L’Altra Casta
Aprile 21, 2008 on 8:35 pm | In Politica | 35 Comments 
In Italia la trasparenza è un optional, anche per i sindacati: la meno indagata fra le caste nazionali. Se n’è incaricato di recente il cronista dell’Espresso Stefano Livadiotti, autore del libro “L’altra casta” (Bompiani). Sintetico e di agevole lettura, il libro racconta dei fatturati miliardari, dei bilanci segreti, dello sterminato patrimonio immobiliare, degli organici colossali, dei provvedimenti legislativi imposti o evitati per introdurre e mantenere privilegi. “L’immagine del sindacato come di un soggetto responsabile, capace di interpretare gli interessi generali, si è dissolta” - scrive l’autore - “e ha lasciato il posto a quella di una casta iperburocratizzata e autoreferenziale che ha perso via via il contatto con il Paese reale”. Una casta che, pur mantenendo un forte potere di veto non rappresenta più di un quarto del sistema produttivo nazionale: la metà dei tesserati sono pensionati, per il resto in gran parte sono lavoratori a tempo indeterminato, pochissimi i giovani e i “precari”. Alla base del potere sindacale c’è una forza economica incontrollata. Almeno un miliardo di euro è la cifra che ogni anno aziende e enti previdenziali versano a Cgil, Cisl e Uil, trattenendola da stipendi e pensioni degli iscritti. Il meccanismo della trattenuta automatica, già cancellato dalla legge con un referendum e poi rientrato dalla finestra nei contratti di lavoro, è a tutto vantaggio dei sindacati. Ma le fonti di finanziamento sono numerose, redditizie e quasi sempre esentasse. Pur mancando i bilanci ufficiali, Livadiotti le passa in rassegna con scrupolo: la “miniera d’oro” dei Caf (Centri di assistenza fiscale); la “riserva di caccia” dei patronati, l’l'immenso patrimonio immobiliare ricevuto in dono dallo Stato con esonero dall’Ici, l’intercettazione mediante i Caf del famoso 5 per mille, cioé la quota che i contribuenti possono dare al volontariato. Non basta: “i sindacati si sono infiltrati anche nell’attività consumeristica”, costituendo proprie associazioni di consumatori, che succhiano soldi allo Stato, e nell’appetitoso business della formazione, in quest’ultimo caso spesso a braccetto con il nemico confindustriale.
L’Inquinatore
Aprile 19, 2008 on 6:48 pm | In Politica | 41 CommentsIl potere come malattia della mente, ovvero Francesco Cossiga. Crepano tante brave persone, non capisco perché un così odioso inquinatore della vita pubblica debba arrivare a ottant’anni in febbrile attivita. Fateci caso: la dichiarazione più velenosa della giornata è quasi sempre la sua. L’Inquinatore non desidera soldi né cariche. Vuole mettere zizzania. Si diverte a provocare. Allude, insinua, regola conti, coltiva ossessioni. Lo farà fin che campa. L’ho incontrato solo una volta, al teatro Dal Verme di MIlano, e si dimostrò quel che è: una figura squallida e insieme patetica. Degno ex presidente “picconatore” di una repubblica bananiera. Era il marzo del 2002, il governo Berlusconi-Previti andava avanti a colpi di leggi su misura, c’era appena stata la manifestazione dei quarantamila al Palavobis, il vecchio Sylos Labini si sgolava in difesa della Costituzione e l’Inquinatore si preoccupava della possibile deriva terroristica dei girotondi. A tutte le persone in buona fede era chiara la natura legalitaria e non violenta di quel movimento. Non all’Inquinatore né ai gazzettieri di regime che lo intervistavano a raffica. Lo invitai a lasciar perdere in nome del buon senso e lui mi rispose che non aveva paura di me “perché a gente come te e Tonino Di Pietro io gli faccio un culo così”. Letteralmente, mimò anche il tipico gesto. Ne seguì una vivace discussione, sotto lo sguardo vigile delle cinque guardie del corpo. Purtroppo ero da solo, senza telecamera. Veniamo all’oggi. Ecco come l’Inquinatore ha commentato l’esito delle recenti elezioni: “c’è il rischio di un nuovo terrorismo di sinistra perché la sinistra radicale non ha più rappresentanza in parlamento”. Il mondo civile ci guarda attonito domandandosi come possa un popolo europeo riconsegnarsi a un “giullare” (definizione dell’Economist) titolare di una spaventosa concentrazione di interessi e di poteri e circondato di secessionisti, piduisti, fascisti e mafiosi. Ma per l’Inquinatore (e per i gazzettieri che gli vanno ancora dietro) il problema è un altro: impedire il fuoco del nuovo brigatismo. E per meglio evitarlo, ovviamente, ci soffia sopra. Se lo incrociate prima voi, spernacchiatelo a dovere, mi raccomando. Per il resto, visto che fino a prova contraria siamo non violenti, non ci resta che sperare nella divina provvidenza. Per pietà, o Signore, chiama a te il Giullare e l’Inquinatore!
“Servo dei soldi!”
Aprile 19, 2008 on 12:56 pm | In Politica | 73 Comments19 - 4 - 2008 - ore 15:49 - Ansa
INSULTA MAGISTRATI, SGARBI PAGHERA’ 180 MILA EURO
MILANO - Per aver definito “assassini” tre magistrati milanesi l’ex parlamentare Vittorio Sgarbi, critico d’arte e ora assessore alla cultura milanese, è stato condannato ad un consistente risarcimento: 180 mila euro più le spese di giudizio. Ad avviare la causa davanti al Tribunale civile di Milano erano stati gli ex pubblici ministeri di ‘Mani pulite’, Pier Camillo Davigo, Francesco Greco e Gherardo Colombo (quest’ultimo ora in pensione) che avevano citato in giudizio l’ex parlamentare per sue dichiarazioni apparse su due quotidiani e nelle quali si accusavano i tre magistrati di aver fatto morire della gente. L’allusione era ad indagati deceduti per suicidio. “Questi magistrati - aveva affermato fra l’altro Sgarbi - vanno arrestati e processati. Sono un’associazione per delinquere con libertà di uccidere”. Il giudice Claudio Marangoni, valutati i fatti, ha riconosciuto a Colombo, Davigo e Greco un risarcimento di 60 mila euro ciascuno, somma che dovrà essere pagata dalla parte convenuta che dovrà far fronte anche alle spese di giudizio calcolate in altri 13.300 euro.
Roberto Scarpinato
Aprile 16, 2008 on 4:58 pm | In Politica | 60 CommentsI compilatori di enciclopedie ci considereranno contemporanei di un delinquente in doppiopetto. Io mi sento contemporaneo di Roberto Scarpinato, magistrato antimafia. Ho ripescato in rete questo suo intervento, una bussola di educazione civile, utile non solo a comprendere ma forse anche a sopportare la sconcia realtà che abbiamo di fronte.
Schede bianche e nulle cercansi
Aprile 16, 2008 on 11:39 am | In Politica | 88 CommentsCaro Piero,
ho un problema che spero anche tu voglia condividere: il ministro dell’interno uscente è peggio di quello berlusconiano. Ti invito a trovare il dato sulle schede nulle e bianche (che è sempre stato diffuso). Io non ci sono riuscito. Volevo anche trovare quanti erano gli aventi diritto al voto effettivi, ma non ci sono riuscito. Vengono omessi dei dati, secondo me importanti, nel riepilogo dei risultati elettorali. Magari tu sai dove pescarli. Io mi ci sono perso e non ho trovato un giornale (on line) che ne parlasse anche solo di striscio. Grazie ancora, e non smettiamo di confidare nelle Parche: prima o poi tagliano anche loro!
Tiziano
Risposta
Caro Tiziano,
ne parlavamo giusto ieri sera con amici. Abbiamo cercato i dati ufficiali sulle schede bianche e nulle sul sito del Viminale, ma invano, certo per nostra disattenzione. Ci è rimasta la curiosità. Sarebbe interessante, per esempio, verificare se le bianche siano risorte rispetto al 2006. Se qualcuno ha notizie ci faccia sapere. Ministro Amatoooo?
Per chiedere lumi al ministero cliccate QUI.
Le ultime parole fumose
Aprile 15, 2008 on 5:59 pm | In Politica | 66 CommentsOrmai il parlamento italiano ospita due destre: la banda Berlusconi e il partito democratico. La seconda è moderata. Con la prima.
Un commento a caldo
Aprile 14, 2008 on 6:06 pm | In Politica | 462 Comments
La Banda Berlusconi ha vinto.
Provo vergogna di essere italiano. E una voglia irrefrenabile di altrove.
(Dopo aver visto con quale accanimento il Buffone gettava fango su di lui davanti a un silente Vespa, lo confesso, ieri sera ho votato Di Pietro su entrambe le schede).
Graziano Cioni
Aprile 11, 2008 on 10:08 pm | In Politica, Informazione | 55 CommentsI criminali inamidati spadroneggiano. Ma non c’è scampo per i derelitti.
Dopo aver dato la caccia ai lavavetri, l’assessore fiorentino Graziano Cioni ha dichiarato guerra ai mendicanti. Mi scrive Saverio da Firenze, per segnalarmi l’iniziativa raccontata in questo video. Stanate il vostro Cioni, mi raccomando.
Caro Piero,
ti trascrivo il link, nella speranza che tu voglia segnalarlo nel tuo blog, del nostro incontro con l’assessore di Firenze Graziano Cioni circa il provvedimento anti-mendicanti.
L’iniziativa era organizzata dall’Assemblea Autoconvocata e dall’Associazione Aurora per protestare contro il provvedimento dell’assessore Graziano Cioni che vieta ai mendicanti di chiedere l’elemosina seduti o sdraiati in quanto intralcerebbero il “traffico dei pedoni” rendendo altresì “indecorosa” la città di Firenze.
Nel video discuto con l’assessore Graziano Cioni, decidendo poi, come forma ultima di protesta, di sdraiarmi all’entrata di Palazzo Vecchio insieme ad Andrea Fornari.
Sentirai che durante il “battibecco” con l’assessore Cioni viene fatto riferimento all’utilizzo, da parte dello stesso assessore, delle persone “nonvedenti” come spada di Damocle per colpire i senza reddito (mendicanti), in quanto il provvedimento è scattato successivamente all’inciampo di una ragazza nonvedente sul corpo di un cosiddetto elemosinante; fatto che l’assessore ha utilizzato per giustificare, agli occhi della pubblica opinione, il suo provvedimento.
Noi crediamo che Firenze possa definirsi “decorosa”, per usare le parole dei fautori del provvedimento, se è in grado non di cancellare i poveri ma la povertà, aiutando chi ne ha bisogno a uscire dalla condizione di marginalità in cui è stato relegato.
Il video è stato girato e montato da Marco Bazzichi.
Saluti, Saverio
Info: www.saveriotommasi.it
Uso criminoso
Aprile 10, 2008 on 7:07 pm | In Politica, Informazione | 97 CommentsSopra, il famigerato editto bulgaro, aprile 2002.
Sotto, la trascrizione dell’intervento di Berlusconi a Omnibus (La 7), del 10 aprile 2008
Polito la seconda domanda, mi promette che questa volta non farà licenziare nessun giornalista della Rai che la pensa in maniera sgradevole per lei come avvenne l’altra volta con l’editto bulgaro?
Berlusconi allora l’altra volta io non ho fatto licenziare in vita mia nessuno, e non ho fatto licenziare tanto meno qualcuno in Rai dove io non ho mai messo il naso, ho detto una battuta convinto che fosse una battuta diretta solo…
Piroso …e qualcun altro ce l’ha messo il naso Presidente.
B. beh, ma contro la mia volontà perché io non volevo assolutamente che si arrivasse alla decisione poi è stato lo stesso Biagi che ha deciso per una lauta eh… eh… risposta alle sue esigenze di… che… ha preferito di lasciare, ma io ho insistito fino all’ultimo che Biagi restasse in Rai. Cosa avevo detto; avevo detto che certi giornalisti come Biagi e Santoro avevano fatto un uso criminoso della televisione; continuo a sostenerlo anche adesso, soprattutto violando le regole della comunicazione elettorale, qualche volta…con Santoro basta che la gente guardi ancora oggi quello che combina Santoro e che fa combinare a Travaglio nella sua trasmissione per capire che è qualcosa che in una moderna democrazia non si dovrebbe permettere perche che Travaglio possa accusare chiunque di tutto, e di più senza avere un contraddittorio…
Polito quindi licenzia Travaglio allora
B. …è una cosa che non dovrebbe essere possibile in un servizio pubblico pagato coi soldi di tutti…
Polito …che fa, lo licenzia Travaglio?
B. porto a confronto ciò che han fatto le reti che io ho fondato e da cui mi sono distaccato quattordici anni fa, non c’e’ nella storia di Mediaset una sola, non solo un solo ciclo di trasmissioni alla Santoro, ma una sola trasmissione, uno speciale che sia d’attacco alla sinistra o personaggi di interesse della sinistra.
Piroso però Presidente, Tremonti ad Annozero ci è andato tranquillamente e ha esposto le sue ragioni cioè…
B. … scusi, sia oggettivo Direttore lei si vergognerebbe di aver qui una trasmissione come Annozero e non la permetterebbe mai, che poi ogni tanto ci siano degli alibi per cui fanno arrivare Tremonti, e in quella trasmissione lo fanno parlare, questo à l’alibi che non contraddice la regola della trasmissione.
Polito ma Presidente, ma la mia domanda è proprio questa: la chiudete Annozero ?
B. …ma non sarò io, io non ho mai, nemmeno, nemmeno, non ho mai, con…io sono l’editore più liberale che sia mai comparso sulla scena editoriale italiana…
Polito …e allora accetti anche Santoro
B. …lo domandi a tutti i direttori e giornalisti di Mediaset e della Mondadori, si ricordi cosa disse Montanelli, da cui qualche volta mi dividevano le idee, io non ho mai fatto un intervento sulla libertà dei singoli giornalisti, non ho mai imposto nulla al contrario di quello che fa la sinistra gravando di telefonate continuative i poveri direttori dei telegiornali e delle trasmissioni della Rai…
Polito vabbà le telefonate è meglio lasciarle stare
B. …domandi, domandi, scusi… ai direttori, io ho ricevuto una telefonata da Saccà e ne ho approfittato per fare quello che si chiede ad un leader politico di riparare a delle ingiustizie, a delle persone che pur essendo brave si vedevano preferite a chi aveva rapporti di altro tipo con chi decideva in Rai. Quindi quella telefonata che ho ricevuto, l’ho utilizzata per quello, con la mia segretaria che mi mandava le comunicazioni che erano venute da varie fonti, tra l’altro il fratello di una di queste attrici che e’ un nostro consigliere di Rieti e che mi sottoponeva il fatto di una scelta che era stata fatta dal produttore privato e disdetta per una vicinanza amicale da un funzionario della Rai che era, vabe’ mi scusi, io per dire…
Polito vabbè ma quelle sono raccomandazioni, sono raccomandazioni, succede a tutti.
B. …io non ho paura di ricevere nessuna smentita quando dico che io le telefonate non le faccio, che la sinistra ne fa tre o quattro al giorno allo stesso direttore minacciandoli, minacciandoli di antipatia o di rappresaglie future
Polito chi è questo direttore?
B. guardi non sto a fare nomi, domandi ai suoi colleghi direttori, non potranno smentirmi…
Polito glielo chiederemo…
B. guardi, io sono da sempre l’editore ed il politico più liberale della storia della Repubblica Italiana.
La feccia
Aprile 8, 2008 on 3:54 pm | In Politica | 189 Comments
“La scoperta che c’è un’Italia berlusconiana mi colpisce molto: è la peggiore delle Italie che io ho mai visto, e dire che di Italie brutte nella mia lunga vita ne ho viste moltissime… Però la volgarità, la bassezza di questa Italia qui non l’avevo vista né sentita mai. Il berlusconismo è veramente la feccia che risale il pozzo”.
Indro Montanelli
“Bisogna votare per qualcuno, non contro qualcuno”, mi disse una volta Luciano Violante. Ma è possibile in Italia? Nel 1992 votai contro Craxi e Andreotti. Dal 1994 voto contro Berlusconi. Comincio a essere un po’ stufo. Anche perché non sono così sicuro, avendo votato Progressisti, Ulivo e Unione, di aver votato davvero contro il tipetto che mi sembrava il peggiore. Ad ogni elezione il dilemma si ripropone. Votare gli amici di Consorte o annullare la scheda? Sono ancora incerto. E sento che in molti condividono tale incertezza. Nel 2006 condussi una mia personale campagna elettorale, documentata dai film “Qui Milano Libera” e “Radio Foppa” , per esprimere questo semplice concetto: occorre andare a votare, al costo di turarsi il naso, per impedire un nuovo, esiziale lustro di governo della Banda Berlusconi. Sappiamo com’è finita, ipotesi brogli a parte. Ma additare il male senza dare un riferimento positivo non basta, e io stesso non ne ho più voglia, mentre quell’incubo è più attuale che mai. Il che vuol dire che in quindici anni non siamo riusciti a liberarci, in nome di una visione alternativa e per un’esigenza di dignità, della destra meno presentabile del mondo occidentale: “la feccia che risale il pozzo”, come la chiamava Indro Montanelli. Non ne usciamo bene come italiani. Non ne esce bene la cosiddetta sinistra italiana. Nel medio periodo, la speranza è che dalle macerie nasca qualcosa di completamente nuovo. Nell’immediato, l’unica speranza concreta è di impedire il trionfo della Banda con un sostanziale pareggio al Senato. Chi pensa che questo sia utile è costretto a votare partito democratico, magari turandosi le narici con le mollette. Chi invece pensa che tra i due principali contendenti non ci sia più alcuna differenza, nemmeno quanto a capacità di far danno, farà altre scelte, magari annullando la scheda (che è sempre meglio che astenersi). La gran parte delle persone che stimo sono ancora incerte fra queste due opzioni. Tra questi ci sono anch’io. Deciderò domenica mattina, a urne aperte. Dipenderà dall’umore e dal disgusto prevalenti. Ma senza attendere lo scrutinio dei voti, un dato è certissimo: culturalmente ha già stravinto il nano. E il dilemma menopeggiosì-menopeggiono in cui mestamente ci dibattiamo, ne è la prova.
Questa opera è pubblicata da Piero Ricca sotto una Licenza Creative Commons
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