Colaninno? Nessun imbarazzo!

Settembre 10, 2008 on 8:23 am | In Politica, Democrazia, Legalità | 77 Comments


PREMESSA - Questa sera alla festa del PD c’è Walter Veltroni. Ore 21 presso lo spazio Coop (MM Lampugnano). Sarebbe bello vedere qualche faccia nuova. Venite TUTTI !! Chi abita lontano, ha preso impegni, gli è morto il gatto… non serve che lasci commenti. Per tutti gli altri l’appuntamento con noi è per le ore 20 (un’ora prima) davanti allo spazio Coop. NON MANCATE.

Il 28 agosto scorso il cda di Immsi S.p.a. ha deliberato l’ingresso della società in Compagnia Aerea Italiana (la nuova Alitalia) con un investimento di 150 milioni. Attraverso Immsi, Roberto Colaninno, già capitano coraggioso di dalemiana memoria, guiderà l’armata brancaleone che si accinge a “liquidare” quel poco che resta della vecchia compagnia di bandiera per volontà del nostro premier.
La beffa è servita. Per l’entità del danno non rimane che attendere.
Ma veniamo a noi. Con Piero e Duccio siamo tornati alla festa del PD. Ospite d’onore Matteo Colaninno, ministro ombra e cartina di tornasole del disinvolto rapporto del PD con i conflitti d’interesse.
Matteo, figlio di Roberto il capo cordata, è consigliere d’amministrazione di Immsi. Oltre a gestire gli interessi familiari in Immsi, Matteo ha altri quattro incarichi legati alle fortune del padre, come amministratore e come vicepresidente.
Qualcuno di voi ricorderà il Codice Etico del Partito Democratico, tanto esibito durante la campagna per le scorse elezioni. Era soltanto propaganda elettorale? Duccio l’ha rispolverato.
Nella sezione che riguarda la responsabilità personale e l’autonomia della politica i piddini si impegnano ad evitare di assumere incarichi esecutivi nel Partito qualora ricoprissero un ruolo in imprese aventi titolarità prevalente di interessi economico - finanziari, onde scongiurare conflitti d’interesse. Matteo Colaninno fa lo struzzo.
Ieri sera, seduti in prima fila sotto lo sguardo attento degli immancabili amici della Questura, nonché dei maneschi vigilantes pagati dal partito, abbiamo provato, carte alla mano, a ricordargli come dovrebbero stare le cose.
Abbiamo alzato la mano educatamente. Abbiamo atteso la fine del dibattito. Niente da fare. Appena terminato l’incontro, senza nemmeno salutare gli altri relatori, Colaninno si mette letteralmente le ali ai piedi. Con Duccio lo inseguiamo mentre Piero controlla le retrovie. Il più zelante dei vigilantes di casa mi mette le mani addosso e a più riprese minaccia di “spezzarci in due”.
In questo clima di commovente democrazia si alza il tono delle mie domande, ma Colaninno guadagna il parcheggio. Ormai in salvo, si permette di salutarci beffardamente con la mano.
Qualcuno dei presenti applaude le nostre ragioni. Ci fermiamo a discutere di conflitti e incoerenza con il segretario provinciale Ezio Casati e con l’immancabile consigliere comunale Majorino. Il primo tenta di liquidarci tirando fuori la dichiarazione dei redditi di Beppe Grillo. Il secondo ammette sottovoce che nella illuminata commissione per il Codice Etico c’era anche lui. Sul finale compare pure il consigliere comunale Davide Corritore, che ammette: in effetti nel partito qualche imbarazzo c’è.
Colaninno dovrebbe dimettersi dal suo incarico istituzionale. Per rispetto e per coerenza. Questa sera proveremo a sentire cosa ne pensa Walter.

Franz

Il problema risolto

Settembre 9, 2008 on 1:36 pm | In Politica, Informazione | 45 Comments

Afragola è un paese di sessantamila abitanti in provincia di Napoli.
Da Afragola ci scrive Antonio. Stufo di sentire che il problema rifiuti è stato risolto e di vedere Berlusconi bearsi alle spalle di chi il problema lo vive davvero, qualche giorno fa ha ripreso i rifiuti che ancora incorniciano le strade del suo comune. Ce n’è abbastanza da riempire il parco di villa Certosa.

Ecco il video.


Fassino ieri a Milano

Settembre 8, 2008 on 4:50 pm | In Politica | 38 Comments

Eravamo rimasti a Fassino che ci diceva: del vostro voto possiamo fare a meno, tanto vinciamo anche senza di voi. Hanno perso, ma sono ancora tutti lì. E i militanti, quando li sentono, continuano a spellarsi le mani. Ieri Fassino era a Milano. Ecco il resoconto di Franz.

“Il PD cerca l’Udc di Casini, Cesa e Cuffaro, l’opposizione a Berlusconi non decolla, e la festa dell’Unità ha cambiato nome. Tra i militanti c’è confusione. Per fortuna alcune certezze vengono garantite: i leader sono sempre gli stessi!
Ieri sera, alla prima Festa Democratica di Milano c’era Piero Fassino, ministro ombra degli esteri. La prima parte dell’incontro si è risolta in una lezioncina di europeismo for dummies da opporre con orgoglio al montante anti-europeismo della maggioranza. Fassino: “Loro vogliono l’Europa minima indispensabile, noi vogliamo l’Europa massima possibile!” Per quanto riguarda la collocazione del PD nel Parlamanto Europeo, buio totale.
La seconda parte è dedicata a tematiche interne. Questi primi cento giorni, dice Fassino, sono stati caratterizzati da messaggi tanto fuorvianti quanto efficaci. L’ex segretario dei Ds, quello che “il conflitto d’interessi non dà più lavoro a nessuno”, in un abito color sabbia che su di lui fa molto insetto foglia, raccoglie gli applausi dei militanti svelando i trucchi di Silvio il prestigiatore. Purtroppo, che la realtà sia ciò che Berlusconi va raccontando in televisione è un problema che la Sinistra avrebbe dovuto prevenire quando le si chiedeva una seria legge antitrust e una soluzione al megagalattico conflitto di interessi. Niet. In fondo quello del teleimbonitore è sempre un comodo argomento per un’opposizione che dimostra di averne pochi, non impegna e i militanti si sfogano. Quel che accade in Parlamento poi è un’altra faccenda.
Al termine dell’incontro, con Diego, Duccio e Luca speravamo di poter dimostrare all’onorevole Fassino che anche noi abbiamo avvertito il cambiamento. E per dimostrarglielo, evitando il solito, noioso conflitto del premier, abbiamo pensato di interpellarlo su alcuni conflitti interni al PD. Innocue domande su Colaninno Matteo, il ministro ombra dello sviluppo economico, che dovrebbe rappresentare l’opposizione di fronte al nuovo piano Alitalia (potrebbe costarci fino a 4 miliardi in più rispetto al precedente piano Air-France), non fosse che il Colaninno Roberto, suo padre, guida la cordata di imprenditori che ne ha rilevato la parte sana attraverso una società che appartiene anche al figlio.
Domande sulle intercettazioni tra il Senatore del PD Nicola Latorre, Consorte e Ricucci, riguardanti la scalata della Bnl da parte di Unipol e ancora ferme in parlamento. La Procura di Milano intende utilizzarle contro lo stesso Latorre, ipotizzando reati finanziari ai quali non sarebbe estraneo Massimo D’Alema. Guarda caso Latorre è prodigo di aperture verso la riforma della giustizia annunciata da Berlusconi. Spera che il Parlamento neghi quelle intercettazioni ai giudici e ha bisogno del sostegno del Pdl. Il suo amico Dell’Utri non potrà negarglielo.
Che ne pensa Fassino di tutto questo? Vuoi che eravamo in quattro e che gli amici della Questura erano almeno in dieci; vuoi che Fassino è sempre Fassino; vuoi che l’arroganza non è di chi non risponde ai cittadini, ma dei cittadini che fanno domande, non abbiamo ricevuto alcun chiarimento. “Sono un cittadino anch’io e quindi libero di non rispondervi”, “Ho già detto tutto quello che dovevo dire”, tenta di liquidarci Fassino. Ad un paio di giornalistucoli targati Rai, indispettiti dal nostro coretto di domande (”ma noi siamo giornalisti!”), Fassino ha invece risposto. Tra noi e loro gli uomini della sicurezza e i militanti più incalliti, a difendere il leader.
Riciclati attraverso gli anni più squallidi del partitismo nostrano, i dirigenti del centro sinistra si barcamenano tra feste sottotono e scaramucce interne. Criticano Berlusconi che butta la polvere sotto al tappeto, ma sanno benissimo che tra come si predica e come si razzola il confine è spesso rappresentato da una telecamera, e quando le domande sono fuori copione basta negarsi all’obiettivo.
Nei prossimi giorni metteremo online qualche immagine del siparietto. Intanto tenete d’occhio i programmi delle Feste Democratiche, e magari andate a fare qualche domanda”.

Carlo Giovanardi

Settembre 5, 2008 on 6:42 pm | In Politica | 51 Comments


Il fervente “giustizialista” Carlo Giovanardi è un miracolato da Mani Pulite. Difficilmente, senza il repulisti giudiziario avrebbe fatto carriera dapprima nella “Casa” e poi nel “Popolo della libertà”. E infatti, quindici anni fa, scriveva lettere d’amore ad Antonio Di Pietro e a tutto il pool di Milano. Se uno gliene chiede conto adesso, risponde che Di Pietro era già allora un corrotto che faceva le inchieste per entrare in politica. Giovanardi ora preferisce stare con Marcello Dell’Utri. Se uno gliene chiede conto risponde che Beppe Grillo è un pregiudicato. Qualche tempo fa il nostro amico Duccio ebbe il modo di avvicinarlo. Ecco il video. A proposito, perché non prendete esempio da lui? Certa gente non dovrebbe mai sentirsi al riparo dalle critiche e dalle domande fuori copione. Inutile sfogarsi sui blog.

La riforma dell’avvocato Gelmini

Settembre 4, 2008 on 10:15 pm | In Politica | 54 Comments

Caro Piero

è passata oggi, quasi nel silenzio e senza che nessuno se ne accorgesse, una riforma della scuola elementare (attraverso decreto legge) che ci riporta indietro di almeno 40 anni. Dopo le baggiante sulla divisa e sul voto di condotta si torna il prossimo anno all’insegnante unica. Scompare la compresenza di insegnanti nella stessa classe, il tempo mensa dovrà essere garantito dai comuni e si ritornerà a una specie di dopo-scuola sempre a carico dei comuni, che non si capisce dove ricaveranno le risorse, vista anche l’abolizione dell’ICI. Una catastrofe dal punto di vista pedagogico. Si pretende che un’insegnante sola in una classe di 25-30 alunni spazi in tutte le discipline possibili: dalla matematica alla musica, dall’italiano all’arte, dalla storia all’informatica… E chi avrà difficoltà? S’arrangi! Ci troveremo sempre più dinnanzi a una disparità tra scuola pubblica (l’elementare è sempre stata fiore all’occhiello di questo nostro paese, presa a modello da tutti per la qualità) e privata, con la conseguenza che chi potrà permetterselo accederà alla scuola privata e gli altri si accontenteranno di una scuola pubblica sempre più debole.
Ti ringrazio per tutto quello che riesci a fare e, se trovassi un ritaglio di tempo per informarti sulla vicenda e fare sentire la tua voce, ti sarei grato. Nel frattempo cercheremo di agire sensibilizzando l’opinione pubblica sullo scempio che si sta perpetrando.

Luigi

Post scriptum

Intanto si viene a sapere che l’onorevole Gelmini, la giovane berlusconiana lombarda che in qualità di ministro dell’Istruzione ha firmato la riforma e parla ogni giorno di meritocrazia, superò il concorso da avvocato ricorrendo al noto sotterfugio di andarlo a sostenere in Calabria. Hai capito la furbetta! Inutile dire che in una democrazia seria sarebbe costretta a dimettersi domani mattina. La notizia è QUI.

Putignano

Settembre 4, 2008 on 4:31 pm | In Politica | 19 Comments

Venerdì 12 settembre, con Franz, sarò a Putignano per un incontro pubblico sull’attività di Qml.
Per chi vuol venire a scambiare due chiacchiere:

Masseria Angiulli Nuova, ore 21.
SP 58 - per Sammichele

Buffone, the italian premier

Settembre 3, 2008 on 5:41 pm | In Politica | 52 Comments

Caro Piero,
pare proprio che il termine “Buffone” sia stato ormai accolto anche nella lingua inglese come sinonimo di “Berlusconi”.

L’innovazione linguistica, già consolidata da tempo nella lingua italiana, è stata consacrata oltremanica da un recente articolo del Guardian dedicato alla vicenda Alitalia, nel quale David Gow, “European business editor” del quotidiano britannico, si riferisce al nostro primo ministro chiamandolo prima “Silvio Buffone”, poi semplicemente “Buffone”.

QUI trovi l’articolo.

Congratulazioni!

Felicione da Napoli

I circenses pallonari

Settembre 2, 2008 on 10:21 am | In Politica | 183 Comments

Non ci vuole poi molto per diventare persone libere. Uno dei requisiti indispensabili è rifiutarsi in modo categorico di seguire il Calcio. O meglio: i circenses pallonari.
Non mi dilungo sui motivi: la violenza, la volgarità, l’inquinamento psichico, gli affari sporchi e gli interessi miliardari sulle testa di milioni di fedeli. Chi segue l’ingranaggio pallonaro, lo alimenta. Non c’è niente da spiegare a chi non ha capito già. Personalmente smisi di interessarmi ai circenses pallonari tra i dieci e gli undici anni. Guarda caso, l’età mentale media assegnata dall’Imbonitore d’Arcore alla sua audience di spettatori-elettori. Non mi ha mai completamente convinto chi segue i circenses pallonari in età adulta. E tuttora mi riesce difficile accettare che una persona seria e intelligente non provi un istintivo senso di nausea di fronte a quel fenomeno di drammatizzazione del nulla e ipnotismo collettivo. Anzi, a dirla tutta provo un profondo e compiaciuto disprezzo, lenito solo in parte dalla commiserazione, verso i tanti che al bar, sul tram, in fila al supermercato passano il tempo a discettare sempre e solo di circenses pallonari. Come dev’essere meschina la vita di certa gente!

Si dice che il vero inizio d’anno sia a settembre, al ritorno dalle vacanze agostane (per chi le ha fatte). Bene, l’inizio d’anno è il momento dei buoni propositi. Auguro alle persone intelligenti che ancora seguono - con il distacco, i distinguo e le prudenze tipiche delle persone intelligenti - i circenses pallonari, di darsi questo proposito: smettere all’istante, come si fa con le sigarette. Ci vuole una svolta radicale, senza se e senza ma, per una questione di ecologia della mente.
Il che vuol dire:

- NON andare allo stadio dei circenses pallonari
- NON seguire i circensens pallonari in tv
- NON leggere i giornali sportivi o le pagine pallonare dei quotidiani
- NON seguire le news pallonare su Internet
- NON partecipare alle conversazioni pallonare al bar
- NON frequentare persone che conversano di circenses pallonari
- Se si è frequentatori di un bar di guardoni pallonari, cambiare bar
- Se si è genitori, educare i propri figli al disprezzo verso i circenses pallonari

Astinenza totale: questo è il rimedio. All’inizio magari è dura. Ma poi si sta meglio. Coraggio, dite addio alla scimmia pallonara che è in voi! Uccidetela senza pietà!

Roberto Calderoli

Settembre 1, 2008 on 12:47 pm | In Politica | 42 Comments


Roberto Calderoli detto Pota, autore della riforma elettorale detta Porcata, nonché riformatore della Costituzione detta Carta da cesso, l’altra sera era a Bergamo per la festicciola locale della Lega. Dopo aver tenuto un discorso alto e nobile sulla neo-virilità linguistica del suo condottiero Umberto Bossi, Pota è stato avvicinato dal nostro amico Duccio, che ha provato a interpellarlo su questioni ben più prosaiche, come il suo rapporto con la banca popolare di Giampiero Fiorani, faro di tutta la Padania. Dopo aver lentamente messo a fuoco la domanda, l’abbronzatissimo Pota non ha saputo rispondere niente di meglio che: se spegni la telecamera ti rispondo, a telecamera accesa tu non sei un normale cittadino. Insomma, l’avevamo sottovalutato. Anche Pota ha capito che dire una scempiaggine davanti a una telecamerina è meno innocuo che dirla a tu per tu. E che i “cittadini normali” alle feste della lega trincano grappini e ridono per le barzellette sconce, mica riprendono la dichiarazione di un ministro. Sveglio, il ragazzo. Peccato che certe domande sui telegiornali e nei talk show dove il Pota è di casa non le facciano mai. Ecco il siparietto, ritualmente chiuso dalle simpatiche schermaglie con i militanti verdi e los amigos della digos.

Lettera di Renato Farina

Agosto 21, 2008 on 7:46 pm | In Politica, Informazione | 77 Comments

Caro Piero,

si sbaglia sempre a fidarsi. Come sempre tutto viene usato contro di te. Sono venuto al dibattito su tuo invito, perché volevo esprimere in questo modo considerazione alla tua posizione umana e politica. Perché io mi ostino a pensare che se tu sapessi veramente le cose e io riuscissi a comunicartele daresti un giudizio radicalmente diverso sulle vicende che mi hanno coinvolto e persino sulla mia persona. E riconosco che ho potuto esprimermi, in quella sede, in piena libertà, nonostante il clima ostile. (A proposito: come fai a tollerare i post che partono dall’aspetto fisico dell’avversario? Quelli del tipo: basta guardarlo in faccia. E nessuno replica. Che fascismo e pieroricchismo si somiglino? Perché credo tu sappia che cultura sia il lombrosianesimo? E il naso, com’è il mio naso, a becco o a patata? )
Naturalmente la trascrizione di Elia mi fa apparire sin dalla punteggiatura un deficiente rispetto a Davigo. Ma va bene, lui è la scienza io no. Ma le mie obiezioni restano tutte, e non capisco cosa ci sia di deontologicamente o politicamente rivoltante come sostengono i commentatori.

1) Un libro scientifico su giustizia e corruzione politica, dove gli eroi sono quelli di Mani pulite, scritto da uno di Mani pulite non mi pare possa avere il crisma della neutralità che la scienza pretende. Sbaglio? Davigo si paragona allo scienziato che cura il cancro e scrive delle proprie operazioni. Non è la stessa cosa. La giustizia esprime sempre una valutazione in qualche modo soggettiva. Il giudice si riferisce ai fatti giocando la sua coscienza e la sua idea del diritto secondo una certa interpretazione, come si evince anche dalla risposta dove il dottor Davigo espone il suo concetto del patteggiamento. Interessante peraltro; capisco questo dal paragone con l’oncologo: che Davigo si senta un purificatore, e questo dà alla sua azione una caratura inconscia di Grande Inquisitore che c’entra pochissimo con la serenità del giudizio.

2) Dice Davigo, a proposito del mio patteggiamento: “Lei Farina era libero di farsi processare invece di patteggiare come ha fatto, certo avrebbe avuto una pena più severa”. Come fa a saperlo? Mi incuriosisce molto. Ha parlato con Spataro o con il giudice monocratico? Sa già come andrà il processo ad Abu Omar? Dove l’ha appreso? Io credo in realtà che in molti magistrati la colpevolezza e la pena da applicare sia un apriori stabilito a prescindere dal processo. Io, proprio sapendo questo, ho deciso di patteggiare tenendo conto dei rapporti di forza, tenendo conto che se avessi affrontato il processo sarei ancora lì nella palude, per anni e anni, spendendo la mia vita e il mio patrimonio per una questione per la quale in coscienza mi reputo innocente. Ma avevo il diritto di tenere me e la mia famiglia impelagata in una questione infinita in cui sono stato messo dentro a forza per ragioni che io credo politiche?

3) La terza questione attiene all’opinione pubblica. Davigo sostiene che è manipolata da Berlusconi. Per me è manipolata moltissimo dai magistrati in legame coordinato con i bravi cronisti della giudiziaria, ben indirizzati dalle direzioni e dalle proprietà. Questo è accaduto al tempo di Mani pulite. C’era il pool dei cronisti parallelo e dipendente da quello dei magistrati. Andavano persino a passare le vacanze insieme. Io sono andato due giorni col Berlusca, ma lo sanno tutti, tant’è che ci ho fatto due interviste… E Travaglio lo ha scritto in tre libri. Lui va con Ingroia, e resta una questione normale, ovvia, si sa, sono brave persone, loro: a prescindere.
Il fatto che sia dispiaciuto molto a Davigo che io sia diventato deputato lo trovo normale. A me dispiace che lui sia magistrato. Ma fa sempre in tempo a raggiungere Di Pietro e D’Ambrosio in Parlamento.

Renato Farina

La mia risposta

Caro Renato,

ti ringrazio della lettera, mi fa piacere che segui questo piccolo blog.
Dei commenti non mi assumo la responsabilità, non ho il tempo di vagliarli tutti. Le espressioni irriferibili non passano e comunque tutti sanno che i commenti ai blog sono spesso solo uno sfogo. Dolersene mi sembra pretestuoso. Peraltro, non credo che sia fascismo prestare attenzione alle facce. Ogni adulto in fondo è responsabile della propria. Uno con la faccia di Angelino Alfano, per dire, mi risulterebbe inadeguato perfino come usciere di tribunale. Mi verrebbe piuttosto da domandare a te come si fa - senza provare imbarazzo - a stare in compagnia di certi esponenti dell’attuale maggioranza parlamentare.

Non c’è stata alcuna manipolazione nella trascrizione: il dibattito è a disposizione di tutti nell’archivio audio di radio radicale. L’ho pubblicato perché mi sembrava un documento di un qualche interesse. Non è colpa di nessuno se nel linguaggio parlato c’è chi è più lineare e chi meno. Nel tuo testo era difficile perfino mettere la punteggiatura. In generale, penso che rileggere la trascrizione di ciò che vien detto a braccio sia un esercizio utile a riesaminare la validità degli argomenti e la lucidità del pensiero, anche in chiave autocritica.

Quella sera, a quel dibattito, non hai trovato un clima ostile. Se no, figuriamoci, ne avresti scritto e te ne saresti giustamente lamentato. Al contrario, ricordo che buona parte della platea, accogliendo il mio invito, ti ha salutato con un appaluso. Giusto per prevenire ogni tentazione polemica e conseguenti vittimismi.

Quindi hai fatto bene a fidarti di noi.

Confido di incontrare un trattamento ancor più cordiale se e quando verrò invitato a dire la mia a un convegno organizzato da Libero o dal Pdl.

Quanto alla vicenda Sismi, io so quel che è emerso dai media e dai dati dell’inchiesta giudiziaria e disciplinare. E non mi sembra una storia di cui si possa andare fieri. In privato mi parli di carte segrete che ristabiliranno la verità in tuo favore. E non vedi l’ora che siano pubblicate. Sarò lieto di leggerle, tiferò per te, ma intanto permettimi di dubitarne.

Sui punti specifici Davigo ti ha risposto e io concordo con lui. Per quanto attiene alla manipolazione dei media, la realtà è sotto gli occhi di tutti: in Italia opera una centrale di potere politico ed economico che controlla gran parte dei flussi di comunicazione e pubblicità e ha modificato il senso comune degli italiani. E’ l’azienda-partito che ti ha regalato un posto alla Camera dei Deputati.

Per quanto attiene al patteggiamento, in caso di condanna in dibattimento tu saresti andato incontro a una pena superiore. Magari un altro al tuo posto - ritenendosi innocente - avrebbe accettato il giudizio (con i suoi tre gradi) per salvare l’onore. Io per esempio avrei fatto così.
Gridare berlusconianamente al complotto politico è facile. Ma non ci si lamenti se poi non tutti ci credono.

Saluti, Piero

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Questa opera è pubblicata da Piero Ricca sotto una Licenza Creative Commons

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