Same-sex, pari dignità
Novembre 1, 2012 on 4:41 pm | In Politica | 11 CommentsIl vox sulle adozioni per le coppie omosessuali lo trovate QUI.
Le recenti dichiarazioni di Nichi Vendola e Giuliano Pisapia hanno riportato d’attualità il tema delle adozioni per coppie same-sex. Questione delicata, che interpella la visione della missione genitoriale e divide la politica e le coscienze, non solo in Italia, ma senza un taglio netto fra cattolici e laici.
I vertici della Chiesa sono irremovibili e invitano il personale politico di fiducia alla massima intransigenza, entre il dibattito in sede scientifica è ancora in corso.
Intanto in diversi Paesi del mondo, dal Canada all’Argentina, il diritto degli omosessuali a costruirsi una famiglia, con possibilità di adozione, è ormai acquisito per legge. Da noi la strada sembra ancora lunga. Ma la coscienza collettiva al riguardo sta cambiando, specialmente tra i giovani.
Dopo il vox sui matrimoni gay, ne ho avuto conferma qualche settimana fa parlando con molte persone in strada. In prevalenza gli intervistati si dicono favorevoli alle adozioni, perché “i diritti sono uguali per tutti e anche una coppia omosessuale può educare bene un figlio, dopo aver superato le verifiche di rito”. L’obiezione più diffusa – spesso anche tra coloro che si dicono favorevoli alle unioni civili o addirittura ai matrimoni per coppie omosessuali – suona così: “Nessun pregiudizio contro gli omosessuali, ma per natura un bambino ha bisogno di un padre e di una madre”.
Personalmente ritengo che una legge che stabilisca il diritto delle coppie omosessuali a formare un nucleo familiare con pari dignità rispetto alle coppie eterosessuali, è necessaria. I livelli di riforma sono tre: Unioni civili, Matrimoni in municipio, adozioni. Fino al matrimonio dico di sì in modo convinto. Sul diritto ad adottare ho qualche dubbio: non lo escludo ma probabilmente serve un ulteriore approfondimento.
Priorità
Settembre 28, 2012 on 6:15 pm | In Politica, Informazione | 9 CommentsIl vox sul conflitto di interessi - tema ritornato in auge per qualche ora a margine della trattativa per la cessione di La7 - lo trovate QUI.
Nemmeno questa volta - c’è da scommetterci - le forze politiche attualmente presenti in parlamento si presenteranno agli elettori con una proposta di legge seria e articolata contro i conflitti di interesse tra le priorità del proprio programma di governo.
Ed è superfluo sottolineare - come abbiamo ripetuto per anni - quanto il problema nelle sue varie declinazioni sia centrale in questo nostro paese: per quel che attiene al sistema della comunicazione, ma non solo.
All’ombra del maxi-conflitto di interessi berlusconiano è cresciuta infatti una miriade di funghi velenosi, grumi opachi di potere che riguardano i partiti, le aziende pubbliche, le banche, i grandi concessionari di beni statali, il mondo delle professioni, i sindacati: l’intero, perverso intreccio di poteri economici e pubbliche funzioni, di controllati e controllori.
Questa è la ragione per la quale un’autentica legge contro i conflitti di interesse non è mai stata fatta. La normativa in vigore dal 2004, che prende il nome del solerte ex ministro Franco Frattini, ritagliata su misura degli interessi del padrone, non è altro che una caricatura.
E certamente non la metteranno in cantiere i tecnici attualmente al governo, che sono anch’essi un’espressione di conflitto di interessi (di chi difendono davvero l’interesse? del sistema finanziario internazionale, delle banche o della collettività?) e che sicuramente ritengono imprudente scontentare i gruppi politici ai quali comunque devono la fiducia in parlamento.
Per limitarci al sistema della comunicazione, il problema del conflitto di interessi, o per meglio dell’abnorme concentrazione di potere economico, mediatico e politico, che ha recato gravissimi danni alla collettivià e continua a recarne, è legato ad altre due questioni: la subordinazione della Rai ai partiti e le posizioni dominanti in campo editoriale e pubblicitario.
In questo breve spunto di riflessione pubblicato dal Blog di Grillo, ho indicato tre linee di riforma. Dubito che i gruppi parlamentari che usciranno dalle prossime elezioni - con la possibile eccezione di qualche “new comer” - possano mai osare metterle all’ordine del giorno.
Nei secoli fedele - Il caso Uva
Settembre 19, 2012 on 12:01 am | In Legalità, Informazione | 2 CommentsFinalmente è pronto il documentario dell’amico Adriano Chiarelli - già autore del libro Malapolizia (Newton Compton) - sul caso Uva. A Roma lo presenteranno il 27 settembre. A Milano lo presenteremo a ottobre.
Qui sopra c’è il trailer.
La tragica storia di Giuseppe Uva, morto dopo un fermo di polizia a Varese, la trovate QUI. E’ forte il sospetto che si tratti di un altro abuso, ancora impunito, delle forze dell’ordine. Un primo processo si è chiuso con un nulla di fatto. Ma prima o poi chi ne ha causato la morte dovrà pagare.
Intanto a Milano l’indagine sul caso Ferrulli si è chiusa con il rinvio a giudizio davanti alla corte d’Assise dei poliziotti sotto inchiesta.
Troppi criminali negli apparati di polizia, protetti dai superiori.
Segnalo un nuovo sito dedicato agli abusi di polizia: abusodipolizia.it.
Matteo Renzi
Settembre 15, 2012 on 11:40 am | In Politica | 13 CommentsFra Bersani e Renzi alle primarie sarà una bella gara.
Per chi andrà a votare, e al momento non si sa ancora con quali regole e in quale data, si tratterà di scegliere fra il garante di un gruppo dirigente bollito (Bersani) e un uomo nuovo che assomiglia a un prodotto di laboratorio berlusconiano (Renzi).
Il sindaco di Firenze ha bucato il video, occorre ammetterlo, il suo messaggio di rinnovamento generazionale sta facendo breccia e parla a tutti, non solo (e forse non tanto) ai tradizionali elettori di centrosinistra.
Lo dicono i sondaggi, l’ho constatato in strada, per la puntata di “Uomo da marciapiede” a lui dedicata, che trovate QUI.
Ce la farà a vincere le primarie? Difficile contro il candidato ufficiale del partito, ma non impossibile se riuscirà a portare al voto anche cittadini non politicizzati ed ex elettori berlusconiani, oltre che simpatizzanti di area democratica che non ne possono più dei vecchi mandarini.
Matteo Renzi non mi piace per nulla: è un piacione opportunista, un furbetto che ci prova, un demagogo nuovista, un tipo che non stonerebbe tra le fila dello schieramento avverso, l’ultimo alfiere imbellettato di un modello economico fallito.
Ma nel suo genere ci sa fare, si è messo in gioco senza rete sfidando il quartier generale, con una buona dose di coraggio oltre che di astuzia, e la stagnazione della palude politica italiana (oltre che il livellamento del senso critico dell’elettore medio) gioca a suo favore. Non è poco, di questi tempi.
Lettera a Bersani
Agosto 30, 2012 on 2:19 pm | In Politica | 32 Comments“Va bene, caro Bersani,
se permetti, e la Digos non lo impedirà, proveremo a dirtelo in faccia anche noi, come tu recentemente hai chiesto ai terribili offensori del web, quel che pensiamo di te e del gruppo dirigente del Pd, limitandoci a ricordare fatti e rivolgervi domande, con molto garbo e sobrietà, come piace a voi. E non sarebbe la prima volta.
Scommetto che tu e gli altri - anche se oggi gonfiate il petto contro quei fantasmi di fascismo che vi fanno tanto comodo - vi comporterete come sempre avete fatto: scapperete verso l’auto blu o il ristorante Valtellina circondati da guardie dell’ego sgomitanti e militonti inferociti. Da vigliacchi arroganti quali siete.
Vi indispettisce tutto quel che non riuscite a controllare. Avete paura anche del MoVimento messo in campo per esasperazione da un comico (il cui successo elettorale annunciato dai sondaggi non è altro che il prodotto della marcescenza morale e politica in cui siete immersi, ma questo preferite non vederlo) non perché, come ognuno può legittimamente ritenere, sia populista, verbalmente violento o antipolitico - questa è la scusa miserabile - ma perché, che piaccia o no, sta organizzando la prima vera protesta elettorale di massa contro i privilegi e gli interessi ai quali non sapete rinunciare. E questo invece voi lo vedete benissimo.”
Maroni e il referendum No Euro
Agosto 18, 2012 on 5:50 pm | In Politica | 12 CommentsUna faccia di bronzo doc, per non dire peggio, è Roberto Maroni.
Da ministro dell’Interno - perché quest’uomo fu ministro dell’Interno - impedì l’accorpamento fra elezioni amministrative e referendum (che in tal modo tentò, invano, di mandare a monte) su acqua pubblica, giustizia e nucleare, con uno spreco di centinaia di milioni di quella che lui e il suo degno principale iniziarono a chiamare “Roma ladrona”.
Ora, da segretario della Lega Nord, o meglio di quel che ne resta dopo le ruberie acclarate dei suoi esponenti di punta, per far dimenticare gli scandali e trovare un argomento da campagna elettorale, propone l’accorpamento fra le prossime elezioni politiche e un improbabile, del tutto propagandistico “referendum consultivo” per uscire dall’euro.
A differenza dei referendum abrogativi della primavera 2011, nel perimetro delle norme costituzionali vigenti, un referendum del genere - che pure, secondo una legittima opinione, potrebbe avere un senso dal punto di vista politico - non trova alcuno spazio giuridico. E’ semplicemente irrealizzabile, a meno di non cambiare la Costituzione, obiettivo che di qui al termine della legislatura sembra difficile perfino per Maroni. E questo un ex ministro dell’Interno, sia pure un ex ministro per caso, non può non saperlo.
Napolitano e la ragion di Stato
Agosto 7, 2012 on 1:59 am | In Politica | 7 CommentsIl Quirinale fa muro contro la magistratura di Palermo che indaga sulla “trattativa” fra Stato e mafia, con l’accondiscendenza quasi unanime, spacciata per difesa della Costituzione, del sistema partitico-mediatico.
Ed è una storia grave e inquietante.
Vengono invocate, in modo evidentemente strumentale, le prerogative giuridiche del presidente della Repubblica. Si rivendica l’urgenza di una legge contro le intercettazioni telefoniche. Si arriva perfino a sostenere o si sottintende da più parti che non si deve intaccare con critiche, domande o inchieste giornalistiche l’autorevolezza “super partes” del presidente della Repubblica, specialmente nell’attuale congiuntura di crisi politica ed economica, argomento tipico di quella “ragion di stato” che proprio Giorgio Napolitano, in una recente dichiarazione pubblica, ha sostenuto non dover prevalere sulla ricerca della verità per quel che riguarda la strage di via D’Amelio e il suo contesto.
In realtà, la presidenza della Repubblica non avrebbe dovuto ripetutamente recepire e, forse, darsi da fare per assecondare le richieste di protezione di un indagato per falsa testimonianza nell’inchiesta sulla trattativa come Nicola Mancino, con il rischio di intralciare il regolare corso della giustizia.
Questo è il punto politico e istituzionale della questione, sul quale, che sia legittimo o meno l’uso processuale di quelle telefonate, cosa che verrà decisa nelle sedi competenti, a Napolitano e al suo staff, si ha tutto il diritto di chiedere spiegazioni.
Superfluo forse aggiungere che per vicende analoghe e anche meno gravi, in assenza di spiegazioni convincenti, in altri paesi si chiedono - e si danno - le dimissioni dei vertici delle istituzioni.
Gli Arancioni
Agosto 3, 2012 on 12:41 pm | In Politica | 5 CommentsNell’attuale crisi di consenso e di rappresentanza provano a inserirsi anche i sindaci “arancioni”, in prima fila Luigi de Magistris, che non nasconde ambizioni nazionali.
Gli annunci riempiono le pagine dei giornali, ma non è ancora chiarissima la linea. Questa mattina un giornale dà la Lista Arancione nell’alveo del centrosinistra, cioé dell’alleanza, recentemente annunciata, fra Pd e Sel; un altro giornale la dà fuori. A seconda del sindaco dichiarante.
Ma davvero c’è bisogno di una lista civica nazionale dei sindaci di centrosinistra, capitani non giocatori provenienti da diversi partiti ed esperienze politiche, per proseguire in parlamento la cosiddetta “rivoluzione arancione” insieme al Pd?
In teoria no. E’ evidente che la funzione di una lista simile è di sfruttare la popolarità di sindaci eletti direttamente in una recente e fortunata stagione politica, per arginare il fenomeno Grillo e l’ondata anticasta.
Forse per ora Luigi de Magistris, il più convinto tra gli arancioni, farebbe bene a concentrarsi sui problemi della città di Napoli (che non è un trampolino verso mete nazionali) e della sua amministrazione, che non sono pochi né di modesta entità.
Il vox populi per il Fatto.it dedicato al tema e girato a Napoli, lo trovate QUI
L’altro vox che abbiamo girato a Napoli, dedicato al rischio per l’Italia di “fare la fine della Gracia”, lo trovate QUI
La Porcata e oltre
Agosto 3, 2012 on 12:17 pm | In Politica | 1 CommentRiusciranno i nostri eroi, sotto l’alto patrocinio della presidenza della repubblica, a escogitare una legge elettorale peggiore dell’attuale? Missione difficile, ma non impossibile, a giudicare dalle bozze di riforma che circolano sui giornali.
Tutto sta a vedere se pd e pdl troveranno un compromesso.
L’obiettivo è ancora una volta disegnare il meccanismo che trasformi i voti in seggi più favorevole ai partiti risultati prevalenti alle ultime elezioni, rendendo nel contempo la vita difficile agli outsiders.
Vedremo cosa uscirà dagli alambicchi di questi novelli e disgraziatissimi apprendisti stregoni, ma una cosa è certa, o meglio sarebbe scontata in una democrazia rappresentativa con dei fondamentali sani: non si cambiano le regole del gioco a partita quasi finita per evitare la sconfitta o contenerne gli effetti.
Niente è più lontano dalla democrazia dell’abitudine di approvare una nuova legge elettorale - inevitabilmente su misura, visto il livello di quegli eroi - a pochi mesi dalle elezioni, tanto più da parte di un parlamento in crisi verticale di consenso e rappresentatività.
So bene e l’abbiamo detto mille volte da prima ancora che venisse approvata, che l’attuale legge elettorale, il cosiddetto Porcellum, è una legge indecente, perché, tra l’altro, consente a un pugno di capi partito di nominare il novanta per cento dei parlamentari. Ma non mi attendo nulla di meglio, anzi, da chi ora si sta dando da fare per cambiarla.
Per tempi migliori, può essere ribadito un principio generale: la legge elettorale non si cambia nella seconda metà della legislatura e comunque quando manca meno di un anno alle elezioni. Fissarne in Costituzione una chiara e semplice, forse aiuterebbe.
Vent’anni
Luglio 23, 2012 on 2:28 am | In Varie | 3 CommentsL’orrore per le stragi di Capaci e via d’Amelio, in quella tremenda primavera-estate del 1992, quel senso di giustizia umiliata e tradita è stato un’iniziazione civile per molti della mia generazione.
Avemmo chiaro allora, una volta per sempre, come funziona questo nostro stato intriso di mafia che lascia soli e condanna al martirio i suoi figli migliori.
Il fuoco di quello sdegno, che raggiunse l’acme il giorno dei funerali di Paolo Borsellino, era destinato a rimanerci dentro per i vent’anni a seguire.
I vent’anni che ora abbiamo alle spalle, nei quali abbiamo visto prevalere e non di rado dominare la parte d’Italia più vicina ai carnefici che non ai martiri.
Questa opera è pubblicata da Piero Ricca sotto una Licenza Creative Commons
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