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	<title>Piero Ricca</title>
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	<description>Il Blog Di Piero Ricca</description>
	<pubDate>Fri, 08 Mar 2013 11:36:43 +0000</pubDate>
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	<language>en</language>
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		<title>Gli sponsor di Renzi</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Mar 2013 13:55:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Piero Ricca</dc:creator>
		
	<category>Politica</category>
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		<description><![CDATA[Nei giorni scorsi Matteo Renzi ha rilanciato la proposta di abolire il finanziamento pubblico ai partiti. Un&#8217;apprezzabile iniziativa, che viene incontro a un&#8217;esigenza assai diffusa tra i cittadini e coincide con un punto qualificante del programma del M5S. Difficilmente tuttavia Bersani la farà propria, anche perché i &#8220;rimborsi&#8221; che si appresta a incassare sono di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nei giorni scorsi Matteo Renzi ha rilanciato la proposta di abolire il finanziamento pubblico ai partiti. Un&#8217;apprezzabile iniziativa, che viene incontro a un&#8217;esigenza assai diffusa tra i cittadini e coincide con un punto qualificante del programma del M5S. Difficilmente tuttavia Bersani la farà propria, anche perché i &#8220;rimborsi&#8221; che si appresta a incassare sono di vitale importanza per le casse del partito. </p>
<p>Ma l&#8217;idea che si possa far politica contando sull&#8217;auto-finanziamento è finalmente entrata anche in casa Pd. Resta tuttavia da chiarire il fatto che - in abbinata all&#8217;autofinanziamento - è necessaria la trasparenza nei rendiconti. E su questo aspetto anche il sindaco di Firenze dovrebbe fornire qualche risposta. Nel corso delle primarie, infatti, egli si è vantato di pubblicare on line in tempo reale i contributi dei cittadini a sostegno della sua campagna elettorale. Micro-donazioni a colpi di dieci, venti, cento euro, puntualmente aggiornate sul suo sito. Per un totale dichiarato di circa duecentomila euro, che invero sono sembrati un po&#8217; pochi per coprire le spese di una campagna elettorale di grande impatto. Delle macro-donazioni di uomini d&#8217;affari, di banca e di finanza - alcuni dei quali riuniti da Renzi in una <a href=" https://www.youtube.com/watch?v=uoFz-jjnqcU) invece non risulta traccia. ">cena a porte chiuse</a> a Milano -  invece non risulta traccia.</p>
<p>Da varie testimonianze si è indotti a ritenere che un bel po&#8217; di soldi gli siano arrivati tramite la fondazione Big bang, che il previdente Renzi, come tutti i politici che intendeva rottamare, ha messo in piedi a sostegno delle sue iniziative politiche con l&#8217;aiuto di alcuni amici professionisti. Entrata in scena tra le polemiche con la sponsorizzazione delle pagine pubblicitarie che invitavano al voto al turno di ballottaggio, la fondazione non ha reso pubblico alcun elenco di finanziamenti (e finanziatori). </p>
<p>Quando, durante la campagna elettorale per le primarie, provai a chiedergliene conto, Renzi fece finta di nulla, provò a svicolare e infine promise - come ripetè in successive interviste - che, compatibilmente con i tempi tecnici della fondazione, avrebbe messo &#8220;tutto on line&#8221; prima del giorno delle primarie. Da quel giorno sono passati più di tre mesi. Ma quell&#8217;elenco non è saltato fuori. Ho provato per settimane via social network a chiedere a Renzi di fare chiarezza, senza risposta. Sicché rinnovo da qui al sindaco di Firenze la richiesta di mantenere la promessa, rendendo accessibile, se non l&#8217;ha già fatto, il rendiconto completo e dettagliato dei finanziamenti ricevuti dalla fondazione Big bang e da qualsiasi eventuale altro soggetto creato a sostegno delle sue iniziative politiche. </p>
<p>Quanti soldi ha ricevuto in tutto? Chi sono nel dettaglio gli sponsor e quanto ciascuno di essi ha donato? In questi casi, me ne rendo ben conto, può sorgere un problema di privacy. Ma se si vuole essere credibili, non dovrebbe costituire un problema insuperabile: basta infatti non accettare le donazioni dei grandi sponsor non disposti a comparire. In democrazia il dovere di trasparenza deve infatti prevalere sul diritto alla privacy, tanto più quando ci sono di mezzo i soldi di operatori economici che possono influire sulle decisioni politiche; e prima di tutti da parte di chi - come Matteo Renzi - giustamente sbandiera la promessa di trasparenza totale come fattore di rinnovamento politico.
</p>
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		<title>Riciclaggio politico</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Jan 2013 13:08:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Piero Ricca</dc:creator>
		
	<category>Politica</category>
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		<description><![CDATA[Ho guardato le liste, studiato un po&#8217; l&#8217;operazione e devo dire che &#8220;Rivoluzione civile&#8221; non mi convince. La stima per il magistrato Ingroia è fuori discussione, come pure il fatto che molti punti del suo manifesto sono condivisibili.
Quel che mi lascia perplesso sono i seguenti elementi.
1 Il leaderismo. Si punta tutto sul nome di Ingroia, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho guardato le liste, studiato un po&#8217; l&#8217;operazione e devo dire che &#8220;Rivoluzione civile&#8221; non mi convince. La stima per il magistrato Ingroia è fuori discussione, come pure il fatto che molti punti del suo manifesto sono condivisibili.</p>
<p>Quel che mi lascia perplesso sono i seguenti elementi.</p>
<p>1 Il leaderismo. Si punta tutto sul nome di Ingroia, messo a caratteri cubitali nel simbolo, candidato in tutte le circoscrizioni, specchietto per le allodole, come Berlusconi.</p>
<p>2 L&#8217;ambiguità magistratura-politica. Quando sei così esposto per le indagini che hai condotto, da ultima quella su Stato e Mafia, dovresti riflettere un po&#8217; di più prima di andartene in Guatemala e poi entrare in politica, dopo settimane di traccheggiamenti e senza prima prendere la decisione, non obbligatoria ma in questo caso opportuna, di dimetterti dalla magistratura. Altrimenti contribuisci ad alimentare la critica, non sempre in malafede, di politicizzazione della giustizia. E rendi ancora più difficile la vita ai colleghi magistrati che lasci in prima linea a Palermo.</p>
<p>3 Il maquillage. Dietro il nome di Ingroia e la facciata riverniciata di arancione, ci sono tre o quattro piccoli partiti destinati all&#8217;estinzione parlamentare: Idv, Pdci, Rifondazione Comunista, Verdi. Se l&#8217;operazione 4 per cento va in porto, questi piccoli partiti già di fatto estinti piazzeranno alla Camera i loro dirigenti, candidati tutti in pole position. Più che di rivoluzione civile si tratta di riciclaggio politico.</p>
<p>4 L&#8217;unione artificiale fra diversi. Quanto ci metteranno questi signori a dividersi? Il tempo di poche sedute parlamentari, prevedo. Troppo diversi, troppi galletti di inconciliabile estrazione in un medesimo pollaio. Comunisti di varia scuola con ex fascisti, garantisti terzomondisti con manettari e sbirri. Suvvia.</p>
<p>5 Il rapporto con il Pd. Se decidi di entrare in campo, come dici, contro il Montismo e per una piattaforma di laicità e riforma radicale, non puoi continuare a proporti al Pd, che ha la sua storia, ben nota, i provvedimenti di Monti li ha tutti votati in parlamento e non ha mai fatto mistero di volersi alleare con il centro dopo le elezioni. Ancora sperano di essere alternativi a Monti nelle grazie di Bersani e soci? Si può proporre la rivoluzione civile insieme a coloro che hanno contribuito a portarci così in basso?</p>
<p>6 Il criterio di selezione dei candidati. Chi ha deciso la posizione in lista dei candidati? Il ruolo delle assemblee locali, a quanto risulta, non è stato tenuto in alcun conto, per esempio a Milano. La mobilitazione dal basso, sbandierata a parole, non c&#8217;è stata. Si sono battute altre strade: oltre alla lottizzazione partitica, il marketing. Vedi la candidatura in posizione sicura del giornalista Ruotolo o del pentito del grillismo Favia, fatta apposta per portar via voti al M5S.</p>
<p>7 C&#8217;è poi un&#8217;altra cosa che preliminarmente giudico negativa. L&#8217;ispiratore dell&#8217;operazione è stato Luigi De Magistris, che pure non è in lista ma ha anch&#8217;egli piazzato qualche suo uomo in pole per la Camera. Anziché programmare rivoluzioni nazionali, sarebbe meglio che si dedicasse ai seri problemi della città di cui è sindaco. Come metodo, vale per tutti. Chi è stato eletto a una carica, prima di dedicarsi ad altro, dovrebbe onorare il proprio mandato.
</p>
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		<title>L&#8217;ultima corsa</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Jan 2013 13:03:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Piero Ricca</dc:creator>
		
	<category>Uncategorized</category>
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		<description><![CDATA[
Un video realizzato insieme all&#8217;amico Ricky Farina il giorno della chiusura dei battenti, dopo 88 anni di storia, del Trotto di Milano.

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			<content:encoded><![CDATA[<p><iframe width="560" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/8AvwJ8mJASY" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Un video realizzato insieme all&#8217;amico Ricky Farina il giorno della chiusura dei battenti, dopo 88 anni di storia, del Trotto di Milano.
</p>
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		<title>Giovani e media</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Dec 2012 13:15:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Piero Ricca</dc:creator>
		
	<category>Informazione</category>
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		<description><![CDATA[Come e dove si creano opinione e consenso?
Rimane la domanda fondamentale per comprendere l&#8217;evoluzione di questa cosa debole e incerta, sempre più vuota di senso, che per convenzione chiamiamo democrazia.
I giovani guardano sempre meno la tv generalista, preferendo accedere alle informazioni e formarsi un&#8217;opinione su internet. Ne ho avuto recente conferma dialogando con gli studenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come e dove si creano opinione e consenso?<br />
Rimane la domanda fondamentale per comprendere l&#8217;evoluzione di questa cosa debole e incerta, sempre più vuota di senso, che per convenzione chiamiamo democrazia.</p>
<p>I giovani guardano sempre meno la tv generalista, preferendo accedere alle informazioni e formarsi un&#8217;opinione su internet. Ne ho avuto recente conferma dialogando con gli studenti davanti all&#8217;Università di Roma.</p>
<p>Eppure la campagna elettorale 2013 si gioca ancora prevalentemente in tv, perché la maggioranza degli italiani tuttora trova in questo mezzo la principale fonte di informazione.</p>
<p>Con le sue controindicazioni e i suoi limiti, l&#8217;accesso a internet sta liberando le persone più curiose ed esigenti  dalla dittatura culturale di una tv concentrata in poche mani e controllata da interessi politici, ma coinvolge metà della popolazione e solo in parte è usato per l&#8217;informazione politica. </p>
<p>La lettura dei giornali è inoltre, com&#8217;è noto, abitudine di una minoranza.</p>
<p>Di questo, più o meno si parla nel vox della settimana. Lo trovate <a href=" Il video lo trovate <a href=" http://tv.ilfattoquotidiano.it/2012/12/21/elezioni-lesito-si-decidera-in-tv-vox-di-ricca/214692/">QUI</a>.</p>
<p>Il problema sostanziale tuttavia non è l&#8217;informazione. Ma la formazione.<br />
Puoi avere accesso al flusso globale delle notizie e delle opinioni, ma se non senti l&#8217;esigenza di sapere e non sai discernere il vero dal falso, l&#8217;essenziale dal superfluo, cambia poco.</p>
<p>E l&#8217;Italia, sul piano della formazione, della cultura diffusa, dell&#8217;istruzione primaria, dell&#8217;educazione al senso critico, come abbiamo ripetuto spesso, è messa tutt&#8217;altro che bene.   </p>
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		<title>Monti candidato?</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Dec 2012 13:08:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Piero Ricca</dc:creator>
		
	<category>Politica</category>
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		<description><![CDATA[La candidatura di Monti come capo di una coalizione di centro è la vera incognita di questra strana fase di pre-campagna elettorale invernale, con i tempi serrati, uno schieramento di centrodestra inesistente, il rischio di un astensionismo di massa e la vittoria annunciata del Pd. 
L&#8217;entrata in campo all&#8217;ultimo momento del professore potrebbe ancora cambiare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La candidatura di Monti come capo di una coalizione di centro è la vera incognita di questra strana fase di pre-campagna elettorale invernale, con i tempi serrati, uno schieramento di centrodestra inesistente, il rischio di un astensionismo di massa e la vittoria annunciata del Pd. </p>
<p>L&#8217;entrata in campo all&#8217;ultimo momento del professore potrebbe ancora cambiare gli equilibri elettorali: nonostante la politica di tagli e tasse e il bilancio di un anno di governo assai discutibile, infatti, gode ancora di un ampio consenso nel paese. Vedi l&#8217;ultimo <a href=" http://tv.ilfattoquotidiano.it/2012/12/14/mario-monti-leader-elettorale-o-riserva-della-repubblica-vox-di-ricca/214031/">VOX</a> sul tema, di questa settimana.</p>
<p>Molti in queste ore gli chiedono di candidarsi, in Italia e all&#8217;estero.<br />
In Italia, coloro che intendono evitare o limitare la vittoria della coalizione Pd-Sel.<br />
All&#8217;estero, tutti coloro che hanno interesse alla garanzia di una politica di continuità.</p>
<p>Ad oggi non è ancora chiaro se accetterà.<br />
La riserva è destinata a essere sciolta nei prossimi giorni, dopo l&#8217;approvazione della legge di stabilità.</p>
<p>In ogni caso, Mario Monti resterà comunque in gioco dopo le elezioni in uno di questi tre ruoli: ministro dell&#8217;economia con governo Pd, presidente della repubblica, presidente del consiglio richiamato in servizio su pressing dei mercati e dello spread, i suoi grandi elettori.
</p>
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		<title>Antonio Ingroia</title>
		<link>http://www.pieroricca.org/2012/12/12/antonio-ingroia-3/</link>
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		<pubDate>Wed, 12 Dec 2012 20:50:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Piero Ricca</dc:creator>
		
	<category>Politica</category>
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		<description><![CDATA[1. Ingroia:&#8221;Candidarmi in politica? Non ci penso proprio&#8221; (27 novembre 2012)
2. Gli &#8216;arancioni&#8217; a Roma con &#8216;Cambiare si può&#8217;. Ingroia:&#8221;Io il leader? Ci ragioneremo&#8221; (1 dicembre 2012)
Antonio Ingroia è un valido e coraggioso magistrato. E per questo l&#8217;abbiamo sempre difeso.
Può fare bene anche in parlamento.
La sua eventuale scelta di dedicarsi alla politica attiva come leader [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>1. Ingroia:&#8221;Candidarmi in politica? Non ci penso proprio&#8221; (27 novembre 2012)<br />
2. Gli &#8216;arancioni&#8217; a Roma con &#8216;Cambiare si può&#8217;. Ingroia:&#8221;Io il leader? Ci ragioneremo&#8221; (1 dicembre 2012)</p>
<p>Antonio Ingroia è un valido e coraggioso magistrato. E per questo l&#8217;abbiamo sempre difeso.</p>
<p>Può fare bene anche in parlamento.</p>
<p>La sua eventuale scelta di dedicarsi alla politica attiva come leader di un nuovo movimento elettorale è legittima, anche se finirà per rafforzare l&#8217;opinione, non sempre in malafede, di chi ha contestato la sovraesposizione politica di alcune inchieste giudiziarie. </p>
<p>Ma deve dire presto una parola chiara e - se decide di candidarsi - annunciarlo in modo definitivo, trarne le conseguenze e dimettersi dalla magistratura.
</p>
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		<title>Primarie per i parlamentari</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Dec 2012 00:44:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Piero Ricca</dc:creator>
		
	<category>Politica</category>
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		<description><![CDATA[Parlare con la cosiddetta &#8220;gente&#8221; è istruttivo e interessante, per comprendere le dinamiche della formazione delle opinioni e del consenso. Per questo mi diverte portare avanti la rubrica sul Fatto on line.
Tantissimi hanno perso ognifiducia nella politica. Ma molti altri desiderano decidere di più, per esempio con l&#8217;estensione del metodo delle primarie alla selezione dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Parlare con la cosiddetta &#8220;gente&#8221; è istruttivo e interessante, per comprendere le dinamiche della formazione delle opinioni e del consenso. Per questo mi diverte portare avanti la rubrica sul Fatto on line.</p>
<p>Tantissimi hanno perso ognifiducia nella politica. Ma molti altri desiderano decidere di più, per esempio con l&#8217;estensione del metodo delle primarie alla selezione dei candidati al parlamento.</p>
<p>Vero è che il sistema elettorale più idoneo per una primaria parlamentare è il maggioritario uninominale, ma anche in presenza di diverse leggi elettorali, e perfino con il perfido &#8220;porcellum&#8221;, si potrebbe escogitare un meccanismo per rendere contendibili le candidature, come ad esempio ha provato a fare - sia pure con metodi assai discussi e discutibili - il M5s. </p>
<p>Anche in presenza delle liste bloccate, che certamente devono essere cancellate, è ancora possibile evitare un nuovo parlamento di nominati dalle segreterie di partito.</p>
<p>Nel vox della scorsa settimana si parlava più o meno di questo. Lo trovate <a href=" http://tv.ilfattoquotidiano.it/2012/11/29/primarie-anche-per-parlamentari-vox-di-ricca/212637/">QUI</a>. </p>
<p>Ora vedo con piacere che anche il Pd sembra che si sia finalmente svegliato sulla questione, malgrado nel suo statuto primarie o ampie forme di consultazione della base fossero previste da tempo. </p>
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		<title>Democrazia interna</title>
		<link>http://www.pieroricca.org/2012/11/27/democrazia-interna/</link>
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		<pubDate>Tue, 27 Nov 2012 11:29:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Piero Ricca</dc:creator>
		
	<category>Politica</category>
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		<description><![CDATA[La democrazia interna ai partiti. 
Ora le grandi firme nazionali, gli editorialisti, i tenutari dei talk show sono diventati tutti crociati della democrazia interna. La pretendono, la invocano, la reputano il valore imprescindibile. Se non ricevi da loro la patente di democrazia interna, sei fascista, sessista, un dittatore, un pericolo sociale.  
Peccato che negli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La democrazia interna ai partiti. </p>
<p>Ora le grandi firme nazionali, gli editorialisti, i tenutari dei talk show sono diventati tutti crociati della democrazia interna. La pretendono, la invocano, la reputano il valore imprescindibile. Se non ricevi da loro la patente di democrazia interna, sei fascista, sessista, un dittatore, un pericolo sociale.  </p>
<p>Peccato che negli ultimi decenni non ci sia stato un solo partito con livelli accettabili di democrazia interna, né la Lega, né Forza Italia-Pdl, né Idv, che erano e sono partiti monocratici, né il Pd o l&#8217;Udc, che hanno espresso un modello oligarchico, tant&#8217;è vero che abbiamo sopportato le medesime facce per vent&#8217;anni. </p>
<p>Si è indignato il giornalismo italiano? Hanno chiesto conto ai leader politici di questo dettaglio le grandi firme? Hanno scandagliato le procedure decisionali interne, i criteri di selezione dei dirigenti e dei parlamentari, le nomine nelle aziende del parastato, gli editorialisti? Su tutto questo hanno sollevato gli scudi in modo impavido i tenutari dei talk show? In grandissima parte no: sono stati al gioco, non hanno visto il problema, hanno dibattuto sereni con gli oligarchi, rassegnati, sudditi, complici. E sazi. </p>
<p>Ora d&#8217;improvviso si sono svegliati: la pretendono tutta e in un solo colpo da un movimento che in parlamento non c&#8217;è ancora, che è nato ieri da un blog e da un comico, che non prende soldi pubblici, non ha struttura, apparati, promiscuità con sindacati, editori e confindustriali. </p>
<p>Cos&#8217;è accaduto? Fino a quando era allo zero virgola, l&#8217;hanno ignorato. Poi l&#8217;hanno attaccato con le accuse di demagogia, qualunquismo, antipolitica, populismo. E non ha funzionato. Ora viene buono lo stigma della dittatura. Per l&#8217;unica forza politica che fino a prova contraria rende contendibili le cariche pubbliche, sia locali sia parlamentari. </p>
<p>Può dirsi in buona fede e meritare rispetto questo improvviso risveglio? Ovvio che no. Il riflesso condizionato di molti è bastonare con ogni mezzo una bestia insolita, esterna e ostile al recinto dei partiti, che certamente può non piacere per validi motivi, ma che offre la possibilità a molti di esprimere un&#8217;opzione alternativa tanto al sistema dei partiti quanto all&#8217;astensionismo.</p>
<p>E&#8217; chiaro poi - per onestà intellettuale va detto, e personalmente lo dico da prima ancora che i tenutari dei talk show iniziassero a interessarsi al fenomeno - che in quel movimento il modello decisionale è verticale: come in ogni organizzazione i fondatori fissano le regole e impostano le strategie generali. </p>
<p>In questa fase, di crescita tumultuosa, con le elezioni politiche alle porte, l&#8217;alternativa sul piano organizzativo sarebbe il caos, una confusione ancora più forte di quella che già c&#8217;è.</p>
<p>Ma è altrettanto chiaro che dopo le elezioni politiche, con la creazione dei gruppi parlamentari, se rappresentanza parlamentare ci sarà, il modello decisionale deve cambiare, comprendere procedure più ampie e condivise.</p>
<p>E non sarà facile - ecco il punto - se da una parte ci si rifiuta di dotarsi di una struttura con rappresentanti interni, assemblee nazionali, ecc. ecc., in sostanza una classe dirigente, per non rischiare di trasformarsi in un clone degli odiati partiti, e dall&#8217;altra si punta tutto sul filo diretto fra eletti e base, che suona bene come concetto, in alcuni casi può anche funzionare per rigenerare le procedure istituzionali, ma è tutto da verificare, sul piano culturale, tecnologico e politico, se possa sostituirsi al metodo della rappresentanza.
</p>
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		<title>Venerdì 16 novembre</title>
		<link>http://www.pieroricca.org/2012/11/15/venerdi-16-novembre/</link>
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		<pubDate>Thu, 15 Nov 2012 08:27:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Piero Ricca</dc:creator>
		
	<category>Legalità</category>
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		<description><![CDATA[Quando di &#8220;malapolizia&#8221; si muore.
Venerdì 16 novembre, a Milano, presenteremo il documentario &#8220;Nei secoli fedele&#8221;, di Adriano Chiarelli, sul caso Giuseppe Uva. 
Con l&#8217;autore, Vittorio Agnoletto, Lucia Uva e io.
Cafè Libreria Gogol, via Savona 101, Milano.
Inizio proiezione ore 20. Segue dibattito.

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando di &#8220;malapolizia&#8221; si muore.</p>
<p>Venerdì 16 novembre, a Milano, presenteremo il documentario &#8220;Nei secoli fedele&#8221;, di Adriano Chiarelli, sul caso Giuseppe Uva. </p>
<p>Con l&#8217;autore, Vittorio Agnoletto, Lucia Uva e io.</p>
<p>Cafè Libreria Gogol, via Savona 101, Milano.</p>
<p>Inizio proiezione ore 20. Segue dibattito.
</p>
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		<title>Il default della democrazia</title>
		<link>http://www.pieroricca.org/2012/11/05/il-default-della-democrazia/</link>
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		<pubDate>Mon, 05 Nov 2012 14:34:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Piero Ricca</dc:creator>
		
	<category>Politica</category>
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		<description><![CDATA[Al netto della diminuzione forzata del voto di scambio e della probabile scelta tattica della mafia, l&#8217;astensionismo record siciliano - di maggioranza assoluta - si proietta sulle elezioni nazionali. Ed è un dato che riflette oltre al naturale qualunquismo un diffuso e comprensibile disgusto verso il malaffare, la separazione ormai irrecuperabile fra cittadini e partiti. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Al netto della diminuzione forzata del voto di scambio e della probabile scelta tattica della mafia, l&#8217;astensionismo record siciliano - di maggioranza assoluta - si proietta sulle elezioni nazionali. Ed è un dato che riflette oltre al naturale qualunquismo un diffuso e comprensibile disgusto verso il malaffare, la separazione ormai irrecuperabile fra cittadini e partiti. </p>
<p>Se mettiamo assieme questo elemento di svuotamento della rappresentanza con il commissariamento euro-tecnico in atto e la ben nota legge elettorale oligarchica, che difficilmente sarà cambiata in extremis, e di certo non sarà cambiata in meglio, diventa sempre più impegnativo parlare di democrazia rappresentativa e sovranità popolare. </p>
<p>Il vox della settimana è più o meno su questo. Lo trovate <a href=" http://tv.ilfattoquotidiano.it/2012/11/02/astensionismo-di-massa-legittima-protesta-o-fallimento-della-democrazia-vox/209618/">QUI</a>. </p>
<p>Per rigenerare la democrazia rappresentativa, che non funziona più, sequestrata com&#8217;è da partiti, gruppi di interesse e strutture di potere sovranazionali, una delle strade - come ho scritto più volte - è l&#8217;introduzione, ovunque possibile, di elementi di democrazia diretta e partecipativa.</p>
<p>In modo ben calibrato, articolando attentamente le procedure e i campi di applicazione, senza illudersi di poter eliminare le mediazioni e fare a meno delle forme della rappresentanza, che in una comunità ampia sono comunque necessarie.</p>
<p>Può servire per esempio sperimentare il referendum propositivo, a livello locale e nazionale, o meglio ancora: deliberativo. Magari con un maggior numero di firme richieste, con un filtro preventivo nel caso del nazionale da parte della corte costituzionale all&#8217;atto del deposito dei quesiti, e senza quorum, o abbassandolo, in modo che chi si assume la responsabilità di partecipare decide direttamente le leggi sottoposte al giudizio popolare.</p>
<p>Il vox sul tema lo trovate <a href="  http://tv.ilfattoquotidiano.it/2012/10/26/introdurre-referendum-propositivo-ricca/208505/">QUI</a>.
</p>
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