivo in quel supermercato!
Nella Repubblica fondata sul lavoro lo sfruttamento dei dipendenti viene ancora considerato uno strumento di profitto. Non si spiegherebbe, altrimenti, il cosiddetto mobbing. Né i tanti soprusi denunciati all’interno di grandi catene commerciali. Questo ignobile aspetto di talune ‘politiche aziendali’ trova terreno fertile nel precariato. Al lavoratore precario si può chiedere di più. Più flessibilità nei turni, più disponibilità di trasferimento, più obbedienza. Se non ti puoi permettere il lusso di rischiare il posto, ti adegui.
Niente a che vedere con la tutela del lavoratore di cui si riempie la bocca anche questa campagna elettorale. I sindacati denunciano la difficoltà crescente nel penetrare certe realtà, la paura di esporsi da parte dei dipendenti. Al Consiglio Comunale di Milano, la maggioranza di centro destra, legata da decennale amicizia e prodiga contribuzione al proprietario di Esselunga, Bernardo Caprotti, non sembra scandalizzarsi più di tanto.
Caprotti ora parla di “complotto”, denuncia l’ “intimidazione” sindacale e minaccia di querelare i giornalisti che, a suo dire, hanno esposto l’azienda a una “bieca luce”. L’arroganza di posizioni così spavaldamente inamovibili la dice lunga sull’attuale condizione di molti lavoratori e sul grado di tutela dei loro contratti.

Franz

Post scriptum

Per l’otto e il nove marzo è stato indetto uno sciopero della spesa presso i centri commerciali dell’Esselunga come forma di protesta per le condizioni dei lavoratori.

Roma/2

Febbraio 29, 2008 on 6:39 pm | In Informazione | 278 Comments

Eccomi di nuovo a Milano. Qualche flash sulla traferta a Roma.

1 Desidero anzitutto ringraziare gli amici romani che numerosi hanno voluto passare un’ora assieme a me e agli altri cialtronazzi di Qui Milano Libera, prima della diretta tv. E’ stato un confronto interessante. Il momento più stimolante del viaggio. Non c’è paragone tra le nostre inquietudini e le chiacchiere dei salottini tv.

2 La puntata di Anno Zero credo che l’abbiate vista. Santoro ha perso un po’ di smalto. Il livello del dibattito era da cortile, e non è solo colpa della par condicio, e dell’Italia attuale. I cronisti invitati erano men che modesti, i temi trattati più che ritriti. La solita mezz’ora per Grillo proprio non si capisce, se non con l’esigenza di imprimere nella testa degli spettatori una nuova forma di bipolarismo: il comico agitapopolo (che rifugge la tv!) contro la famigerata casta. Quantomeno riduttiva come visione giornalistica, no? Ma forse è solo un modo per fare audience.

3 La mia partecipazione al talk show, come prevedevo, è stata di pochissimi minuti, in fondo alla puntata. Ed è già un miracolo: in tv generalmente parla chi non ha nulla da dire. In siffatti contesti è impresa ardua ragionare. Ho accettato l’invito per generosità. E cioé per esprimere questa idea a qualche milione di persone: al punto di marciume a cui siamo arrivati, o ci si ribella o si tace. La vera casta è la nostra indifferenza. Qualcuno ha recepito? Ne è valsa la pena? Non lo so, ma è quel che penso ed è quel che ho detto.

4 Di Pietro. Era rimasta in sospeso la questione candidatura. Migliaia di persone hanno inviato una mail di supporto e di proposta. Ci salutiamo nella prima pausa pubblicitaria, quando il buon Tonino ha già dichiarato in diretta: “Candiderò giovani, persone dei movimenti, attive su internet, anche se non c’è il tempo per fare le primarie” (cito a memoria). Sembrava un’alzata di palla per me. Gli ho domandato: “Allora hai saputo della nostra proposta”? Mi risponde: “Le mail non le ho ancora lette, non sto leggendo la posta elettronica. Però ho saputo della tua disponibilità, ma non posso accoglierla. A Milano sarò io capolista”. E al secondo e terzo posto (cioé in ruoli competitivi per l’elezione)? Risposta: la signora Carlino e il signor Lannutti. Chi sono? La prima è una signora di mezza età, ex maestra di scuola elementare, che tiene in piedi la baracca di Italia dei Valori a Milano. Il signor Lannutti è una vecchia lenza delle associazioni dei consumatori. Sono il nuovo che avanza? Saranno presenze significative nel prossimo parlamento? Hanno dalla loro il sostegno disinteressato di migliaia di persone? Mi sa di no. Ma lascio a voi informarvi e giudicare. Ho salutato Tonino dicendogli di pensarci. Ma i giochi sono fatti. E per me non è un problema. Non mi facevo alcuna illusione. Ma abbiamo fatto bene a provarci. Era solo una prova generale, una prefigurazione di primarie on line. L’importante è che non ci siano alibi. Di Pietro ha preferito la Carlino e Lannutti a me: questo è un elemento di chiarezza. Così sapete eventualmente con chi prendervela quando vi mancherà un vero rompiballe in parlamento.

Post scriptum

Al termine della puntata la Santanché mi ha fatto i complimenti. “Condivido tutto quel che dici”, mi ha fatto sapere. L’avrò sottovalutata moralmente?

Post scriptum 2

Questa sera alle 21: per chi vuole e può, ci vediamo a Varese alla serata con Bruno Tinti.

Finanziamento pubblico ai giornali

Febbraio 13, 2008 on 12:40 pm | In Informazione | 41 Comments

Alla serata con Marco Travaglio, lunedì scorso, si è discusso di molti temi. E inevitabilmente delle proposte di referendum del V Day 2, che avrà come epicentro proprio Torino. QUI trovate l’analisi di Travaglio sul finanziamento pubblico ai giornali.

Lunedì a Torino

Febbraio 7, 2008 on 7:31 pm | In Informazione | 56 Comments

Alcuni amici torinesi hanno fondato il gruppo Qui Torino Libera

Lunedì 11 febbraio 2008 mi hanno invitato a partecipare a un incontro pubblico insieme a Marco Travaglio. Se c’è tempo proietteremo qualche video qml. Magari uno con Fassino protagonista, visto che Torino è la sua città ed è giusto rendergli omaggio.

Se siete in zona, venite!

Dalle ore 20,30
presso l’aula magna
dell’istituto Avogadro
Via Rossini 18 Torino

Europa 7

Gennaio 31, 2008 on 2:18 pm | In Politica, Informazione | 41 Comments

Le cronache ci ricordano chi sia l’ometto della provvidenza. Ieri il barzellettiere s’è visto assolvere per la seconda volta dall’accusa di falso in bilancio in quanto, per effetto di una legge su misura scritta dal suo avvocato, il fatto che gli veniva addebitato non è più previsto come reato. Oggi la corte di giustizia europea ha sancito l’illegittimità di Rete 4, dando ragione a Francesco Di Stefano. La sentenza la trovate su www.europa7.it. Il piano delle frequenze radiotelevisive, studiato apposta per favorire Mediaset, è stato giudicato contrario alle normative comunitarie. Per gli effetti pratici, mai certi nella patria degli azzeccagarbugli e del partito-azienda, ora la parola ripassa al consiglio di Stato, al quale Francesco Di Stefano s’era appellato con due obiettivi: vedersi assegnare le frequenze nazionali che gli spettano dal 1999 e incassare un congruo risarcimento danni. Un risarcimento - va ricordato - di competenza dello Stato, cioé dei cittadini, a compenso di abusi che hanno ulteriormente arricchito la banda Berlusconi. QUI una breve intervista a caldo all’avvocato Ottavio Grandinetti, il legale di Europa 7. Dell’ignavia morale e politica della cosiddetta sinistra italiana, che dire di più? Avrebbero dovuto ripristinare il reato di falso in bilancio e la legalità televisiva subito, per decreto, ma non l’hanno fatto, preferendo l’indulto extralarge per poi cadere su Mastella.
Domani proveremo a chiedere un commento su questi fatti a Fedele Confalonieri, che fino a qualche mese fa sosteneva che la corte europea aveva già dato ragione a Mediaset e che lui e Silvio, da bravi ex allievi dei salesiani, hanno sempre agito nel rispetto delle regole. Le loro, s’intende.

Incontro con Confalonieri


Intervista a Di Stefano


Fedele Confalonieri

Gennaio 29, 2008 on 12:38 pm | In Informazione | 121 Comments

Venerdì pomeriggio ho un incontro con Fedele Confalonieri, il presidente di Mediaset.
Mi ha invitato a conferire nel suo ufficio la scorsa settimana, quando l’abbiamo intercettato in via Sant’Andrea dove il nostro - in qualità di musicofilo e mecenate - era atteso a un convegno su Arturo Toscanini. Dopo la consueta gragnuola di domande e invettive, l’ex pianista da crociera ha proposto di vederci con calma per un chiarimento e ci ha lasciato il suo numero diretto. La mattina dopo l’ho chiamato, la segretaria me l’ha passato e lui ha esordito in questo modo: “Allora lei vuol venire a lezione di diritto costituzionale da me?”. Trattenendo le risa gli ho risposto: “No presidente: era per un’intervista video”. E lui: “No ma lasci stare… io voglio parlare con lei per spiegarle come stanno le cose… perché lei dice delle cose che non sono vere e io voglio smentirle…”. E io: “… Bene, può farlo davanti a una videocamera…”. E lui: “Ma poi vediamo…”. Io: “… Presidente, vengo con la videocamera…”. Lui: “… Lei la porti poi vediamo…”. Io: “… Presidente, vengo per un’intervista…”. Lui: “… Le va bene venerdì mattina?”. Io: “Meglio venerdì pomeriggio”.
Ci siamo accordati per venerdì pomeriggio, presso la “sede legale” di Mediaset, in via Paleocapa, a Milano. Si preannuncia una scena da film. Vado nel fortino del nemico. Per verificare se il più grande editore televisivo nazionale sia dotato dell’autostima necessaria per rilasciare dichiarazioni davanti a una videocamera amatoriale accesa. Non so esattamente per quale motivo, alla vigilia del ritorno al governo, il capo operativo del partito-azienda voglia vedermi. Forse per capire quel che mi muove. Forse per prevenire altri “agguati mediatici” per strada. Forse per un’istintiva affabilità da piano bar. O magari si sente davvero nel giusto e vuole convincermi. Tendo a escludere per modestia che mi voglia comprare. Di certo meglio lui di Fassino, che parla solo con Vespa e Fiorello. Vi farò sapere.

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Questa opera è pubblicata da Piero Ricca sotto una Licenza Creative Commons

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