Fabrizio De André
Febbraio 21, 2012 on 2:52 pm | In Varie | No Comments“Io, tutte le sere, quando finisco un concerto, desidererei rivolgermi alla gente e dire loro: tutto quello che avete ascoltato fino adesso è assolutamente falso, come sono assolutamente veri gli ideali e i sentimenti che mi hanno portato a scrivere e cantare queste canzoni. Ma con gli ideali e i sentimenti si costruiscono delle realtà sognate. La realtà, quella vera, è quella che ci aspetta fuori dalla porta del teatro e per modificarla, se vogliamo modificarla, c’è bisogno di gesti concreti, reali”.
Fabrizio De André
Lo scempio
Febbraio 16, 2012 on 12:52 pm | In Varie | No CommentsCriminale è l’incoscienza con la quale ci si sbarazza di ogni residuo del Bello e del Sacro. Se ne cerca un simbolo?
Il parcheggio sotterraneo - sciagurata eredità delle giunte Albertini - in fase di scavo nella piazza di Milano che ospita la millenaria basilica di Sant’Ambrogio. Lì sotto, tra l’altro, ci sono i resti di un cimitero di martiri paleocristiani.
Sembra difficile stavolta impedire lo scempio, come si riuscì per l’ “autosilo” alla Darsena, altro progetto di taratissime menti.
Intanto il boss del piano cemento e parcheggi, l’ing. Claudio De Albertis, ex presidente dell’Associazione nazionale delle imprese edili, è stato chiamato a dirigere la Triennale di Milano. Sarà manager di cultura, dall’alto della sua cattedra morale.
Bertrand Russell
Febbraio 14, 2012 on 7:32 pm | In Varie | No CommentsUn messaggio ai posteri? Due cose: una intellettuale e l’altra morale.
La prima: quando ragionate attenetevi esclusivamente ai fatti.
La seconda: l’amore è saggio, l’odio è folle.
Bertrand Russell, intervista alla Bbc, 1959
(sintesi mia)
Binario 21
Febbraio 13, 2012 on 3:47 am | In Varie | 1 CommentDavvero un momento intenso, malgrado la temperatura al di sotto dello zero, l’altra sera, sotto la Torre resistente del Binario 21, alla stazione di Milano, con le canzoni di Vinicio Capossela e le poesie di Vincenzo Costantino Cinaski.
Alla fine non sentivamo più il freddo, ma solo una punta di dispiacere per chi non c’era. QUI il bel resoconto di Gianni Mura.
Contro la soppressione dei treni notte e del lavoro di chi li faceva funzionare, il presidio continua, giorno e notte.
Montix
Febbraio 8, 2012 on 1:36 pm | In Varie | 2 CommentsLa stretta fiscale sotto il governo Monti, vista dai ragazzi di Terzo Segreto di Satira. Il loro ultimo video.
Inno alla Morte
Febbraio 8, 2012 on 2:15 am | In Varie | 1 CommentE’ la rimozione del Pensiero della Morte - me ne convinco sempre più - la malattia spirituale più grave della nostra epoca. Morte come approdo e pietra di paragone di ogni fatto umano, cerchio di fuoco e strumento di conoscenza. Morte come condizione di senso.
Nel trionfo degli idoli Tecnica e Profitto, che obbligano l’ego al costante turgore e confinano il senso ai saperi applicativi, l’esistenza è sempre meno un prepararsi a morire e il morire diventa una funzione biologica, una possibilità fra le tante, che va esorcizzata, sterilizzata ed espulsa dalla coscienza dei vivi.
Rimuovere il Pensiero della Morte crea una cultura di morte.
Ecco perché mi piace condividere l’Inno alla morte di Giuseppe Ungaretti, mirabilmente interpretato da lui stesso. Siamo ai vertici dell’arte poetica - e della spiritualità laica - contemporanea. Buona visione.
Norberto Bobbio
Febbraio 6, 2012 on 11:09 pm | In Varie | No CommentsEcco una gemma che racchiude il senso di una vita. A un passo dall’addio, Bobbio ci dice che tutto il resto non conta: “alla fine ti accorgi che contano solo i rapporti umani, i buoni rapporti che hai avuto con gli altri”.
Che lo dica in quel modo, con quel volto, dopo un’intera esistenza dedicata alla ricerca della conoscenza e all’esercizio della ragione, con duemila pubblicazioni all’attivo e riconoscimenti di ogni tipo, fa riflettere e personalmente non smette di commuovermi.
Di Norberto Bobbio mi piace ricordare qui anche questa nota:
“Cultura significa misura, ponderatezza, circospezione: valutare tutti gli argomenti prima di pronunciarsi, controllare tutte le testimonianze prima di decidere, e non pronunciarsi e non decidere mai a guisa di oracolo dal quale dipenda, in modo irrevocabile, una scelta perentoria e definitiva”.
Riflettere sul valore della cultura come esercizio metodico del dubbio, forse ci può servire nell’era dell’opinionismo, non di rado corrivo e acritico, delle comunicazioni digitali e dei social network in particolare.
L’uomo medio
Febbraio 6, 2012 on 10:53 pm | In Varie | No CommentsIl dovere di prendere posizione, di assumersi la propria quota di responsabilità, di far risuonare in pubblico le ragioni del proprio sdegno, scrollandosi di dosso qualunquismo, opportunismo, indifferenza, passività e gli altri ben noti vizi dell’uomo - e dell’italiano - medio: non altro che questo, in fondo, ho cercato di testimoniare - con errori e limiti, ma sempre in buona fede - per tutti questi anni, confidando di poter dare stimoli ad altri. A volte mi maledico, ma lo rifarei.
Alibi
Febbraio 6, 2012 on 10:50 pm | In Varie | No CommentsVietato delegare, l’ho detto e lo ripeto perché mi sembra un punto cruciale.
Lo sforzo che dovremmo fare tutti noi, donne e uomini di buona volontà, è di non fabbricare né adorare più icone, eroi e altri idoli del bene sui quali proiettare la nostra esigenza di delegare a oltranza, al riparo dei quali - lo so, è confortante - persuadersi di essere dalla parte giusta, senza dover modificare nulla nei nostri comportamenti quotidiani.
Gli esempi positivi sono utili, se servono a darci stimoli a pensare e agire diversamente. Imbalsamare eroi civili in una teca di critstallo e tifare per le più carismatiche icone del momento, al contrario, serve solo a regalare alibi alla nostra passività.
Giuseppe Gatì
Febbraio 3, 2012 on 2:19 pm | In Varie | No CommentsTra anni e un giorno fa, a 22 anni, moriva il mio giovane amico Giuseppe Gatì, siciliano ribelle alla cultura del servilismo e della prevaricazione.
Impossibile per me dimenticarlo.
S’era messo in campo da solo, in un paese della provincia di Agrigento, Campobello di Licata, per scuotere le coscienze dei suoi concittadini. Era un ragazzo sensibile, coraggioso e tenace, con un forte senso di giustizia. Venne al mondo - se è lecito rintraciare un destino in quella vita così breve - per lasciarci un semplice esempio di integrità morale, che ora ci dà forza nei momenti difficili e che in Sicilia e altrove - ne sono convinto - saprà ispirare ancora molti giovani.
Ce l’ho davanti agli occhi, mentre rileggo le sue parole: “E’ arrivato il nostro momento, il momento dei siciliani onesti, che vogliono lottare per un cambiamento vero; contro chi ha ridotto e continua a ridurre la nostra terra in un deserto, abbiamo l’obbligo morale di ribellarci… Ho scelto di rimanere in Sicilia, di non andare via anche se vivere qui è duro, durissimo. La Sicilia non è bella, è bellissima, ed io voglio lottare per far si che questa vituperata terra possa rinascere” - Giuseppe Gatì.
Questa opera è pubblicata da Piero Ricca sotto una Licenza Creative Commons
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