Il prezzo della Lega
Aprile 13, 2007 on 3:16 pm | In Uncategorized | 18 Comments
Umberto Bossi e Silvio Berlusconi si sono alleati due volte, nel 1994 e nel 2001. Entrambe le volte l’alleanza fu determinante per l’esito delle elezioni. Tra la prima e la seconda volta ci fu una pausa di riflessione, chiamata Ribaltone, in cui Bossi diede del “mafioso” a Berlusconi e questi diede del “giuda” e del “pazzo” a Bossi. Nel 2001 i due tornarono alleati e per cinque anni i leghisti, fedeli come cagnolini da passeggio, votarono le infami leggi su misura per l’impunità di Previti e soci. In cambio ottennero la riforma della Costituzione, la famigerata devolution, poi cancellata dal referendum.
I maligni sostengono che recuperare la fedeltà del suo “giuda” sia stato economicamente oneroso per Berlusconi. I bene informati ricordano che prima della nuova alleanza con “il mafioso di Arcore” la Lega era stremata dai debiti, poi magicamente ripianati. Recentemente, da un’inchiesta sugli spioni Telecom, è emerso un foglietto di appunti con una cifra: 70 miliardi di lire. Questo sarebbe il prezzo della Lega.
Secondo la giornalista Rosanna Sapori, Umberto Bossi avrebbe venduto a Berlusconi addirittura la titolarità del simbolo del partito e la sua fedeltà sarebbe costata molto di più di quei 70 miliardi.
Ma difficilmente conosceremo la verità sui delicati rapporti fra il “mafioso” e il suo “giuda”. Il bonifico estero su estero è un metodo ben collaudato.
Rosanna Sapori ha lavorato per anni a Radio Padania, dalla quale è stata cacciata per un motivo politico: per mesi criticò in radio il decreto Salva-assicurazioni, poi la Lega decise di appoggiare quel decreto. Protestò con il ministro Castelli e non fu perdonata.
L’altra sera a Padova Rosanna mi ha concesso una breve intervista, per ricordare la degenerazione della Lega: da movimento anti-sistema a partito-setta, ben radicato a “Roma Ladrona”.
La perplessità
Aprile 11, 2007 on 1:41 pm | In Uncategorized | 22 Comments![]()
Sarebbe quasi rivoluzionaria, oggi, una norma volta a impedire a chi ha grane con la legge (quanto meno ai pregiudicati con sentenza definitiva) di candidarsi alle elezioni. L’ha proposta di recente il gruppo Italia dei Valori. Ma dubito che verrà mai approvata. Le priorità sono altre, sempre altre. Ecco la lettera da Venezia di Luisa.
Caro Piero,
ti ho visto solo ieri per la prima volta alla trasmissione di Telenordest. Complimenti per la tua ostinata determinazione, ma renditi conto che stai camminando su un campo minato…
Da anni ho una perplessità: se in Italia esiste una legge che impone ad un semplice cittadino che vuole entrare nella pubblica amministrazione (con regolare concorso) di completare tutta la documentazione personale con IL CASELLARIO GIUDIZIARIO (evidentemente non vogliono mafiosi tra gli impiegati), la medesima legge non dovrebbe chiedere il casellario giudiziario a chi SI CANDIDA PER GOVERNARE I CITTADINI ITALIANI?
Cioè: a me che devo solo fare la dattilografa chiedono se sono delinquente e invece a chi ci dovrebbe governare anche utilizzando i soldi pubblici non si chiede nulla?
Ecco perchè abbiamo una schiera di parlamentari (di destra e di sinistra) che sono stati indagati e considerati colpevoli di reati vari (molti hanno patteggiato con evidente ammissione di colpa). E questi sono seduti sugli scranni del potere, con stipendi fantastici (2-3 volte superiori a livello europeo di tutti gli altri paesi dell’Unione) e molto, molto distanti dagli stipendi da fame dei normali cittadini comuni.
DOBBIAMO PENSARE DI FARE UN ALTRO ‘68 PER LIBERARCI DI QUESTI PERSONAGGI?
Si aumentano gli stipendi con una semplice alzata di mano (non hanno contrattazioni sindacali), rubano e rimangono al loro posto istituzionale, alcuni passano intere legislature senza produrre NULLA: ma che vergogna di paese siamo?
I miei migliori auguri con tutto il cuore, Luisa
Sconfitta!
Maggio 30, 2006 on 7:40 pm | In Uncategorized, Politica | 5 Comments
Dunque Totò Cuffaro - sotto processo per favoreggiamento alla mafia - ha vinto contro Rita Borsellino, un simbolo dell’Antimafia.
Buono a sapersi.
E i votanti milanesi, a maggioranza, hanno preferito Donna Letizia, evidentemente ritenendosi soddisfatti dalle precedenti amministrazioni di centrodestra. Uno su tre ha votato il partito azzurro.
Beati loro.
Per il resto, la minacciata “spallata” al governo non c’è stata. Anzi l’Unione è andata bene, vincendo nettamente a Roma, Napoli e Torino, confermandosi in molte altre città e conquistandone di nuove.
Poteva anche andar peggio, vista la prova non esaltante di queste sei settimane.
Io non sono andato malissimo.
Con 146 voti validi (grazie a tutti!) sono risultato il secondo votato della lista nella quale ero candidato, subito dopo la capolista, che godeva del traino del partito.
Specifico “voti validi” perché mi sono accorto che esprimere un voto non nullo è un’impresa complicatissima. Il mio amico Giordano, per esempio, ha confessato di non esserci riuscito.
Nelle condizioni date (invisibilità della candidatura, assenza di budget personale e sostegno di qualsivoglia apparato, mancanza di programmazione) lo considero un risultato dignitoso.
Purtroppo alla lista Italia dei Valori - priva del traino di Di Pietro e cannibalizzata dalla lista Ferrante - non è stato assegnato alcun seggio. Ne avesse preso almeno uno, come tutti si aspettavano, non era impossibile un mio ripescaggio come primo dei non eletti, visto che la capolista è anche assessore provinciale.
Sul piano personale, meglio così. In cinque anni a palazzo Marino, facendo il consigliere comunale alla mia maniera, mi sarei rovinato la vita.
Certo il dubbio rimane: quanti milanesi avrebbero espresso la preferenza per me, se solo avessero saputo che ero in lista?
Molti di più, ne sono certo. Ma non è un cruccio che mi toglie il sonno.
La prossima volta - se mai ci sarà - mi organizzerò per tempo e cercherò di far sapere a tutti che sono candidato.
Il problema generale tuttavia rimane: può essere giudicata democratica una competizione elettorale combattuta con mezzi tanto diversi dai vari candidati?
Chiusa la parentesi elettorale, ora è tempo di concentrarsi finalmente sulla battaglia più importante di questi anni: il referendum che, insieme a molti parlamentari e consigli regionali, oltre ottocentomila cittadini hanno chiesto per impedire l’entrata in vigore della pessima riforma della Costituzione, comunemente chiamata “devolution”.
L’appuntamento è per il 25 e 26 giugno, la maggioranza dei votanti deciderà per tutti.
Anche in questo caso tutto si gioca sull’informazione. Quanti elettori sono attualmente informati sui cambiamenti introdotti dalla riforma? Quanti lo saranno il 25 giugno?
Chi vuole contribuire a questo lavoro di informazione, in difesa della Costituzione, può darci una mano ai tavoli o richiedere i nostri opuscoli informativi, scrivendomi.
Festa!
Maggio 25, 2006 on 11:09 am | In Uncategorized, Politica | 3 Comments
La mia campagna elettorale inizia venerdì 26 maggio, quando tutti la chiudono.
Campagna di passaparola, intendo.
Allo spazio Sugus si farà festa e si potrà vedere il film Radio Foppa, realizzato da Ricky Farina e da me.
Inizio ore 19, in via Jacopo Dal Verme 4 (quartiere Isola).
Ditelo ai vostri amici.
C’è una possibilità contro novecentonovantanove che io possa essere eletto consigliere comunale, per motivi oggettivi: il peso specifico elettorale della lista che ben difficilmente avrà diritto a più di uno o due consiglieri, l’assenza di quella visibilità indispensabile al voto di opinione, la tradizionale marginalità di una candidatura indipendente, eccetera.
Ma non è detto.
Tutto dipende da quanto, negli ultimi giorni, girerà la notizia della mia presenza in lista. E questo dipende da chi mi sostiene.
Venite venerdì con i vostri amici.
E fate girare anche il mio pizzino elettorale pubblicato qui sotto.
Grazie.
Il mio pizzino
Maggio 24, 2006 on 10:38 pm | In Uncategorized, Politica, Libertà | 2 Comments
Propongo a TUTTI gli amici di questo blog di diffondere questa letterina.
Cari amici,
nella chilometrica lista dei candidati per il Consiglio Comunale di Milano c’è anche il mio nome.
Sono ospite nella lista Italia dei Valori, che sostiene il candidato sindaco Bruno Ferrante.
Offro ai cittadini milanesi la possibilità di mandare in Comune un vero rompiscatole dei pre-potenti.
Mi sono accorto che molti si concederebbero il lusso di votarmi… se solo sapessero che sono candidato. Il problema è la comunicazione, o meglio la clandestinità della mia candidatura solitaria e indipendente.
In questi giorni ho cercato di parlare alle persone, attraversando la città con dei cartelli gialli, il mio megafono Ikarus e una valigia zeppa di volantini.
Ma non basta.
Come altre volte in passato mi rivolgo alla rete, confidando nei miracoli del passaparola.
Vi chiedo di diffondere ovunque possibile la notizia di questa mia candidatura.
Mi si può votare (scheda azzurra) mettendo una crocetta sul simbolo Italia dei Valori, e scrivendo RICCA nell’apposito spazio per la preferenza.
Sono anche candidato (scheda verde) ai consigli di zona 6 e 7.
Fatelo sapere ai vostri amici.
Grazie e un abbraccio a ciascuno di voi.
Piero Ricca
Lettera alla Polizia di Milano
Maggio 17, 2006 on 1:05 pm | In Uncategorized, Politica, Libertà, Costituzione, Democrazia, Legalità | 1 Comment
Cari Amici della Polizia di Milano,
questo appello è per Voi.
So che alcuni di Voi ogni tanto danno un’occhiata a questo blog. E me ne rallegro.
Voi certo sapete della mia candidatura a consigliere comunale di Milano.
Mi permetto dunque di chiederVi sostegno.
Chi meglio di Voi, infatti, conosce la continuità del mio impegno civile di questi anni?
Pian piano, dopo qualche iniziale perplessità, avete dimostrato di comprendere la serietà delle mie ragioni e la responsabilità del mio metodo di lotta non violenta, tutto fondato sulla parola.
Mi avete finalmente identificato, nel senso più autentico.
Avete compreso che la contestazione dell’abuso di potere è momento di vitalità democratica, e non certo di disprezzo delle istituzioni.
Oltretutto, nelle conversazioni private, con molti di Voi spesso scopro di essere in sintonia su molti argomenti. E questo mi fa sentire meno solo.
Ecco perché mi fa piacere chiederVi il voto.
Uno di Voi, l’altro giorno, a margine dell’ennesima manifestazione spontanea, mi ha detto: “Guarda che se poi diventi deputato o ministro e ti corrompi, veniamo a cercarti!”.
Accetto la sfida.
Se eletto a palazzo Marino, statene certi, continuerò a fare dentro l’istituzione cittadina quel che ho sempre fatto, spesso in Vostra compagnia, fuori dai palazzi: rompere le scatole a chi vive il potere come privilegio; esigere trasparenza e rispetto per la legalità formale, come per le norme dell’etica pubblica.
Continuerò, cioé, a turbare non l’ordine pubblico, come poteva sembrare a prima vista, ma il quieto vivere, come ormai è chiaro anche alla maggioranza di Voi.
Mi sembra, oltretutto, assai più divertente.
Pensate che bello: il contestatore eletto con i voti della Digos!
Basta mettere una crocetta sul simbolo Italia dei Valori e scrivere RICCA nell’apposito spazio. Fate girare la voce!
Un devoto saluto al Questore dott. Scarpis (che nel segreto dell’urna non Vi vede) e a tutti Voi,
da Piero Ricca
Lettera ai dipendenti di Mediaset
Maggio 15, 2006 on 3:05 pm | In Uncategorized, Politica, Libertà, Informazione | 2 Comments
Cari dipendenti di Mediaset
e del Giornale, di Mondadori, di Mediolanum… e di tutto il resto,
questo appello è per Voi.
So bene quanto costi a molti di Voi lavorare per arricchire un personaggio come Berlusconi.
Provo un sentimento di autentica solidarietà umana per Voi, in particolare per i redattori del tg4.
So anche che molti di Voi hanno simpatia per me. Grazie!
Cari amici di Mediaset, del Giornale, di Mediolanum, della Mondadori…,
con vero piacere Vi informo che chi tra Voi è residente a Milano può dare del BUFFONE o del CORRUTTORE a Berlusconi: votandomi.
Ho infatti pensato di farVi cosa gradita, candidandomi come indipendente nella lista Italia dei Valori, nel centrosinistra di Ferrante.
Nel segreto dell’urna, a costo zero, potete toglierVi lo sfizio di mandare il capo a quel paese.
Nella cabina elettorale Lui non Vi vede, mentre io - con i Vostri voti - potrei essere eletto: per continuare a rompere le scatole, dal di dentro. Pensateci!
Un caro saluto a tutti, da Piero Ricca
Appunti per un programma
Maggio 12, 2006 on 3:21 pm | In Uncategorized, Politica, Informazione | 4 CommentsIl programma il programma!
Ecco il mio.
- Chiusura del centro storico alle auto
- Riduzione del traffico entro la circonvallazione esterna: chi vuole entrare (NON con i suv et similia) paga, e salato
- Con i soldi del biglietto d’ingresso, favorire le forme di mobilità alternative all’auto
- Aumento della frequenza e ampliamento dell’orario dei mezzi pubblici: per esempio corse del metro anche di notte
- Piste ciclabili ovunque
- Taxi collettivi
- Costruzione di tanti bei parcheggi (gratis) alle porte della città
- Ripiantumazione ovunque possibile (mai più un nuovo caso “Bosco di Gioia”), anche con il contributo di sponsor privati, i quali in cambio potranno fregiarsi di una piccola targa con il proprio marchio
- Politica di capillare assistenza agli anziani non autosufficienti (il progetto dev’essere affidato a una commissione composta da famiglie con questo problema)
- Eliminazione delle barriere architettoniche ovunque possibile (il progetto dev’essere affidato a una commissione composta da disabili)
- Difesa del piccolo commercio rimasto in piedi, stremato dall’assedio della grande distribuzione
- Adeguamento delle insegne luminose dei pubblici esercizi a criteri di decenza estetica
- Sostegno alla sperimentazione nelle scuole di tutta la città di corsi di educazione civile integrata (vedi www.educaci.it)
- Dono a tutti i cittadini di una copia della Costituzione, nel giorno del compimento dei quindici anni di età
- Creazione di spazi di aggregazione e cultura di quartiere, dove sia possibile passare il tempo libero senza spendere, autogestiti dai cittadini del quartiere stesso
- Eliminazione della pubblicità esterna, poichè la città non deve vendere lo sguardo dei suoi cittadini. Alcuni impianti saranno mantenuti, per collocarvi riproduzioni di grandi opere della storia della pittura: Caravaggio, Botticelli, Raffaello…
- Eliminazione o riduzione allo stretto necessario delle telecamere che spiano la vita dei cittadini
- Aumento dell’Ici dalla terza casa di proprietà in avanti, con la conseguente creazione di un fondo per gli studenti di famiglie non agiate
- Internet in banda larga senza fili a tutti gratis
- Internet point aperti anche la notte
- Mai più manifestazioni fasciste a Milano: se necessario, scriverlo nello Statuto comunale
- Istituzione delle elezioni primarie per ogni carica elettiva muncipale: scriverlo nello Statuto
- Creazione di un’Autorità indipendente per la verifica di ogni possibile caso di conflitto d’interesse di consiglieri comunale, assessori, dirigenti di nomina comunale
- Impegno a un rigoroso controllo del fenomeno delle consulenze facili, e dei “gettoni” ai portaborse di partito
- Creazione di un osservatorio permanente, di livello municipale, per lo studio dell’infiltrazione mafiosa in città
- Fermo No alla targa a Craxi in piazza Duomo 19, se mai questa decisione della giunta Albertini dovesse ritornare in voga: non si onorano gli ex latitanti
- Rimozione della seconda targa a Pinelli, messa da Albertini in piazza Fontana
- Creazione di una grande e autorevole tv comunale, via web e via satellite, affidata a giornalisti eletti dai cittadini, con palinsesto di informazione e cultura. Il 49% potrà essere ceduto ad un azionariato diffuso (non più dello 0,5% a investitore)
- Sostegno allo sviluppo delle tv di strada
- Creazione di un ufficio comunale che riceva, valuti e selezioni le proposte dei cittadini, con l’impegno a discuterle in consiglio
- Agevolazione dello strumento del referendum consultivo su scelte amministrative particolarmente rilevanti
- Collocazione in giro per la città, in strutture aperte al pubblico, di almeno 100 schermi per consentire la visione delle riunioni del consiglio comunale. Quando non c’è consiglio, si possono utilizzare per trasmettere concerti e rappresentazioni teatrali.
- Massima valorizzazione degli artisti di strada, come risorsa della città
- Creazione di luoghi pubblici di “libera parola” sul modello londinese, dove ciascuno - senza preventiva autorizzazione, e rispettando delle regole - possa dire la sua e organizzare dibattiti. Per esempio nei parchi.
- Assegnazione dell’Ambrogino d’oro a Francesco Saverio Borrelli (negli anni scorsi gli è stato negato da parte di esponenti politici che l’hanno assegnato all’intollerante Oriana Fallaci)
- Creazione di un evento culturale di respiro internazionale: per esempio un’esposizione universale delle Idee del nuovo secolo
- Proposta di ospitare a Milano una sessione del forum sociale europeo
- Registro delle unioni civili
- Creazione di una vasta rete di scuole serali di arti e mestieri, attive nelle periferie
- Politica culturale a vantaggio delle periferie, per esempio una stagione di teatro itinerante e gratuita
- Agevolazione in ogni forma possibile della fruizione dell’offerta culturale (libri, giornali, dischi, cinema, teatro) da parte di fasce sociali di basso reddito: per esempio una tessera annuale per l’ingresso alle mostre
- Biblioteche aperte anche la domenica e la sera fino a mezzanotte.
- Musei gratis una volta al mese
- Riunioni itineranti del consiglio comunale fuori da palazzo Marino
- Banca delle competenze e del tempo. Il Comune offrirà di utilizzare le competenze e il tempo dei cittadini, per esempio studenti e pensionati, per far funzionare le proprie strutture (per esempio biblioteche e musei). In cambio renderà loro gratuiti alcuni servizi, (per esempio l’accesso ai mezzi pubblici)
- Sostegno, finanziamenti e collaborazione alle strutture della solidarieta (per esempio a don Colmegna e a don Rigoldi), per l’assistenza agli indigenti, agli immigrati e ai migranti
- Esclusione dalle gare d’appalto comunali di quelle società che subappaltano a ditte che impiegano personale “in nero”
- Proclamare Milano ”città senza cpt”
- Risoluzione consiliare a favore di una legge che consenta il diritto di voto per le elezioni amministrative agli immigrati socialmente inseriti da almeno cinque anni
- Utilizzo per finalità sociale di TUTTI gli immobili comunali
-NO alla privatizzazione dei beni pubblici essenziali, come l’acqua
- Un grande progetto municipale, aperto alla collaborazione delle aziende private, con l’obiettivo di dare a tutti i senza fissa dimora di Milano una possibilità di vita dignitosa
Lettera di Pino
Maggio 11, 2006 on 11:13 am | In Uncategorized, Politica, Costituzione | No Comments
L’amico Pino Palermo, imprenditore vicino ai movimento per la Costituzione, ieri mi ha scritto questa letterina. Mi son tornati in mente tanti giorni.
Caro Piero,
come più volte ho avuto modo di dichiarare in questi anni di battaglie democratiche, mi sono imposto di non usare la visibilità a mio vantaggio.
Per questo motivo non ho mai accettato interviste e/o proposte di varia natura, perchè il mio unico scopo era ed è quello della difesa della nostra insostituibile COSTITUZIONE, delle nostre ISTITUZIONI e della indispensabile LEGALITA’.
Più volte Ti ho manifestato il mio dissenso su qualche Tua iniziativa, però ho la certezza che Tu vuoi le stesse cose che voglio io.
Caro Piero,
non ho dimenticato, e non dimenticherò la passione civile che Ti spinge a correre rischi (anche personali) per non piegarti alla barbarie nei confronti della MAGISTRATURA, delle FORZE DELL’ORDINE, dei giornalisti con la schiena DIRITTA.
E non dimentichiamo il danno che potrebbero ancora fare, con la cosiddetta “devoluzione”, alle ISTITUZIONI REPUBBLICANE, che sono costate TANTISSIMO a chi ci ha preceduto.
Per i motivi sopra esposti sono convinto che PIERO RICCA debba continuare la sua battaglia per la LEGALITA’ come consigliere indipendente nel comune di MILANO.
Per questa ragione chiedo di VOTARLO.
Ti invio un caro saluto.
Pino Palermo
Un “gesto pacificatore”
Maggio 8, 2006 on 2:18 pm | In Uncategorized, Politica, Informazione | No Comments
E va bene, buttiamola in vacca.
Non si riesce proprio, grazie a certi giornali, a far passare qualche contenuto serio.
L’altra sera ho incontrato al bar un amico che lavora al Giornale. Persona intelligente e aperta. Cercavo di spiegargli - visti anche gli ultimi articoli del quotidiano belpietriano su di me - che ci dev’essere pure un limite al servilismo. “Ma non credere, al massimo è sciatteria, non servilismo”, mi ha risposto. E poi: “Del resto tu sei conosciuto come quello che rompe le palle a Berlusconi, non puoi lamentarti se poi vieni trattato dai giornali in questo modo. Anzi mi sembri presuntuoso se ti aspetti il contrario”. Giustificava errori, falsità, definizioni come portavoce del “partito delle manette”, “girotondino di professione”, e financo il titolo messo all’ultimo articolo: “Nessuna sanzione per chi vuole insultare Berlusconi”, a commento dell’annullamento della multa per la contestazione al fratello del suo editore.
Ed è una persona seria e aperta. Figuriamoci gli altri, tipetti come Filippo Facci e Stefano Zurlo, per esempio.
Poco fa mi ha chiamato un giornalista di Panorama. Voleva sapere della mia candidatura. Nella mia beata ingenuità mi attendevo una domanda sulle ragioni del mio impegno civile o sulle mie proposte per Milano. No. Il giornalista voleva sapere se il contestatore “stringerà la mano al presidente in caso di un eventuale incontro a palazzo Marino”. Un “gesto pacificatore”, l’ha chiamato. La fiction ha fatto molti danni.
Naturalmente gli ho risposto che non c’è alcun risentimento personale nelle mie contestazioni a questo e ad altri personaggi. Dunque il problema non si pone. Ma il giornalista di Panorama insisteva. Per non scontentarlo gli ho risposto: “No, non stringerò la mano a un personaggio che vive nell’abuso di potere, e il mio modo di rispettare l’avversario è quello di dirgli in faccia quel che penso”.
Si, forse è più sciatteria che servilismo.
Questa opera è pubblicata da Piero Ricca sotto una Licenza Creative Commons
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