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	<title>Piero Ricca</title>
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	<description>Il Blog Di Piero Ricca</description>
	<pubDate>Fri, 09 May 2008 09:37:57 +0000</pubDate>
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		<title>Qui Chianciano Libera</title>
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		<pubDate>Fri, 09 May 2008 09:28:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
		
	<category>Politica</category>
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L’epitaffio civile di una generazione di italiani: nati sotto Mussolini; vissuti sotto Andreotti; morti sotto Berlusconi.
Gli ultimi due sono ancora in vita. E possiamo almeno svergognarli.
Ieri era il turno di Andreotti. Senatore a vita per “altissimi meriti”: tra i quali una collusione con la mafia accertata e prescritta a norma di legge. Fino al 1980, [...]]]></description>
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<p>L’epitaffio civile di una generazione di italiani: nati sotto Mussolini; vissuti sotto Andreotti; morti sotto Berlusconi.<br />
Gli ultimi due sono ancora in vita. E possiamo almeno svergognarli.<br />
Ieri era il turno di Andreotti. Senatore a vita per “altissimi meriti”: tra i quali una collusione con la mafia accertata e prescritta a norma di legge. Fino al 1980, s’intende. Era in visita a Milano per ricordare Aldo Moro, che tanto lo stimava. Ci ha risposto chiamandoci “provocatori”, lui che è una provocazione vivente, e consigliandoci una “piccola cura a Chianciano”. Mente sempre, perfino sul numero di pagine della famosa sentenza. Due anni fa la descrisse come “un volumone”, ieri ha detto che è di “cinque pagine”. In realtà, la sentenza di appello è di oltre 1500 pagine, quella di Cassazione di 217. Viene il dubbio che l’avvocatessa Bongiorno, per farlo contento, gliene abbia fatto leggere un’altra. Ma il meglio di sè, questo incallito provocatore, l’ha dato a Roma il 29 aprile: “L’equivoco nasce dal fatto che ero amico di Salvo Lima, ma come facevo ad avere rapporti con la mafia se ho sempre abitato a Roma?”.<br />
Coraggio amici, svergognatelo anche voi!</p>
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		<title>Senza tregua</title>
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		<pubDate>Wed, 07 May 2008 18:17:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Piero Ricca</dc:creator>
		
	<category>Legalità</category>
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ANDREOTTI CONTESTATO A CONVEGNO A MILANO
(AGI) - Milano, 7 maggio 2008 - Piccola contestazione per Giulio Andreotti all’esterno dell’Ambrosianeum, dove questo pomeriggio il senatore a vita ha ricordato Aldo Moro, nel trentennale dell’uccisione. Poco prima dell’inizio del convegno, Andreotti è stato avvicinato da una giovane donna e successivamente dall’ormai noto contestatore Piero Ricca, che gli [...]]]></description>
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<p><strong>ANDREOTTI CONTESTATO A CONVEGNO A MILANO</strong></p>
<p>(AGI) - Milano, 7 maggio 2008 - Piccola contestazione per Giulio Andreotti all’esterno dell’Ambrosianeum, dove questo pomeriggio il senatore a vita ha ricordato Aldo Moro, nel trentennale dell’uccisione. Poco prima dell’inizio del convegno, Andreotti è stato avvicinato da una giovane donna e successivamente dall’ormai noto contestatore Piero Ricca, che gli hanno chiesto spiegazioni, in modo insistente, sul processo per mafia che lo ha coinvolto. Andreotti non ha perso la calma e ha raccomandato loro di leggere bene la sentenza. “Ho un carattere molto calmo - ha detto il senatore - non vado mai a provocare”. E quando la giovane contestatrice gli ha più volte consigliato di dimettersi, Andreotti ha risposto ricambiando un consiglio: “Faccia una piccola cura a Chianciano”. Il senatore ha infine ricordato che un provvedimento contro la mafia l’ha fatto: “Ho fatto il decreto legge per bloccare le scarcerazioni di un gruppo di mafiosi per decorrenza dei termini”. (AGI) </p>
<p><strong>Dalla sentenza della corte d&#8217;appello di Palermo, 2 maggio 2003 </strong></p>
<p>(confermata dalla Cassazione, che ha respinto sul punto il ricorso di Andreotti)</p>
<p>&#8220;La Corte, visti gli artt. 416, 416bis, 157 e ss., c.p.; 531 e 605 c.p.p.; in parziale riforma della sentenza resa il 23 ottobre 1999 dal Tribunale di Palermo nei confronti di Andreotti Giulio ed appellata dal Procuratore della Repubblica e dal Procuratore Generale, dichiara non doversi procedere nei confronti dello stesso Andreotti in ordine al <strong>reato di associazione per delinquere</strong> a lui ascritto al capo A) della rubrica, <strong>commesso fino alla primavera deI 1980</strong>, per essere Io stesso reato <strong>estinto per prescrizione</strong>; conferma, nel resto, la appellata sentenza&#8221;.</p>
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		<title>Maurizio Di Carlo</title>
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		<pubDate>Wed, 07 May 2008 13:41:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Piero Ricca</dc:creator>
		
	<category>Informazione</category>
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		<description><![CDATA[
Come aveva già fatto l&#8217;Avvocato dello Stato Paolo Gentili il 30 novembre 2007 davanti alla Corte Europea del Lussemburgo, ieri l&#8217;Avvocato dello Stato Maurizio Di Carlo davanti al Consiglio di Stato ha difeso la legge Gasparri contro il ricorso di Europa 7. Per risparmiare tempo, ha attinto a piene mani dalla memoria difensiva di Mediaset. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="350" src="http://www.sat.tn.it/sentieri/catasto/lp_8_93.gif" /></p>
<p>Come aveva già fatto l&#8217;Avvocato dello Stato Paolo Gentili il 30 novembre 2007 davanti alla Corte Europea del Lussemburgo, ieri l&#8217;Avvocato dello Stato Maurizio Di Carlo davanti al Consiglio di Stato ha difeso la legge Gasparri contro il ricorso di Europa 7. Per risparmiare tempo, ha attinto a piene mani dalla memoria difensiva di Mediaset. Il ministro Gentiloni si chiama fuori, esibendo una lettera con la quale avrebbe informato l&#8217;Avvocatura della necessità di uniformarsi alle decisioni delle autorità europee. L&#8217;Avvocatura sostiene di non aver ricevuto alcuna lettera. Romano Prodi per ora tace. Malgrado il profilo farsesco, la questione è tutt&#8217;altro che marginale. E si può riassumere in questi due quesiti:</p>
<p>1 Nella vicenda Europa 7 su quale mandato ha operato l&#8217;Avvocatura dello Stato: ha agito in modo autonomo, sposando la linea Gasparri-Mediaset, o ha seguito la linea politica del governo Prodi, contro la volontà del ministro Gentiloni?</p>
<p>2 Per quale motivo, per giunta dopo il verdetto della Corte Europea favorevole a Europa 7, l&#8217;Avvocatura dello Stato ha ricalcato la memoria difensiva di Mediaset, la quale fino a prova contraria è un&#8217;azienda privata, che opera su concessione pubblica?</p>
<p>Per veder soddisfatte tali curiosità, abbiamo provato a metterci in contatto con l&#8217;Avvocato dello Stato Maurizio Di Carlo, senza trovarlo. Questo è il suo indirizzo mail istituzionale, fornitoci da una segretaria. Scrivetegli una mail. Con garbo, mi raccomando.</p>
<p>maurizio.dicarlo@avvocaturastato.it
</p>
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		<title>Intervista a Di Stefano</title>
		<link>http://www.pieroricca.org/2008/05/06/intervista-a-di-stefano/</link>
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		<pubDate>Tue, 06 May 2008 19:19:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Piero Ricca</dc:creator>
		
	<category>Informazione</category>
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		<description><![CDATA[Si è svolta oggi a Roma davanti al Consiglio di Stato l&#8217;ultima udienza sulla questione Europa 7. Non si conosce ancora l&#8217;esito. La sentenza verrà depositata &#8220;entro l&#8217;estate&#8221;.
Ecco l&#8217;intervista audio a Francesco Di Stefano, a cura di Franz Baraggino.




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			<content:encoded><![CDATA[<p>Si è svolta oggi a Roma davanti al Consiglio di Stato l&#8217;ultima udienza sulla questione Europa 7. Non si conosce ancora l&#8217;esito. La sentenza verrà depositata &#8220;entro l&#8217;estate&#8221;.</p>
<p>Ecco l&#8217;intervista audio a Francesco Di Stefano, a cura di Franz Baraggino.</p>
<p><object width="425" height="355"><br />
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</p>
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		<title>Europa 7, udienza finale</title>
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		<pubDate>Tue, 06 May 2008 09:01:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Piero Ricca</dc:creator>
		
	<category>Legalità</category>
	<category>Informazione</category>
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		<description><![CDATA[
Alle 11 di questa mattina è fissata davanti al Consiglio di Stato l&#8217;udienza finale per la vicenda Europa 7. Abbiamo sentito ieri sera al telefono l&#8217;editore di Europa 7, Francesco Di Stefano. Dopo nove anni di battaglie giudiziarie e forte del verdetto favorevole della Corte Europea, Di Stefano è fiducioso. In gioco ci sono un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src=" http://www.comunitazione.it/img/216/europa7.jpg" alt="" /></p>
<p>Alle 11 di questa mattina è fissata davanti al Consiglio di Stato l&#8217;udienza finale per la vicenda Europa 7. Abbiamo sentito ieri sera al telefono l&#8217;editore di <a href=" http://www.europa7.it/">Europa 7</a>, Francesco Di Stefano. Dopo nove anni di battaglie giudiziarie e forte del verdetto favorevole della Corte Europea, Di Stefano è fiducioso. In gioco ci sono un consistente risarcimento economico (pagherà il contribuente, per ripianare abusi e leggi su misura che hanno giovato a Mediaset) e l&#8217;assegnazione delle frequenze necessarie a trasmettere &#8220;la tv che non c&#8217;è&#8221;. L&#8217;udienza si apre all&#8217;insegna dell&#8217;ultimo paradosso: le tesi dell&#8217;Avvocatura dello Stato sono ricalcate da una memoria difensiva Mediaset. Stato e Bottega coincidono, anche quando è il Centrosinistra a governare. Ricostruisce il caso <a href=" http://www.antimafiaduemila.com/content/view/4642/78/">questo articolo</a> di Marco Travaglio sull&#8217;Unità di oggi.<br />
Sentiremo Di Stefano nel pomeriggio per un&#8217;intervista telefonica. E appena possibile la metteremo on line.
</p>
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		<title>Chiusi per mafia</title>
		<link>http://www.pieroricca.org/2008/05/05/chiusi-per-mafia/</link>
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		<pubDate>Mon, 05 May 2008 15:01:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
		
	<category>Politica</category>
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Caro Piero,
Ti scrivo dal mio paese, Comiziano, in provincia di Napoli, dove scendo di tanto in tanto abbandonando Roma dove lavoro (in radio) e vivo. Ti scrivo questa lettera, come promesso, per mettervi al corrente di una emergenza dimenticata: le mafie nella pubblica amministrazione. E’ il mio cruccio, un progetto che porto avanti da due [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://get.edidomus.it/auto/club/latuaopinione/foto/big_1389_fotoreporter_Casal%20di%20PRINCIPE.JPG" /></p>
<p>Caro Piero,</p>
<p>Ti scrivo dal mio paese, Comiziano, in provincia di Napoli, dove scendo di tanto in tanto abbandonando Roma dove lavoro (in radio) e vivo. Ti scrivo questa lettera, come promesso, per mettervi al corrente di una emergenza dimenticata: le mafie nella pubblica amministrazione. E’ il mio cruccio, un progetto che porto avanti da due anni e che, se mi assiste la buona sorte e trovo una casa editrice, diventerà presto un libro dopo vari articoli scritti sull’argomento.<br />
Dal 1991 ad oggi nel nostro paese abbiamo avuto 168 comuni sciolti per mafia. Il dato potrebbe far sorridere, l’entità del fenomeno anche, cosa vuoi che sia un comune, talvolta piccolo, sciolto per infiltrazioni mafiose?<br />
Niente di più sbagliato i comuni hanno il potere di rilasciare concessioni edilizie, di far costruire centri commerciali, autorizzare passaggi dell’alta velocità, vagliare progetti, affidare la raccolta dei rifiuti, insomma, rappresentano il primo baluardo dello Stato, la prima forma di relazione con i cittadini. Se questo baluardo è contaminato, abbruttito dalle connivenze mafiose il comune diventa un feudo. I comuni gestiscono i soldi, redistribuiscono le risorse. I comuni elargiscono gli assegni alle famiglie disagiate e le case popolari. Nei comuni mafiosi le case popolari vanno ai pregiudicati, gli assegni ai familiari dei camorristi, lo stato sociale della mafia. Nessuna tassa nessun servizio, il sud muore e i giovani emigrano al nord. Per gli onesti, da queste parti, non c’è spazio. I comuni hanno l’ufficio anagrafe, in quello di Villabate (che ha avuto come consulente esterno il presidente del Senato Renato Schifani) si falsificò la carta di identità di Bernardo Provenzano, ma non è l’unico caso, i comuni e il loro controllo servono per avere favori, appalti, consulenze, attraverso il nuovo albero della cuccagna: le società partecipate.<br />
Feudi sono i 168 comuni sciolti, feudi le amministrazioni che furbe si sono dimesse prima dello scioglimento, signorotti sono i sindaci conniventi che poi ci ritroviamo in parlamento, o a distanza di anni ancora sindaci, nonostante lo scioglimento. L’altro giorno parlavo con un prefetto mi ha detto: “ Il comune che guido dopo lo scioglimento non è comune è un feudo amministrato dalla mafia, lo stato non ha mai messo piede”. Alcuni comuni non vengono sciolti perché: “ E’ inutile, la mafia è più forte”.<br />
Ti racconto la storia di San Paolo Belsito, è emblematica del livello di assenza dello Stato. San Paolo Bel Sito è in provincia di Napoli, provincia con il più alto numero di scioglimenti. San Paolo è terra del clan Russo, non ne parla nessuno, il clan è retto da due superlatitanti <a target="_blank" href="http://www.interno.it/mininterno/export/sites/default/it/sezioni/ministero/dipartimenti/dip_pubblica_sicurezza/direzione_centrale_della_polizia_criminale/scheda_16056.html">i fratelli Russo</a>. Minacciano, intimidiscono e così controllano il territorio, dopo la caduta di Carmine Alfieri. A San Paolo Bel Sito c’è un sindaco, si chiama Raffaele Riccio, era lui il sindaco quando il comune fu sciolto nel 2002. Hai capito bene, sindaco di nuovo dopo lo scioglimento. Prima di lui Luigi Riccio, nessuna omonimia, era il padre. Il comune fu commissariato la prima volta, nel 1994, perchè «risulta far parte - si leggeva nel provvedimento - di quella cerchia di comuni inseriti nella così detta “Cupola comitati affari” che faceva capo al boss, oggi pentito, Carmine Alfieri». E più avanti: «Significativa la vicenda del sig. Luigi Riccio, ex sindaco e per lungo tempo a capo dell’ente nelle amministrazioni precedenti, appartenente alla richiamata organizzazione camorristica, avendo contribuito in favore della medesima».<br />
Da venti anni costoro governano il territorio, indenni hanno attraversato i due scioglimenti. Indenni come le latitanze dorate dei fratelli Russo che, nell’ultima inchiesta, si è scoperto mandavano i figli in macchine di lusso e a Milano alloggiavano all’Hotel Ritz.<br />
Questo è il sud, un sud che si allarga alle coste laziali (vedi Nettuno, Ardea) e al nord Italia. E’ un vero assedio, la vera emergenza che nessuno vede.</p>
<p>Cari Saluti, Nello Trocchia.</p>
<p><strong>Post scriptum</strong></p>
<p><a target="_blank" href="http://www.quimilanolibera.net/index.php/sostieni-qml/">Qml ha finalmente riattivato il conto paypal</a>, chiuso per oltre un mese per problemi tecnici. Chi volesse contribuire alle nostre iniziative senza ricorrere al bonifico bancario ora può farlo. Grazie
</p>
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		<title>L&#8217;eroe di Silvio</title>
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		<pubDate>Sat, 03 May 2008 17:55:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
		
	<category>Politica</category>
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Nella mattinata passata a Roma abbiamo interpellato i neo-parlamentari sull&#8217;eroe Vittorio Mangano. Non tutti, anche tra le fila del PDL, sono d&#8217;accordo con Dell&#8217;Utri e Berlusconi. C&#8217;è chi non è al corrente. Altri si arrampicano sugli specchi. Per qualcuno la verità sta in tasca a chi ha vinto le elezioni.
Verso le undici e trenta Duccio [...]]]></description>
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<p>Nella mattinata passata a Roma abbiamo interpellato i neo-parlamentari sull&#8217;eroe Vittorio Mangano. Non tutti, anche tra le fila del PDL, sono d&#8217;accordo con Dell&#8217;Utri e Berlusconi. C&#8217;è chi non è al corrente. Altri si arrampicano sugli specchi. Per qualcuno la verità sta in tasca a chi ha vinto le elezioni.<br />
Verso le undici e trenta Duccio nota un movimento sospetto. Il nano sta per lasciare Montecitorio. Raggiunta l&#8217;uscita laterale ci appostiamo tra giornaliste in ghingheri e fotografi. Piove. Il nano appare dopo mezz&#8217;ora sfoggiando il solito sorriso di plastica.</p>
<p>&#8220;<strong>Mangano era un mafioso, non un eroe!</strong>&#8220;, gli urlo addosso.</p>
<p>&#8220;<strong>Vergognati!</strong>&#8220;, mi risponde. Poi scompare nell&#8217;auto blu, mentre Duccio rincara.</p>
<p>Forse non ci rimane altro che la soddisfazione di rovinargli la festa per qualche minuto. L&#8217;alternativa è il silenzio, la rassegnazione. Meglio sfogarsi, tutto sommato. Anche perché la verità soffre, perde le elezioni, ma non muore.</p>
<p>Franz
</p>
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		<title>Bologna</title>
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		<pubDate>Sat, 03 May 2008 09:58:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Piero Ricca</dc:creator>
		
	<category>Informazione</category>
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		<description><![CDATA[Sabato 10 maggio, con gli amici di Qml, sarò a Bologna per un incontro sull&#8217;informazione, con Ferruccio Pinotti e Raffaele Ascheri.
Alle 21, in vicolo Bolognetti 2, presso il Quartiere San Vitale.
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Sabato 10 maggio, con gli amici di Qml, sarò a Bologna per un incontro sull&#8217;informazione, con Ferruccio Pinotti e Raffaele Ascheri.<br />
Alle 21, in vicolo Bolognetti 2, presso il Quartiere San Vitale.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Sciatteria preventiva</title>
		<link>http://www.pieroricca.org/2008/04/30/sciatteria-preventiva/</link>
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		<pubDate>Wed, 30 Apr 2008 18:32:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Piero Ricca</dc:creator>
		
	<category>Informazione</category>
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		<description><![CDATA[
L&#8217;agenzia di stampa Adnkronos ha diffuso questa  &#8220;notizia&#8221;.
CASSAZIONE: DIEDE DEL &#8216;SERVO&#8217; AD EMILIO FEDE, OSCURATO IL SITO DI RICCA
FU ASSOLTO PER IL &#8216;BUFFONE&#8217; A BERLUSCONI MA STAVOLTA C&#8217;E&#8217; DIFFAMAZIONE
Roma, 30 apr. - (Adnkronos) - Diede del &#8217;servo&#8217; ad Emilio Fede, per questo la Cassazione ha disposto l&#8217;oscuramento del sito di Piero Ricca, il giovane [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.globalhumanitariaitalia.org/img/adnkronos_g.gif" /></p>
<p>L&#8217;agenzia di stampa Adnkronos ha diffuso questa <a href="http://www.adnkronos.com/IGN/Cronaca/?id=1.0.2121851834"> &#8220;notizia&#8221;.</a></p>
<p><strong>CASSAZIONE: DIEDE DEL &#8216;SERVO&#8217; AD EMILIO FEDE, OSCURATO IL SITO DI RICCA</strong></p>
<p><strong>FU ASSOLTO PER IL &#8216;BUFFONE&#8217; A BERLUSCONI MA STAVOLTA C&#8217;E&#8217; DIFFAMAZIONE</strong></p>
<p>Roma, 30 apr. - (Adnkronos) - Diede del &#8217;servo&#8217; ad Emilio Fede, per questo la Cassazione ha disposto l&#8217;oscuramento del sito di Piero Ricca, il giovane di Milano che fu gia&#8217; assolto dalla Suprema Corte per aver dato del &#8216;buffone&#8217; a Silvio Berlusconi. In quel caso i supremi giudici ritengono che Ricca non avesse fatto altro che esercitare il &#8216;&#8217;diritto di critica'&#8217;, ma questa volta l&#8217;aver dato del servo al direttore del Tg4 sia sul sito web che sulla home page di you tube costituisce diffamazione. Di qui il sequestro preventivo del sito e della home page.</p>
<p>Se domani la leggete su qualche giornale, tenete conto che è falsa.<br />
Relativamente alla vicenda giudiziaria con Emilio Fede, la verità è questa.</p>
<p>Fede mi querela a Roma per diffamazione. Chiede e ottiene il sequestro preventivo del video e di un post. La guardia di finanza va oltre e mi chiude l&#8217;accesso al blog. Reagisco e si scopre che è un abuso: il blog viene sbloccato con tante scuse, mentre gli inquirenti scoprono di non essere in grado di eliminare il video da youtube. La mia difesa, a luglio, chiede alla Cassazione il dissequestro anche di quel singolo, innocuo post di presentazione del video. Ma la Cassazione respinge il ricorso.</p>
<p>L&#8217;iter giudiziario è fermo qui. Alla querela. Non c&#8217;è stata nemmeno l&#8217;udienza preliminare. Un po&#8217; presto, sembra, per dire o far intendere che la Cassazione ha confermato la condanna per diffamazione.</p>
<p>Dove nasce la falsa notizia pubblicata oggi dall&#8217;Adnkronos? Tralasciando l&#8217;ipotesi della malafede, forse dal fatto che un cronista è incappato nelle motivazioni con le quali la Cassazione ha respinto quel ricorso tecnico. E non è riuscito a capire quel che leggeva o gli veniva riferito. Anzi, ha creduto di capire che ero stato condannato definitivamente per diffamazione con oscuramento del blog.  E l&#8217;ha scritto, diffamandomi.</p>
<p>Si chiama sciatteria. Ed è peggio del servilismo.</p>
<p><strong>Post scriptum</strong></p>
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</p>
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		<title>Vacanze romane</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Apr 2008 18:17:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Piero Ricca</dc:creator>
		
	<category>Politica</category>
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Mattinata sull&#8217;ottovolante quest&#8217;oggi a Roma, con Diego, Elia, Franz, Duccio e un paio di amici romani. Abbiamo inaugurato le Camere a nostro modo, interpellando e svergognando un bel po&#8217; di rappresentanti del popolo sovrano (si fa per dire). Pensate che alle otto e un quarto, appena sbarcati nell&#8217;Urbe, il primo che ci è capitato a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src=" http://www.fsfi.it/montecitorio/2006/palazzo_montecitorio.jpg" alt="" /></p>
<p>Mattinata sull&#8217;ottovolante quest&#8217;oggi a Roma, con Diego, Elia, Franz, Duccio e un paio di amici romani. Abbiamo inaugurato le Camere a nostro modo, interpellando e svergognando un bel po&#8217; di rappresentanti del popolo sovrano (si fa per dire). Pensate che alle otto e un quarto, appena sbarcati nell&#8217;Urbe, il primo che ci è capitato a tiro di voce è stato Giulio Andreotti, appena uscito da messa. Poi Cossiga, una vergogna umana. Lunardi, Fini, Bonaiuti, Crisafulli, Jole Santelli, Buttiglione, Fitto, Scajola, Speciale&#8230; Ci siamo divertiti. A un certo punto è apparso il puffone e non abbiamo resistito&#8230;</p>
<p>Qui sotto un breve lancio di repubblica.it. Vi racconterò meglio. Ora vi lascio chè ho un incontro pubblico a Reggio Emilia.</p>
<p><strong>Roma, Berlusconi contestato<br />
&#8220;Rispetta la memoria di Falcone&#8221;</strong></p>
<p>ROMA - All&#8217;uscita di Montecitorio, Berlusconi è stato contestato da due cittadini aderenti all&#8217;associazione &#8216;Qui Milano libera&#8217;. &#8220;Vergognati, vergognati. Che cosa andiamo a raccontare ai ragazzi che Mangano era un eroe? Mangano era un mafioso&#8221;. </p>
<p>Il premier in pectore prima di entrare in macchina si è rivolto ai due contestatori dicendo: &#8220;Vergognati tu&#8221;. Ma i due hanno insistito: &#8220;Berlusconi rispetta la memoria di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e di quelli che sono morti per la mafia&#8221;. Il leader del Pdl non ha replicato e si è infilato in macchina per raggiungere la sua residenza a Palazzo Grazioli.  </p>
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